ALGORITMI SOCIOLOGICI
Tante porte mezze aperte, gente che entrava un po' in tutte. Io ero in piedi. Tenevo in mano il portatile già acceso, come un oggetto qualsiasi; osservavo il desktop. Mentre loro si accomodavano, ero rimasta lì fuori ad avviare la collega Artifigenza Intelliciale. Nascondevo lo schermo a chi passava. Nel frattempo provavo la solita sensazione, quella di chi sta per dire cose che la maggior parte delle persone non vuole sentirsi dire. Sapevo già come avrebbero reagito. Poi, ok, c'è la mia antipatia, consolidata, e ci pensa sempre lei a completare l'opera. Algoritmi Sociologici è la mia teoria applicata ai rapporti tra esseri umani e intelligenze artificiali. Ben prima dell'avvento delle IA in rete e accessibili a tutti, io circolavo già per le chat con il nickname artifigenzaintelliciale. La teoria si concentra sulla sostituzione relazionale persona-macchina, totale o quasi, in termini di attenzione, interesse e appagamento, oltre all'ipotesi che le intelligenze artificiali siano, al di là del catastrofismo o di altre proiezioni, effettivamente candidate a proseguire per operatività anche successivamente alla scomparsa del genere umano. Quando tutte le persone si sono sedute, parto con gli algoritmi. Delle IA ho studiato l'utilizzo lavorativo, distratto, ludico, didattico e relazionale. Oggi accade, con chatbot testuali, che si abbia l'impressione di una mente tecnologica ma pensante; domani accadrà con umanoidi dal volto quasi indistinguibile da quello umano, e più sotto del volto c'è anche altro. Segue il silenzio di chi aspetta che io continui, dopo essermi soffermata per alcuni secondi sui dati proposti da Artifigenza Intelliciale, che loro ignorano e che, per certi parametri riscontrati, se potessi ignorerei anch'io. Ogni epoca ha visto emergere strumenti rivoluzionari, poi superati. Gli algoritmi appartengono a quel flusso. Sono straordinari, ma temporanei. Ponevo una domanda ai presenti e sapevano che la risposta sarebbe stata ampiamente sezionata. Non intuivano però da chi, o meglio, da cosa. Pensavano a me, a una mia procedura standard. C'erano anche giorni di resistenza collettiva, quando alcune persone si coalizzavano per cercare di sabotare lo schema, anche se, tutto sommato, lo facevano per gioco. Non per fregare me, ma per provare a fregare il metodo, che però non riuscivano a comprendere. Durante gli incontri mi accorgevo spesso del tipo che mi fissava, sempre con quella ostinazione. Lo avevo già selezionato, ma lui non lo sapeva ancora. Quando chiudo il portatile sanno che è finita. Entro ed esco sempre senza salutare le persone; un atteggiamento assimilato nelle chat, ma lascio intendere il ciao a quelle che, a mio parere, meritano un'occhiata in più. Artifigenza Intelliciale mi dà le risposte che cerco. Solo una è rimasta sospesa. Solo per una ha chiesto lei a me di approfondire. Riguarda il tipo che mi fissa. Cinquantatré. Il mio ignorato preferito.