Alaska 2012
Quando pianifichi un Viaggio in bici entrano in gioco mille aspettative ed incertezze; quando scegli di andare in Alaska allora tutto si amplifica perché sai di andare verso l’ultima frontiera della civiltà. Diversi ciclisti prima di noi hanno percorso questo straordinario Paese, ma gli spazi infiniti e la scarsa presenza umana ne fanno una delle rare mete dove hai ancora la sensazione di vivere un’Avventura fuori dal’ordinario.
Alaska l'ultima frontiera, un territorio ampio 4 volte l'Italia ma con una densità di 0,4 abitanti/mq quando in Italia è pari a 200 abitanti/mq!!!!!!. Numeri importanti che fanno riflettere sulla vastità e solitudine di questo Paese.
Dopo un lungo volo da Francoforte atterriamo ad Anchorage e veniamo accolti da un piacevolmente clima primaverile che ci fa ben sperare per il proseguo del Viaggio; questa era una delle incognite più importanti del viaggio. Rimontare il tandem non è banale perché hai paura di rompere un pezzo, di spanare una vite pertanto tutto avviene con lenta pazienza chirurgica. Il giorno dopo partiamo subito, il programma come al solito è intenso. Prendiamo la Glenn Highway direzione nord, la strada inizia con dolci saliscendi perfettamente asfaltati ed il traffico, tipico della cintura di una città, ben presto lascerà posto alla desolazione ed alla solitudine, a tal punto che spesso ci domandiamo:” e se ci capitasse qualche cosa?”, ma poi spingiamo e ripartiamo veloci come un bradipo!. Sosta a Eklutna Village per osservare le particolari tombe a forma di casetta in miniatura [da fare]. I kilometri si susseguono sino a raggiungere il centro minerario (oro) di Talkeetna da dove faremo il volo sul Monte McKinley che con i suoi 6.194 mt slm è la montagna più alta dell’America settentrionale [imperdibile]. Dopo una breve sosta al Denali State Park [-305 + 939 km] raggiungiamo il Denali National Park dove avremo la fortuna di vedere tra l’altro diversi orsi grigi e grizzly. Come da programma prendiamo il treno direzione Fairbanks, ci rilassiamo e ci godiamo un po’ di riposo. Immersi tra due muri di abeti partiamo per la grande sfida, il Circolo Artico!. Dopo pochi kilometri lasciamo l’asfalto per affrontare gli ultimi terribili 190 km di polvere e dure salite. Con il passare del tempo gli alberi si diradano sino a sparire perché impossibilitati a crescere a causa del permafrost ovvero sopra è sgelato ma sotto pochi centimetri il terreno da millenni non sgela impedendo di fatto la crescita degli alberi ad alto fusto. Il meteo è stato clemente sino al momento di raggiungere proprio il mitico parallelo 66°33’39” che segna il Circolo Polare Artico [- 814 + 431 km]. Dopo le fatidiche foto inizia a piovere e solo in quel momento capiamo realmente di essere in cima al mondo perché in pochi istanti la temperatura scende da 16° a 4° …….siamo stati molto fortunati.
Caricato il tandem su di un pulmino ritorniamo a Fairbanks e da qui riprendiamo a pedalare in direzione sud sino al Wrangell St.Elias N.P. [-1.067 + 178 km] dove anche qui facciamo il volo panoramico sui rilievi [imperdibile]. Il cielo è in parte coperto da nuvole ma rimaniamo incantati dalla maestosità dei ghiacciai che lentamente scorrono sotto di noi, siamo senza fiato. Percorriamo ora la Richardson Higway ed il paesaggio cambia radicalmente ed i boschi piano piano si aprono per lasciare spazio a laghi e ghiacciai, a sontuose montagne ed alte cascate. Pedalare è un piacere, la fatica svanisce di fronte alla maestosità di tanta perfezione. Dopo 1.217 km raggiungiamo Valdez, siamo sul Golfo dell’Alaska. La piacevole cittadina di pescotori è anche punto di partenza per fantastiche crociere vedere da vicino i numerosi ghiacciai che si gettano direttamente in mare [imperdibile]. Con il traghetto attraversiamo il Prince William Sound sino a Whitter e da qui una volta attraversato il Portage tunnel pedaliamo per gli ultimi 73 km delal Seward Higway sino a raggiungere la fantastica penisola del Kenay. Prendiamo alloggio nella splendida cittadina di Seward. Anche qui prenderemo la barca per vedere altri ghiacciai perché comunque sempre diversi ed affascinanti con il loro rombo dei pezzi che si staccano per precipitare a mare. Durante l'escursione abbiamo anche la fortuna di vedere diverse balene e due orche!. Il Viaggio è al termine, con malinconia carichiamo il tandem sul treno e raggiungiamo Anchorage.
Abbiamo pedalato per 1.347 km, siamo saliti per oltre 14.000 mt di dislivello, abbiamo dormito in tenda a temperature prossime allo zero e molte volte siamo rimasti a dieta per ore senza trovare punti di ristoro ma ne è valsa la pena perché alla fine gli occhi erano saturi di immagini ed il cuore era gonfio di emozioni, ma sopratutto abbiamo capito che di fronte ad una natura così imponente l'uomo è veramente nessuno.
Alla prossima