Uno e tre banchi
banco doppio (75 x50 x140 cm), tecnica mista
VS
Joseph Kosuth, Una e tre sedie (One and Three Chairs), 1965
tecnica mista, New York, Museum of Modern Art (MoMA)
descrizione sintetica da outdoor lesson
L'ultima variazione presenta un banco che non ha subito alcuna modificazione collocato a ridosso della recinzione sulla quale trovano posto due pannelli. Il rimando è alla forma d'arte più lontana da quella canonica, l'arte concettuale. La conceptual art concentra la sua attenzione sull'idea, sul concetto, escludendo spesso l'oggetto facendo invece ricorso al linguaggio. Secondo Sol LeWitt nell’arte concettuale l’idea del concetto è l’aspetto più importante del lavoro. Quando un’artista usa una forma d’arte concettuale, significa che tutti i progetti e le decisioni sono compiuti in anticipo e l’esecuzione è un affare meccanico. L’idea diventa una macchina che crea l’arte.
Uno e tre banchi richiama l'opera concettuale più nota, Una e tre sedie di Joseph Kosuth del 1965. In entrambe è presente l'oggetto (la sedia, il banco), la sua rappresentazione (una fotografia in scala reale), la sua definizione tratta da un dizionario. Nello spettatore scatta un cortocircuito mentale nel continuo rimando tra oggetto, immagine e testo. Quale dei tre è il banco?
Arte concettuale_ L'arte concettuale, affermatasi negli anni Sessanta, ha un carattere intellettuale e teoretico. Artisti come Joseph Kosuth mostrano disinteresse nei riguardi dell'oggetto mentre concentrano la loro attenzione sul processo che sottende la realizzazione dell'opera, come avevano fatto i dadaisti all'inizio del secolo. Il medium comunicativo può essere ancora un quadro o una scultura, ma anche e soprattutto video, fotografie, libri, supporti di varia natura, fino ad opere immateriali, espressioni di una radicale concettualizzazione dell'immagine. Tema centrale è il linguaggio, la parola, veicolo primario della trasmissione del concetto stesso. Luis Camnitzer con This is a Mirror, You are a Written Sentence del 1968 spiazza l'osservatore che, dopo aver letto e compreso il testo, per un istante pensa di essere una scritta. On Kawara, invece, si interroga ossessivamente sul tema del tempo e realizza oltre 2000 tele della serie Today (1966–2013) che riportano la data del giorno di esecuzione seguendo la convenzione linguistica della nazione nella quale si trovava, riposte in scatole foderate con quotidiani dello stesso giorno. On Kawara distruggeva le opere non completate nell'arco della giornata.
R.I.
Il nome_ A proposito del nome Platone nel Cratilo punta la sua attenzione andando ad indagare sulla sua origine identificando tre possibili teorie. La prima si basa sulla convenzionalità del linguaggio, secondo la quale i nomi vengono attribuiti alle cose mediante un accordo tra gli uomini, la seconda si basa sulla naturalità del nome, per la quale i nomi dipendono dalla natura stessa degli oggetti. Per Platone sono entrambe sbagliate in quanto ne deriverebbe che il linguaggio non sbaglia mai ed è per questo che elabora una terza teoria secondo la quale i nomi sono sì attribuiti dagli uomini, ma in base ad una somiglianza tra le cose rendendo così possibile l'errore. Poiché l'errore è possibile bisogna verificarne la correttezza e per fare ciò occorre conoscerne la sua vera natura, l’idea stessa dell'oggetto, nonché la sua essenza.
FEDERICO IULIANO 3B
Supporto_ L'installazione è collocata a ridosso della recinzione perimetrale sfruttata come supporto verticale ove collocare i due pannelli che, insieme al banco, costituiscono la rilettura dell'opera di Joseph Kosuth Una e tre sedie (One and Three Chairs, 1965). Tale scelta, resa necessaria dall'assenza di muri nei pressi del prato - oltre a rendere la foto del banco e la sua definizione quasi fluttuanti nell'aria - innesca inevitabilmente una relazione dialettica con il paesaggio circostante mediata dalla griglia metallica. È singolare che l'installazione più concettuale e lontana dalla comune modalità d'intendere l'arte abbia avuto come fondale un parcheggio che per mesi ha ospitato un accampamento nomade poi sgomberato.
R.I.
Il verso retto_ Fin dal cubismo la parola, il testo, le lettere hanno fatto incursione nell'opera d'arte. Poi anche le altre avanguardie hanno indagato questa strada così fertile. Verso retto, il progetto che abbiamo realizzato nel 2018-19, propone otto teche disposte di taglio. Le facce riportano due immagini differenti (retto e verso) connesse dalla scritta sottostante. Il testo, idealmente l'ombra della teca stessa, offre una chiave di lettura che completa la relazione tra le due immagini contrapposte: appunto il verso retto, cioè un testo disposto in verticale.
R.I.
Dimensioni_ Le tre dimensioni spaziali da noi conosciute, lunghezza, altezza e larghezza, definiscono il concetto di tridimensionalità che costituisce la nostra realtà. Ogni dimensione risulta fondamentale e necessaria per capire a pieno la realtà che ci circonda: allo stesso modo ognuna delle 3 rappresentazioni del banco delinea una correlazione imprescindibile con le altre. Nel caso in cui esistesse una quarta dimensione, potremmo pensare allo stesso modo ad una nuova rappresentazione di un banco?
SILVIA CESARA NORU 4H