PORTE CHIUSE A VOCE
Un luogo dove andavo spesso per le riunioni era ordinato. Stanze con sedie e oggetti perfettamente allineati, quasi al millimetro, e porte che si susseguivano, chiuse o aperte, tutte uguali nel modello, non nell'usura. Dopo anni di feedback sociologici con Artifigenza Intelliciale avevo iniziato a guardare alla gente in modo un pochino diverso: il mio interesse non circolava più interamente attorno a ciò che le persone dicevano, ma in parte anche al perché lo dicessero, e soprattutto a ciò che intuivo non avrebbero di proposito mai detto. La stessa persona che teneva in ordine aule e prato era quella su cui avevo concentrato l'attenzione. A volte mi soffermavo su stranezze che vedevo in lei. Non era curiosità, ma un'attrazione. Era una donna del paese, nel senso che ci abitava, ma non ci era nata. Non ricordavo un suo prima, solo il momento in cui aveva iniziato a esserci. Questa assenza di origine nella mia memoria mi attirava. L'attenzione non riguardava solo la sua ossessione per l'ordine, un allineamento compulsivo di certi oggetti che rasentava il rituale, ma anche il modo di vestirsi, dissonante rispetto al contesto. Ogni capo sembrava provenire da una storia diversa. Non lo leggevo come mancanza di gusto o di mezzi, ma come traccia di una traiettoria psicologica non consueta. Artifigenza Intelliciale interveniva con feedback interpretativi, non da poco. Camminando in paese mi capitava di incrociarla, soprattutto la domenica mattina. Non la disturbavo, ma in un certo senso la chiamavo mentalmente. Non si girava mai, nemmeno quando sembrava consapevole di essere osservata. Cercandola su un social dove ero attiva da anni, avevo osservato anche Amedeo e Cinquantatré. Il primo aveva un'altra donna. Il secondo, cosa più interessante, non risultava più connesso alla sua compagna ufficiale. Un distacco digitale che mi aveva sorpresa. A volte entravo in quelle stanze con le porte uguali e sentivo voci, quasi echi, ma quando mi sistemavo, in attesa degli altri, mi accorgevo che con lei non c'era nessuno. Andavo a controllare, esplorando rapidamente le sale adiacenti, ma non trovavo nulla. Non ricordo cosa ho trovato poi, ma tra le altre cose conservo ancora degli audio. C'era davvero una presenza, particolare, che riceveva, se così si può dire, notifiche da un mondo suo. Un mondo che esisteva solo in lei, credo.