Tanzania 1999
Una parte del gruppo ed io partiamo da Milano Malpensa, il resto da Roma. Faremo scalo a Zurigo dove attenderemo la “coincidenza” per Nairobi (Kenya).
L’appuntamento a Milano è per le 15.50 al banco vettore della Swissair.
E’ inutile incontrarsi con troppo anticipo perché il banco vettore è provvisorio e viene predisposto solo due ore prima della partenza effettiva.
Un’incaricata di A.n.M. mi consegna puntualmente i biglietti ed i passaporti.
Alle 16.20 facciamo il check-in ma due biglietti tra cui il mio, non sono stati confermati da A.n.M.. Nonostante i ripetuti tentativi io e mia moglie siamo costretti a partire domani, peraltro da Milano Linate con direzione Parigi. Inoltre A.n.M. mi aveva già avvisato che anche per il ritorno non c’erano più posti sul volo del gruppo, così anche per il ritorno Io e mia moglie partiremo 3 giorno dopo. A questo punto non mi rimane altro che istruire il gruppo sul da farsi e mi accordo affinché ci vengano a prendere al confine con il Kenya per le 6.00 di Lunedì 9 agosto.
Alle 17.50 il resto del gruppo s’imbarca regolarmente.
Domenica 8 agosto: Nairobi > Arusha
Alle 9.15 dopo lo scalo previsto a Zurigo, il gruppo atterra a Nairobi (Kenya).
Al controllo passaporti viene richiesta una tassa di entrata pari a 20 USD/pax.
L’appuntamento con il corrispondente locale è per le ore 12.00 presso la cittadina di Namanga, città di frontiera nonché porta di accesso alla Tanzania.
Namanga dista circa 160 Km. da Nairobi; per coprire tale distanza è indispensabile noleggiare un minibus presso una delle numerose agenzie che si trovano all’interno dello stesso aeroporto. Dopo diverse trattative il gruppo noleggia un minibus presso l’AVIS ad un costo di 15 USD/pax. Dopo 2h30 di viaggio raggiungono Namanga, sbrigate le formalità del controllo passaporti lasciano il minibus per attraversare a piedi il confine. Sono in ritardo ma dall’altra parte comunque li attende un addetto della Parkways: Con altre 2 ore di viaggio arrivano ad Arusha presso il New Arusha Hotel (convenzionato con il corrispondente), dove trascorreranno la notte (15 USD/pax/notte).
Alle 7.15 anche noi due riusciamo a partire, scalo a Parigi ed alle 21.15 arriviamo a Nairobi.
Stranamente al controllo passaporti non ci viene chiesta nessuna tassa (!?!).
La frontiera con la Tanzania apre alle 6.30 pertanto decidiamo di partire al più presto per unirci al resto del gruppo. I costi sono proibitivi (50 USD/pax) perché noleggiamo un “taxi privato” solo per due passeggeri e con partenza alle ore 3.30 (Kairi Tours & Safaris). La scelta è stata obbligata in quanto l’indomani iniziava il trek del Kily e non potevo assolutamente perdere un giorno prezioso.
[edt] Kilimangiaro Crown Bird Tours & Safris di Jalala Ndossa ialala@yahoo.com
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Lunedì 9 agosto: Arusha > Marangu (Kily Gate 1860 mt/slm) > Mandara Hut (2750 mt/slm)
Alle 7.00 siamo a Namanga, in uscita dalla frontiera il funzionario mi fa notare il mancato pagamento della tassa ma ci lascia passare senza obbiezione. Attraversiamo a piedi il confine, ed incontriamo il corrispondente della Parkways che ci condurrà ad Arusha.
Alle 9.15 incontriamo il gruppo all’albergo. Lasciamo parte dei bagagli non utili per il trek presso il deposito dell’albergo (gratis) e con un minibus della Parkways raggiungiamo gli uffici dell’agenzia. Il titolare Mr. Don mi espone velocemente il programma, ma in realtà si tratta di “pacchetti” già collaudati che non consentono alcuna variante. Non riesco ad ottenere il tour del Lago Natron in quanto siamo pochi e su un solo mezzo, mentre per sicurezza egli mi spiega che è indispensabile almeno avere due auto. Decidiamo per il tour classico.
Come da disposizioni di A.n.M. consegno:
Mini-Bus: Namanga > Arusha 100 USD
Trek-Kily: 495 USD/pax per trek + 50 USD/pax per pasti
Safari: 200 USD/pax per noleggio auto + 25 USD/pax x 7 gg. entrata parchi +
20 USD per Ranger Arusha + 10 USD per guida a Ngorongoro
Presso il refettorio i nostri portatori/cuochi ci accolgono subito con te caldo, biscotti e pop-corn.
Alle 18.30 siamo a tavola, le portate sono semplici e varie, abbondanti e saporite.
La serata si conclude con due chiacchiere ma il sole cala presto e con lui la temperatura che diventa rigida (13°C) con forte umidità.
I “letti” sono comodi con cuscini e molte coperte, ma è opportuno avere un buon sacco a pelo.
Martedì 10 agosto: Mandara Hut (2750 mt/slm) > Horombo Hut (3750 mt/slm)
Nessuno dei componenti lamenta seri sintomi di “mal di montagna” anche se alcuni risentono di lievi mal di testa. Bisogna però fare attenzione anche ai problemi di bassa pressione, infatti a queste quote il sole è molto caldo e bisogna prevenire la disidratazione bevendo molto. C’è molta gente e i portatori devono essere scaltri per accaparrarsi i pochi tavoli presenti nel refettorio, alle 19.00 ceniamo. Alla luce delle lampade a petrolio concludiamo la serata con due chiacchiere.
Mercoledì 11 agosto: Horombo Hut (3750 mt/slm) > Kibo Hut (4670 mt/slm)
Sveglia alle 6.30, il cielo è sereno ma questa notte la temperatura deve essere scesa sotto lo zero perché alcune pozze di acqua sono ghiacciate. Colazione alle 7.15, solita prassi di consegna bagagli ed alle 8.45 siamo di partenza. Peter lamenta un forte male allo stomaco, forse per una probabile intossicazione da cibo, lo sostituisce degnamente Uriki che si dimostra attento ed efficiente.
Su suo consiglio percorriamo la Lower Route, praticamente una strada bianca che si inoltra in un ambiente tipicamente desertico. La Upper Route percorre la zona sottostante il Mawenzi e per questo è leggermente più lunga ma credo anche sia più interessante.
La salita è agevole, camminiamo in un ambiente lunare fatto di sabbia e roccia battuta da un vento fortissimo. Raggiunta una quota di circa 4000 mt incontriamo l’ultima sorgente, dopo non ci sarà più possibilità di approvvigionamento, e facciamo pranzo (uovo sodo, tramezzino, carota e banana). Anche i portatori a loro volta fanno scorta per se e per la cucina. Alle 13.30 arriviamo al rifugio. E’ una costruzione in muratura con diversi cameroni e letti a castello. Ci assegnano le brande e sistemiamo i bagagli. Alcuni passeggiano altri si riposano. Due ragazzi accusano forti dolori alla testa con nausea e vomito. Alle 16.30 ci preparano la solita merenda con te e pop-corn. Fuori fa molto freddo (6°C.) e tutti si stendono volentieri a riposare in attesa della cena.
Alle 18.30 siamo a tavola per un buon piatto di minestra calda. Conclusa la cena ci raduniamo intorno al tavolo ed in un’atmosfera quasi mistica ascoltiamo Uriki che con basso tono di voce ci impartisce utili consigli per arrivare tutti sino alla cima.
Per alleviare l’effetto altitudine quasi tutti hanno preso alcune aspirine, ma il vero trucco per combattere la nausea è il bere. Uriki ci consiglia di bere molto e a piccoli sorsi, così portiamo con noi quasi due litri a testa di acqua e/o te caldo. Bisogna camminare piano, molto piano a passettini lenti e regolari. Anche il freddo può pregiudicare la salita ed è bene proteggere attentamente il viso, le mani ed i piedi.
Alle 23.30 sveglia generale, vestiti come “marziani” usciamo nella notte fonda.
La temperatura e di circa –12°C, ma fortunatamente non c’è vento. Uriki parte alla testa del gruppo, il sentiero s’inerpica subito su di un ghiaione detritico che rende ancor più difficoltoso il passo. Sopra e sotto di noi decine di “frontali” come lucciole nella notte danzano nell’oscurità, ma il freddo è troppo intenso così dopo un’ora alcune batterie cominciano ad esaurirsi. Il cuore batte a mille e difficilmente si riesce a “rompere” il fiato. Le condizioni dei due ragazzi che già stavano male, peggiorano vistosamente ma non vogliono rinunciare alla vetta.
Giovedì 12 agosto: Kibo (5895 mt/slm) > Horombo Hut (3750 mt/slm)
Alle 5.40 I primi di noi raggiungo il Gillimans Point (5650 mt/slm) il freddo è intenso ma la gioia è tale che spariscono tutte le fatiche. Puntuale alle 6.30, in un cielo limpido e sereno, sorge il sole che come per incanto illumina un mondo fatto di verdi ghiacciai e di bianche nevi perenni. La temperatura si fa più sopportabile (14°C.). Siamo senza parole per tanta magnificenza e le macchine fotografiche scattano senza tregua.
Una parte del gruppo decide di provare a raggiungere la seconda vetta, percorrendo il sentiero che costeggia il periplo in lieve salita, alcuni rinunciano strada facendo, quattro di noi dopo 1h.30 sono in cima al Uhuru Peak (5895 mt/slm).
Alle 9.15 iniziamo la lunga discesa ed alle 11 circa siamo al Kibo, il tempo di bere un te caldo e ripartiamo subito dopo per raggiungere l’Horombo. La nebbia scende velocemente e la temperatura si fa più rigida. Alle 15 finalmente arriviamo al rifugio dove ci assegnano due camerette, incominciamo a sentire la fatica e decidiamo di riposare un po’. Alle 18 ci servono la cena come sempre buona e abbondante, alle 19.30 crolliamo completamente esausti.
Venerdì 13 agosto: Horombo Hut (3750 mt/slm) > Arusha
Sveglia alle 7.00, il refettorio è al completo così a sorpresa Uriki ci porta “vergognosamente” la colazione a letto. Alle 7.30 partiamo ed alle 11 raggiungiamo il rifugio di Marangu. Prima di partire facciamo le solite foto di rito con i portatori e distribuisco le mance (10 USD/portatore + 40 USD/guide). Fai attenzione perché durante la distribuzione facilmente tentano di inserirsi estranei che non c’entrano nulla. Le mance sono quasi obbligatorie e vengono “consigliate” dallo stesso Don. In realtà credo che sia un saldo di quanto lui stesso non consegna ai suoi aiutanti. Peraltro la differenza d’importo non giustifica il lavoro svolto, anzi bisognerebbe ribaltare decisamente il compenso tra portatori e guide!.
Anche oggi fa piuttosto freddo (11°C.) ed il sentiero e brinato.
Presso il rifugio di Marangu finalmente facciamo pranzo. Ripartiamo ed in prossimità del cartello “2h Marangu gate – Mandara hut 1h” prendiamo un sentiero in ristrutturazione sulla dx che si inoltra in uno splendido sottobosco. In prossimità del Kily gate visitiamo una magnifica cascata. Alle 14 ritiriamo i diplomi (bisogna almeno raggiungere il Gillman’s point) e compriamo magliette e ricordini. Uriki ci informa che li vicino c’è un villaggio non molto turistico!!!!, e per 5 USD/pax si offre di accompagnarci. E’ un villaggio fatto di semplici casette in legno e lamiera, immerso nelle piantagioni di caffè e patate, povero ma dignitoso. Gli abitanti sono quasi tutti dediti all’agricoltura. c’è una scuola ed anche una “birreria” chiamata “Banana Beer”. Si tratta di una baracca presso la quale una donnina distribuisce per pochi soldi un intruglio ricavato dalla macerazione del malto con le banane, lo assaggiamo il gusto è schifoso ma l’esperienza ci diverte molto.
Col senno di poi posso dire che la spesa è decisamente una follia ma è stato molto divertente.
Alle 16.00 salutiamo Peter ed Uriki e saliamo sul pulmino della Parkways per dirigerci al New Arusha Hotel. Alle 15.50 prendiamo possesso del resto dei bagagli qui custoditi e delle stanze.
Prima di cena mi dirigo alla Parkways per avere conferma del programma del safari.
Sin dalla partenza avevamo deciso di dormire in tenda. Attenzione! la tenda deve essere portata assolutamente dall’Italia perché è impossibile affittarla sul posto. Per i pasti abbiamo organizzato una cassa cucina per pranzo e colazione, mentre per le cene, grazie al consiglio del nostro autista, abbiamo approfittato dei cuochi che sono al seguito dei numerosi altri gruppi che come noi frequentano I campeggi. Tale soluzione ci ha fatto risparmiare un sacco di soldi!
Arusha è una squallida cittadina moderna senza nulla di caratteristico o di piacevole da osservare. Proprio fuori dall’albergo ci colpisce una pubblicità di un fast food, il Mc Moody’s. Il locale è distante dall’albergo (35 min a piedi) ed è posto in una zona non molto raccomandabile.
Mangiamo pizza hamburger e patatine con 3USD/pax.
Dopo cena non essendoci nulla d’interessante da vedere decidiamo di rientrare in albergo camminando molto alla svelta.
Di fronte al ristorante Safari Grill a 250 mt dall’albergo, ci sono gli unici uffici telefonici della città (Telecom) aperti sino alle 23.00.
Attenzione che nel corso del safari non ci saranno altri posti telefonici.
Sabato 14 agosto: Arusha > Tarangiri N.P.
Sveglia alle 7.30 colazione a buffet in albergo, buona ed abbondante. Alle 8.00 arriva il minibus con Eduard, l’autista che ci accompagnerà per tutto il Safari. Pago l’albergo (15 USD/pax) e carichiamo tutti i bagagli sul minibus. Prima di partire facciamo la spesa nel market che si trova nella piazzetta di fronte all’albergo. Compriamo l’acqua (1.5 lt./pax/giorno) ed il cibo (scatolette di carne, marmellata, biscotti, the ecc.) per 5 gg. di colazione/pranzo (16USD/pax). Carichiamo all’inverosimile il minibus ed alle 10.30 partiamo in direzione W sulla strada A104, per il Tarangiri N.P.. Alle 12.45 inizia il game drive, molto spettacolare; vediamo i primi elefanti, giraffe, impala, zebre e numerosi baobab. Le macchine fotografiche scattano a raffica. Cercate di trattenervi perché è solo l’inizio, se ne vedranno molti altri e spesso anche più vicini.
Alle 13.30 facciamo uno spuntino all’interno del parco. Siamo circondati dalle scimmie e bisogna fare molta attenzione al cibo, visto che riescono ad infilarsi negli abitacoli e a rubare ciò che è commestibile. Alle 18.45 arriviamo al paese di Mto Wa Mbu e prendiamo posto al Fig Resort. E’ un campeggio con una verdi piazzole pulite e docce calde (8 USD/pax -TLF). Ceniamo nel ristorantino del campeggio, cena buona e abbondante (5 USD/pax).
Ci sono alcune zanzare ma pensavamo decisamente peggio.
Domenica 15 agosto: Tarangiri N.P. > Gorongoro N.P.
Notte fresca e umida. Sveglia alle 6.30, prepariamo la colazione con i fornelletti a gas portati dall’Italia. Alle 8.00 smontiamo le tende e partiamo per il Gorongoro N.P.. Alle 10.30 siamo al gate d’entrata, sbrigate le formalità entriamo nel parco percorrendo una strada sterrata in mezzo alla foresta avvolta dalla nebbia. Dopo 20 min. arriviamo alla sommità del cratere a 2400 mt/slm. Qui si trova l’albergo ove risiede l’organizzazione di ranger che ci condurranno con le jeep sul fondo del cratere, per la visita del parco. Le jeep non sono ancora disponibili così dobbiamo attendere alcuni minuti. Approfittiamo della pausa per osservare dalla terrazza del lodge, il magnifico panorama sottostante (da non perdere).
Finalmente alle 11.45 arrivano le due jeep. La visita dura circa 5 ore ed è interessantissima sia per la varietà e la quantità degli animali che per il paesaggio. Finalmente riusciamo anche a vedere anche il mitico leopardo.
Alle 17.30 lasciamo le jeep (mancia di 10 USD/autista) e con il minibus raggiungiamo il vicino Simba camp, dove montiamo le tende (8 USD/pax). Le docce sono fatiscenti e con acqua fredda, ed i wc sono privi di acqua. Nel “campeggio” ci sono alcuni Ranger armati, forse per dissuadere eventuali animali (!?!). Fa freddo (10°C) e c’è molto vento. Alle 20.00 circa finalmente ci servono la cena (5 USD/pax) ed approfittiamo di un falò acceso da altri gruppi per mangiare al caldo.
Lunedì 16 agosto: Gorongoro N.P. > Lobo
Sveglia alle 7.00 anche questa mattina fa molto freddo e c’è nebbia. Facciamo colazione alla svelta, smontiamo le tende e alle 8.00 partiamo per il Serengeti N.P.. Pausa al Nambi Hill per sbrigare le formalità d’entrata e poi ripartiamo per il game drive. Siamo nel cuore della Savana, la strada è molto dissestata ma il paesaggio è bellissimo e s’incontrano molti animali. Lungo il percorso ci fermiamo a Olduvai. Si tratta di un belvedere dal quale osservare la valle sottostante ove sono stati ritrovati i resti di Lucy, il primo ominide. Visita al piccolo e spoglio museo (ingresso 2000 TSH/pax), con breve breafing (15 min) sulla storia del sito archeologico. Credo che a parte la suggestione del posto, per il resto la deviazione non ne vale la pena. Pranzo al sacco e nel pomeriggio altro game drive. Il tempo peggiora ed alle 17.00 arriviamo al Lobo Camp (14 USD/pax) dove montiamo le tende sotto una leggera pioggia. Il campeggio non è altro che un prato a ridosso di una collina, privo di ogni genere di conforto. Non ci sono i servizi igienici, ne acqua e ne luce. La guida ci dice di non allontanarci perché branchi di bufali ed altri animali pascolano nelle immediate vicinanze. I cuochi “altrui” per la prima volta ci preparano un buon piatto di pasta (al dente!) condito con sugo al tonno (8USD/pax). Nel campeggio ci sono altri due gruppi di A.n.M. e così trascorriamo la serata facendo due parole.
Martedì 17 agosto: Lobo > Seronera N.P.
Sveglia alle 6.00 come sempre fa freddo, smontiamo le tende e facciamo colazione. Alle 7.00 partiamo per il Seronera N.P.. Durante il game drive abbiamo la fortuna di assistere ad un accoppiamento di due leoni a non più di un metro di distanza. Alle 17.00 siamo al Digi Digi camp che come al solito si presenta senza luce ne acqua ne servizi. Il campeggio è una semplice radura di sterpaglia bruciata, evidentemente per evitare che gli animali si avvicinino per pascolare. Montiamo le tende e ci riposiamo un paio d’ore. Abbiamo notato che l’autista oltre ad averci raccomandato di non uscire la notte per nessun motivo, si è chiuso a chiave nel pulmino!. Ceniamo alle 19.00 a lume di candela (8USD/pax). Nella notte alcuni di noi sentono dei ruggiti di leone e intravedono (!?!) alcune iene, un’esperienza emozionante.
Mercoledì 18 agosto: Serengeti N.P. > M.to Wa Mbu
Sveglia alle 7.00 e per la prima volta il cielo è limpido e sereno. Smontiamo le tende, facciamo colazione ed alle 8.00 partiamo per la lunga tappa di ritorno. In uscita dal parco abbiamo la fortuna di vedere una iena intenta a cacciare un piccolo di impala ma con scarsi risultati. Non essendoci altre strade, transitiamo nuovamente per il Gorongoro N.P. (per questo si paga due volte il pedaggio). Scendiamo di quota e lungo la strada incontriamo diversi villaggi Masai. Ci accordiamo con Eduard per strappare un prezzo ragionevole visto che le precedenti relazioni indicavano cifre da capogiro. Alla fine con un capo villaggio ci accordiamo per 5 USD/pax, macchine fotografiche comprese. Accompagnati dal vecchio visitiamo la sua capanna ed il resto nel piccolo villaggio. Dopo averci brevemente indicato usi e costumi locali (parla inglese) assistiamo alla tipica danza Masai. Vorrei precisare che loro genuinità è sembrata sincera e trasparente e non abbiamo notato nessuna artefazione della realtà. Certamente hanno proposto i loro canti e le loro danze solo per scopo turistico, ma questo solo per arrotondare la giornata in quanto tutti erano intenti ad accudire il bestiame e a coltivare la terra. Ritengo che sia una visita a cui non rinunciare in quanto qui nessuno è schiavo di una attrazione turistica (ad esempio “donne giraffa” della Thailandia). Arriviamo al Fig Resort alle 16.30 montiamo le tende (7 USD/pax), finalmente una doccia e un po’ di riposo.
Cena al ristorante del camp (5USD/pax-TLF) buona.
Giovedì 19 agosto: M.to Wa Mbu > Lake Manyara N.P. > Arusha
Lasciamo le tende montate perché torneremo per pranzo. Alle 8.00 dopo aver consumato la colazione da noi preparata partiamo per la visita del Lake Manyara N.P.. Il game drive dura complessivamente poco più di 3 ore. Il percorso si snoda all’interno di una foresta molto bella sino a toccare le rive del lago omonimo, incontriamo alcuni animali ma nel complesso non è una visita entusiasmante. Torniamo al campeggio per smontare le tende e mangiare un veloce pranzo al sacco.
Alle 13.00 con il nostro pulmino partiamo alla volta di Arusha. Lungo la strada ci fermiamo allo Meserani Snake Park (2000 Ths/pax), un rettilario molto interessante e con numerose specie esposte, la visita dura circa 45’. Un giovane ragazzo si dimostra guida improvvisata ma preparata (mancia 10/USD). Alle 16.50 arriviamo al New Arusha Hotel. E’ ancora pomeriggio presto così decidiamo di fare gli ultimi acquisti al mercatino vicino all’albergo. Per cena andiamo al vicino Safari Grill ma il cambio non è favorevole così ritorniamo al Mc Muddy.
Venerdì 20 agosto: Arusha > Arusha N.P. > Arusha
Partenza alle 8.45 per l’Arusha Park che dista un’ora di pulmino dalla città. La gita dura circa 2h30, ed è l’unico parco dove è possibile fare un giro a piedi accompagnati dal ranger, si vedono molti bufali e giraffe oltre a visitare una bellissima cascata d’acqua alta 80 mt. Facciamo pranzo all’interno del parco con le ultime scatolette della nostra “cassa viveri”. Lasciamo 10 USD di mancia al simpatico ranger. Per questa escursione è indispensabile calzare gli scarponcini perché il fondo che si percorre è paludoso.
A mio personale giudizio, ritengo che dopo il Ngorongoro questo parco sia fra i più belli visitati, non solo per il fascino della passeggiata ma anche per la sua morfologia tipicamente alpina ed in netto contrasto con il resto del paese. Rientriamo in albergo alle 16.30. Salutiamo l’autista (mancia di 80 USD), consiglio vivamente di chiedere di lui in quanto si è dimostrato serio, preciso, discreto e paziente. L’aereo di ritorno per l’Italia parte dalla capitale ovvero Dar Es Salaam così, mentre il gruppo si presta agli ultimi acquisti, io vado a comprare i biglietti per la corriera (10 USD pax). Cena al ristorante dell’albergo con grigliata di carne a buffet OTTIMO.
L’acquisto dei biglietti del bus è stata un’operazione difficile e rischiosa. La trattativa si svolge presso un mercato non molto distante dall'albergo, ma bisogna andarci in macchina perché intuiscono le tue intenzioni e in un attimo circondano il pulmino tentando in tutti I modi di entrarvi. Bisogna lasciar parlare l’autista (Eduard è stato di vitale importanza) perché sono molto prepotenti e creano molta confusione con il rischio di essere anche derubati!. Sono tutti procacciatori di clienti che evidentemente hanno una percentuale sul venduto. Alla fine tratto con l’AIR MSAE TOURIST COACH per 10 USD/pax.
Sabato 21 agosto: Arusha > Dar Es Salaam
Sveglia alle 4.30, colazione in albergo alle 5.00. Prendiamo tutti i nostri bagagli e lasciamo 500 Tsh di mancia al fattorino. La corriera arriva alle 6.00, siamo i primi ed è facile sistemare i bagagli. Partiamo, ma una persona che si presenta come il responsabile di “bordo” (una specie di boss) ci dice che abbiamo numerosi bagagli e che dobbiamo pagare un extra, mi rifiuto di pagare. La discussione prosegue per due ore, ma fortunatamente il bus continua la sua corsa, interrotta da infinite soste per caricare ovunque e chiunque. Esausti della discussione, il boss desiste e scende dal mezzo. Finalmente alle 17.00 arriviamo alla capitale, certamente un viaggio molto scomodo soprattutto per i sedili molto piccoli, ma l’esperienza è favolosa (discussioni a parte) perché siamo gli unici turisti.
Escluse le innumerevoli brevi soste per caricare altri locali, il bus fa solo una sosta lunga in occasione del “pranzo”.
Alla stazione dei bus di arrivo c’è un sacco di gente e bisogna fare molta attenzione ai bagagli.
L’albergo Jambo Inn non è molto distante così andiamo a piedi. L’albergo è molto conveniente (1000Ths/pax/notte) ma non è molto pulito ed i bagni sono fatiscenti.
Decidiamo di mangiare al Cip Befs Ride, ottimo (3400 Tsh).
Tornati in albergo prendo accordi, con dei ragazzi dell’albergo, per il trasferimento fino in aeroporto (9000 Tsh).
Ritengo che non abbia alcun senso partire da Dar Es Salaam per il ritorno in Italia; primo perché il viaggio Arusha > Dar Es Salaam è lungo e costoso ed inoltre questa città non ha nulla di interessante da offrire. Se possibile, è molto meglio ripartire da Arusha o da Nairobi.
Domenica 22 agosto: Dar Es Salaam > Italia
Il gruppo riparte puntualmente alle 8.30 con direzione Zurigo. Come accennato all’inizio Io e mia moglie invece ripartiremo per l’Italia tra tre giorni, così ne approfitteremo per fare una veloce puntata a Zanzibar.
Evitare assolutamente di fare ritorno in Italia con partenza da Dar Es Salaam, è un’inutile perdita di tempo e di denaro (a meno di un’estensione a Zanzibar).
Le conclusioni sono state più che positive, il trek si conferma all’altezza delle aspettative e lascia un ricordo indelebile, il safary alla fine può sembrare monotono per il ripetersi visivo degli innumerevoli animali che popolano la savana, ma ci pensano i colori e gli odori dell’Africa a rendere vivo più che mai l’interesse. Ritengo che dal sondaggio fatto nel gruppo, il Ngorongoro ed il Serengeti si confermano come i più belli ed a sorpresa direi anche l’Arusha N.P., mediocre il Tarangiri e forse deludente il Lake Manyara N.P.. Assolutamente inutile l’escursione a Olduvai.
Non portare ammennicoli vari per regalare ai bambini perché è un paese meno povero di quello che mi aspettavo, in rari casi è apprezzata la classica penna.