Le nostre parole non possono minimamente descrivere le bellezze dei luoghi o la cordialità delle persone di questo straordinario Paese che è il Marocco.
Il viaggio è durato solo 6 giorni pertanto avevamo pensato di dare priorità alle sole città imperiali, ma una intuizione dell’ultimo momento di Emily nel voler attraversare l’Atlante per una escursione nel deserto orientale ha consentito la “scoperta” di un altro Marocco, forse più sincero e sicuramente meno turistico. Atterrati a Casablanca prendiamo possesso dell’auto prenotata dall’Italia e da qui partiamo subito alla volta della bellissima Rabat [imperdibile], attuale capitale economica del Paese. Il giorno seguente ci aspetta la medina di Meknès (Patrimonio UNESCO) [imperdibile], dove naturalmente ci perdiamo nella visita del suo intrigato labirinto.
Lungo la strada che conduce a Fes ci fermiamo prima a Moulay Idriss [piacevole] per la foto di rito dall’alto del villaggio e poi Volubilis (Patrimonio UNESCO) [da fare] dove ammiriamo i resti ben conservati della città romana e dei suoi fantastici mosaici. Giungiamo così a Fes [imperdibile] dove ci aspetta il tradizionale tuffo tra la folla della medina (Patrimonio UNESCO). Giunti a questa destinazione si potrebbe agevolmente raggiungere Marrakech attraverso una veloce autostrada, ma il richiamo delle montagne e del deserto è forte e se pur folle decidiamo di raggiungere la stessa attraversando la catena montuosa del medio Atlante e costeggiando il deserto del Sahara.
Sono le 5 e fuori è ancora buio, ma dobbiamo battere l’ennesimo record!
Attraversiamo il Parco di Ifrane e con le prime luce dell’alba intravediamo le graziose case alpine avvolte da un velo di brina quasi irreale. Siamo al passo del Col Duzad a 2.178 m.s.l.m. e non possiamo mancare la classica foto con neve. A mezzodì siamo ad Er Rachidia, la porta del Sahara! Grazie alla buona viabilità i tempi di percorrenza sono buoni così decidiamo per la follia finale ed invece di dirigerci a Ouarzazate decidiamo di allungare nuovamente e ci spingiamo fino a Rissani ai margini dell’Erg Chebbi il maggior deserto di sabbia del Marocco. Da qui percorreremo la dorsale che in pieno deserto ci condurrà sino a Agdz. Lungo la strada si susseguono i fantastici villaggi fortificati detti Kasba, sono ore che guidiamo ma ne vale veramente la pena. Si susseguono villaggi e paesaggi resi quasi invisibili da una realtà senza tempo. In serata, dopo 12 ore di guida, sfiniti ma soddisfatti arriviamo a Ouarzazate. Come sempre ci svegliamo di buon ora ed alle prime luce dell’alba raggiungiamo Skoura [evitabile] ma le informazioni che avevo non erano corrette in quanto la località non riveste particolare interesse; lungo la strada incontriamo comunque altre fortificazioni pur sempre interessanti. Oggi ci aspetta l’ultima tappa che attraverso il passo di Tizi N’Tichka ci condurrà a Marrakech. Poco fuori le mura di Ourzazate ci fermiamo agli studi cinematografici [evitabile] dove tra gli altri hanno girato Kundum, la Mummia, Lawrence d'Arabia e Il tè nel deserto. A mezzogiorno attraversiamo il passo di Tizi N’Tichka a 2.260 m.s.l.m. per ridiscendere attraverso valli incantate dove in lontananza svettano alcune cime innevate dell’Alto Atlante. Che tirata ragazzi! Ma ne è valsa la pena ed alle 14.00 siamo a Marrakech l’ultima città imperiale (Patrimonio UNESCO). La piazza di Jama‘a el-Fnaa merita tutta la fama che la circonda perché cuore pulsante di una città piena di energia. Un salto alla medersa di Ben Youssef [imperdibile] e poi via un tuffo nella medina. Sfatti e sfiniti saliamo ancora sull’ultimo bus turistico a due piani che in 30 minuti consente di fare un veloce giro anche della città moderna [da fare]. La giornata finisce così anche la nostra vacanza; domani mattina raggiungeremo direttamente l’aeroporto di Casablanca dove saluteremo con nostalgia questo magnifico Paese.