Migration Gravel Race
Masai Mara, Kenya
Anche quest’anno sono stato fortunato e la ricerca di avventure mi ha portato in Kenya, per partecipare alla Migration Gravel Race.
Una gara ciclistica su sterrato di 600 km e 7000 D+.
15/06. Atterrato a Nairobi, le pratiche sono veloci e senza intoppi anche perché il visto è obbligatorio farlo prima della partenza. Su consiglio dell’organizzazione pernotto al Holiday Inn Nairobi Two Rivers Mall, un albergo moderno, anonimo ma molto pulito. Situazione nel contesto di un grande centro commerciale ma lontano da centro e da ogni punto di interesse di Nairobi.
16/06. I tempi sono serrati e concitati. Carichiamo le bici sul camion, mentre i corridori prendono posto su altri camion attrezzati per i safari. Il tragitto apparentemente di poco più di 200 km durerà oltre 6 ore. Superata la capitale, veniamo subito catapultati in una realtà rurale povera se pur dignitosa. Le case in mattoni man mano diventano di fango o lamiera, i verdi campi coltivati diventano savana gialla come l’oro. Alle 17:00 raggiungiamo il Parco del Masai Mara ed il campo che ci ospiterà per alcune notti. Velocemente montiamo e testiamo le bici. Finalmente siamo in sella ma cosa straordinaria, pedaliamo tra zebre e gnu, tra facoceri e gazzelle, a pochi metri senza alcuna recinzione o barriera, magnifico. Siamo anche a circa 2000 mt di altitudine, pertanto l’aria è fresca e profuma di vera Africa!
17_18_19_20/06. La gara.
I 600 km vengono coperti in 4 giorni di gara. Faticosi non solo per la distanza o il dislivello ma nel mio caso anche per la vita di campeggio che se pur molto ben organizzato si è dimostrato provante per il recupero delle energie. Ma ogni volta che sono salito in sella ho sempre fatto del mio meglio anche se qualche volta ho alzato lo sguardo per godere di panorami fantastici e che dire dei bimbi. Un fiume umano di bambini festanti ha accompagnato quasi ogni kilometro del percorso, una festa, un evento che ha portato un breve momento di gioia nel mondo dimenticato questi bambini.
21/06.
Finita la gara il giorno dopo raccogliamo i ricordi ed impacchettiamo bici e bagagli. Sulla strada del ritorno avvistiamo tanti animali ma purtroppo niente elefanti, ma siamo esausti e soddisfatti così.
Alle 3 di notte prendo l’aereo e con esso mi lascio alle spalle una tra le più belle esperienze di gara e di vita, una breve esperienza ma intensa, molto intensa
Migration Gravel Race.
Con il senno di poi.
1. Meglio MTB che Gravel, il percorso è molto veloce ma il fondo spesso è sconnesso. La bici pertanto deve essere comunque comoda se non ammortizzatore anteriore.
2. Porterei il cuscino
3. Il campo è dotato di tutti i servi essenziali, non manca assolutamente nulla.
4. I trasferimenti da Nairobi al campo del Masai Mara sono eterni e stancanti, anche se si fanno un paio di soste è bene portare acqua e cibo sin dall’inizio.