Costellazione americana
banco doppio, gomma da masticare bianca, 50 x 140 x 75 cm
VS
Joan Miró, Costellazioni, 1939-41
tempera su carta
descrizione sintetica da outdoor lesson
Tra il 1939 e il 1941 Joan Miró realizza la serie di 23 tempere delle Costellazioni. L'artista, dopo aver completato il primo dipinto, guardò il foglio usato per pulire i pennelli e decise di adoperare quella composizione inconsapevole come fondo per il dipinto successivo e così via per altre ventidue volte. Le opere risultano, così, tutte collegate. Così racconta Miró: dopo aver lavorato ai dipinti intingevo i pennelli nella trementina e li pulivo sui fogli di carta bianca dell’album, senza alcuna intenzione premeditata. La superficie assorbente della carta mi metteva in uno stato d’animo positivo e suscitava la nascita di forme, figure umane, animali, stelle, il cielo, la luna, il sole. Le disegnavo a carboncino con tratti vigorosi… Avevo dato ai miei dipinti dei titoli molto poetici perché così avevo deciso e perché tutto ciò che mi restava, allora al mondo era la poesia.
Costellazione americana mostra la parte inferiore di un banco per l'appunto costellato da gomme masticate e attaccate non solo sui bordi, ma anche sparse sulla superficie. Completano la composizione, realizzata negli anni in modo inconsapevole e incontrollata, tratti di matita e uno strano rimasuglio di un foglio di carta accartocciato (documentato fotograficamente e poi perduto). Una procedura decisamente surrealista.
Gomme da masticare_ è un progetto nato ad ottobre quando i coadiutori scolastici dell'IIS via Roma 298 di Guidonia hanno deciso di portare alla luce il mondo che si cela al di sotto dei banchi scolastici. Gomme appiccicate, forme dettate da un dito che si nasconde; sculture organiche riemerse e veri contenitori di storia. Non solo quindi impronte digitali, non solo DNA, ma pezzi di un passato in continua evoluzione, in crescita proprio come gli studenti che ne sono stati artefici. Con i miei elaborati ho dunque cercato di regalare a questi “reperti” una nuova identità e di mostrare al mondo una nuova prospettiva, che è quella che si trova non più sopra ma nel mondo sub-scolastico.
ELEONORA LORENZETTI, pittrice e illustratrice
Interstellar_ Joan Mirò era affascinato dallo spettro celeste, così tanto da dedicargli una serie di 23 opere, realizzate a partire dal 1940. I titoli di quest’ultime sono poetici ed intendono fornire allo spettatore, un aiuto per l’interpretazione delle scene presenti nelle opere. Tutte queste rappresentazioni nascono dal suo inconscio, dai suoi sogni, che riesce a mettere su tela, grazie alla sua capacità creativa in un modo giocoso.
Proprio davanti a queste immagini contorte ed alla sua passione per il cosmo, possiamo notare una similitudine con la pellicola “Interstellar”. Qui il protagonista, di nome Cooper, dopo un lungo viaggio spaziale, si catapulta in una nuova dimensione, vedendo la realtà come non l’aveva mai vista, sfigurando ogni cosa del mondo conosciuto, come se fosse in un sogno, o su una tela di Mirò.
Tutto questo è riconducibile infatti, all’arte di Mirò e al suo surrealismo organico. L’osservatore dell’opera (paragonato al protagonista del film), si confronta con immagini astratte, enigmatiche, suggestive, indefinite (proprio come il nuovo mondo visto da Cooper). Sogni e realtà spesso comunicano, ma non lasciamoci ingannare sovrapponendo ciò che è vero e ciò che sogniamo…
DAMIANO SPERANDIO, 3E
Costellazioni di carta_ Il progetto prende spunto dalla serie di Mirò Le Costellazioni, le 23 tempere collegate da una procedura surrealista. La prima classe ha scomposto Composition XIII di Van Doesburg selezionando delle linee di taglio su un quadrato (nero, bianco o grigio) per poi passare i ritagli alla classe successiva che li ha utilizzati per una composizione (su uno degli altri 2 colori) e ha tagliato l’ultimo quadrato sovrapponendolo al lavoro appena realizzato e così via per nove volte, fino a tornare alla prima classe. L’esecuzione è delegata ad una macchina da taglio a controllo numerico. Il progetto era stato pianificato per essere svolto in aula da nove classi secondo un processo circolare di trasmissione dei risultati da una classe all’altra. Sopraggiunta l’emergenza sanitaria è stato rimodulato per essere svolto a distanza. Più che a una semplificazione si è proceduto ad una ridefinizione delle modalità di trasmissione di comandi e informazioni e ad una riduzione dei tempi di esecuzione anche tali da garantire la partecipazione a studenti con gravi disabilità.
R.I.