Nel dormiveglia, quando sei lontana
compaiono il tuo volto, le tue mani,
il tuo grembo. Il rimpianto
di non averti avuta per tanti anni
rincorre il desiderio di raggiungerti.
Trattengo sotto estenuate palpebre
gli ultimi filamenti del mio sogno
davanti all’arroganza del risveglio.
Nel dormiveglia, quando sei vicina
la tenerezza sconosciuta, nuova,
del tuo corpo serrato alla mia schiena
prolunga col suo tacito messaggio
un incantesimo appena trascorso.
Nel dormiveglia, a volte con l’aspetto
di una sovrana invidiosa e implacabile,
a volte con un broncio di bambina,
a volte come misericordiosa
mano a chiudere gli occhi
in un istante di gioiosa luce,
a volte col tuo viso,
mi minaccia e sorride la mia morte.