A Micia
A Micia
Di nuovo giornate corte.
Di nuovo in poltrona
sotto la lampada.
Ma la mia pancia è fredda,
il golf non si sfilaccia,
né si impela,
la tua testina non scosta,
infastidita, il giornale;
mentre tu dalle manine seduttrici,
tu dalle palpebre chiuse su imperscrutabili sogni,
ronfi, ronfi…
Ronfavi.
a. p., autunno 2001