ECUADOR 2004
Viaggio di grande interesse naturalistico ed etnologico con i magnifici paesaggi montani delle Ande, gli animali, la natura selvaggia dell’Amazzonia ed una popolazione gentile e molto disponibile. Viaggio facile anche se reso intenso dai frequenti spostamenti che risultano spesso lenti per il fondo stradale molto sconnesso (media di 60 km/ora).
Il “redazionale” prevede un programma di viaggio che può essere rispettato solo a condizione di usufruire di un pulmino privato. I costi, se ripartiti tra 8 partecipanti, sono superiori al servizio pubblico ma si ha l’indubbio vantaggio di maggior flessibilità ed indipendenza. Noi abbiamo affittato un mini bus per 14 gg. con il risultato di una visita completa ed esaustiva di tutto il paese.
Rispetto al programma iniziale, abbiamo apportato le seguenti modifiche:
- Sierra
Abbiamo “saltato” la zona di San Miguel a favore della costa. Dalle notizie raccolte prima e durante il viaggio mi risulta che le foreste del Parco Cayapas (zona a sud di San Miguel) sono povere di animali e possono essere in qualche modo simili alle foreste amazzoniche che noi abbiamo privilegiato.
- Amazzonia
Abbiamo scelto il Parco Cuyabeno [da non perdere] anziché Rio Napo (sud di Coca) perché meno turistico, più genuino e più ricco di animali. Consiglio di non programmare più di 4 gg/3 notti in Amazzonia perché le escursioni potrebbero divenire ripetitive. Un programma di più giorni sarebbe giustificato solo se si volesse i villaggi indigeno interni alla foresta. A tale proposito è bene precisare che i primi villaggi sono raggiungili in 3/4gg, ma spesso i più vicini sono stati civilizzati e “contaminati” con usi e costumi moderni. Nel caso degli Huaorani, mi risulta che i pochi villaggi ancora “autentici” siano raggiungibili con non meno di 5/6 gg. senza camp d’appoggio e pertanto con evidenti problemi logistici (noleggio tende, viveri, barca ecc.). Il tutto naturalmente incide sui costi che possono essere stimati in 100 USD/giorno/pax. A questo punto la scelta dovrebbe essere studiata preventivamente a tavolino condividendola con tutto il Gruppo perché sarebbe un “Viaggio nel Viaggio”. E’ bene precisare che molti, compresa la Lonely Planet, sconsigliano tale “turismo” in quanto dichiaratamente “non bene accetto” dalle popolazioni stesse.
- Costa
Abbiamo scelto il Parco Machalilla che si è dimostrato molto interessante e che ci ha permesso di completare la visione geografica del paese con la fortuna anche di avvistare numerose balene.
I turisti stranieri sono decisamente pochi, ma i servizi e le strutture sono comunque di buon livello e ben organizzati. Non è un paese povero, o meglio le condizioni di vita sono modeste ma dignitose, pertanto è inutile portare penne, quaderni, indumenti e/o medicinali da regalare.
E’ fondamentale preparare un programma di viaggio che riesca ad incastrare i giorni di mercato ed il treno del Nariz del Diablo (Mercoledì, Venerdì e Domenica) così da contattare preventivamente i fornitori dei servizi di noleggio pulmino e del pacchetto Amazzonia.
Non è richiesto alcun visto, ma il passaporto deve essere valido almeno sei mesi dalla data dell’ingresso in Ecuador. Veloce disbrigo delle formalità all’arrivo in aeroporto presentando il modulo distribuito in aereo (T-3) che deve essere conservato sino a fine viaggio. Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie.
Meno 7 ore
Piano Voli
Milano Malpensa Amsterdam KLM 1632 8 ago 20.50 22.45
Amsterdam * Quito KLM 753 8 ago 23.35 08.00
Quito * Amsterdam KLM 754 29 ago 07.20 05.10
Amsterdam Milano Malpensa KLM 1623 30 ago 10.15 12.00
Scalo tecnico di 1h.30 a Bonarie (Antille Olandesi) e 1h a Guayaquil con carico/scarico passeggeri, sia all’andata che al ritorno.
Abbiamo Volato con KLM. Ottimo piano voli senza nessun disguido.
La KLM Italia mi ha riferito che non serviva la conferma per i voli di ritorno, ma sul posto ho preferito “incaricare” il nostro autista il quale ha provveduto attraverso gli uffici KLM di Quito, con rilascio della ricevuta scritta. E’ opportuno presentarsi alla partenza con largo anticipo perché fanno overbooking!.
Sig. Euardo Vivanco Cell. 099 009122 ebvivanco@yahoo.com
Uno dei titolari della Società, persona che raccomando per la sua professionalità, discrezione e disponibilità. Sempre pronto ad assecondare ogni richiesta e con il piede abbastanza pesante da ridurre i tempi di trasferta senza risparmiare il mezzo.
primi 6 gg a 110 USD/g. + 8 gg a 100 USD/g. tutto compreso (benzina, pedaggi e diaria autista).
Amazzonia
HOT SPOTS TOURS ECUADOR (Tel./fax = 00593 2 2228405)
Juan Lèon Mera N23-84 y Wilson (2do piso) 1° piano sopra il Cafè – Quito
Sig. Freddy Gòongora Cell. 09 9833026 e-mail: freddykruguer@operamail.com
4 gg./3 notti 40 USD/giorno/pax TLF
La quota comprende: trasporto da e per Lago Agrio, canoa, giubbotti salvagente, stivali di gomma, mantellina antipioggia, 3 pasti/giorno, acqua minerale, escursioni e guida naturalistica. Ho scelto volutamente una sistemazione hard per avere un contatto più consono alla dura realtà amazzonica. Camp su palafitte senza corrente elettrica. Zona notte open con materassi su pavimento e zanzariere. Bagni con doccia. Il tutto molto spartano ma pulito. Pasti sempre diversi ed abbondanti.
La quota non comprende il permesso d’ingresso al Parco Cuyabeno (20 USD/pax).
Guida Selva: Josè Luis detto Pepe
Chiedete assolutamente di lui. Persona molto preparata, entusiasta del proprio lavoro e simpatica. Parla bene l’inglese e capisce l’italiano. Con lui avete la certezza di vedere ed imparare molte cose.
Lunedì
AMBATO - OTAVALO
Martedì
LATACUNGA – RIOBAMBA – GUANO - OTAVALO
Mercoledì
PUJILI [interessante] (molto piccolo, no turistico, molto folcloristico) - OTAVALO – COTACACHI - PEGUCHE
Giovedì
GUAMOTE – SASQUISILI [interessante] (molto grande, locale + turistico, folcloristico) – ZUMBAHUE [da non perdere] (grande, no turistico, molto folcloristico) – CUENCA – TULCAN – SANGOLQUI - OTAVALO
Venerdì
IBARRA [evitabile] (molto grande, no turistico, no folcloristico) – INGAPIRCA - OTAVALO
Sabato
OTAVALO[molto interessante] (immenso, molto turistico ma anche folcloristico) – LATACUNGA – RIOBAMBA – COTACACHI – PUJILI – ZUBAHUE – GUARANDA – SALASACA – PELILEO - COTACACHI
Domenica
CUENCA – PUJILI - SANGOLQUI’ – QUITO (mercato di artesanias dentro il Parque El Ejido)
Quotidiano
OTAVALO (artesasias turistico) – IPIALES a Quito (x prodotti locali).
La moneta ufficiale in corso è il dollaro USA (USD). Le carte di credito sono poco diffuse ed i commercianti in questo caso applicano un incremento dal 10 % al 12%. Sportelli bancomat solo nelle città principali. Non portare Euro perché il cambio (1 € = 1 $) non conviene!. Portare solo banconote di piccolo taglio (max 50 USD) perché è quasi impossibile cambiare.
Tre le fasce climatiche significative:
- Altopiano e via dei vulcani: quasi tutto il viaggio si svolge ad una quota minima di 2.500 mt, sino a toccare punte di oltre 5.000 mt, per cui la sera fa molto freddo (13°C), ma di giorno, con la presenza del sole, non è raro l’uso delle maniche corte (26°C). Quando si sale sino ai rifugi dei vulcani la temperatura si irrigidisce notevolmente (10°C) con presenza di forte vento. Cielo ogni tanto coperto ma con rare precipitazioni. Zanzare assenti.
- Selva: caldo (34°C) con forte umidità ma sopportabile, si suda molto e non ci si asciuga mai. Precipitazioni frequenti e torrenziali. Alcune zanzare.
- Costa: caldo di giorno (30°C) con serate fresche e ventilate. Cielo coperto ma con rare precipitazioni. Poche zanzare.
110 volts, prese con lamelle di tipo americano senza terra.
Tipico abbigliamento a cipolla. Pile o maglione, giacca a vento, calzamaglia, berretto di lana e guanti per le Ande e soprattutto per le escursioni sui vulcani. Mantellina antipioggia, camicie e pantaloni di cotone a manica lunga per la Selva. T-shirt, cappello, occhiali da sole e costume per la Costa. Sandali tipo “scoglio” e scarpe out-door o scarponcini trekking molto leggeri. Coltellino multiuso e posate. La borraccia non è indispensabile perché può essere sostituita con l’uso delle bottiglie, consiglio piuttosto di portare un thermos. The solubile per “tagliare” l’acqua e/o per bevande calde ristoratrici. Pila (meglio se frontale) e binocolo. Carta igienica ed asciugamani non indispensabili perché vengono forniti in tutti gli alberghi.. Il sacco lenzuolo può essere una precauzione ma non è indispensabile perché il livello d’igiene è comunque buono. I rullini per foto e dia costano molto ma si trovano facilmente nelle grosse città. Non portare l’ombrello perché difficilmente utilizzabile nel folto della Selva ed è inutile in altre circostanze per la presenza di forte vento. Sacco a pelo inutile. Sacchi di cellophane e nastro adesivo per sigillare i bagagli durante il trasporto in canoa. Predisporre il bagaglio “grosso” in borsa morbida evitando assolutamente soluzioni tipo Samsonite ed un bagaglio a mano in zaino con capacità sufficiente anche per i 4 gg della Selva. Ottima soluzione l’utilizzo della sacca copri bagaglio (check-in) per la sua capacità di contenere anche i regali da portare in Italia.
Medicina e vaccinazioni
Qualche riserva sulla profilassi antimalarica in quanto le zanzare sono presenti solo in Amazzonia ed in quantità non rilevante. Un solo componente su 8 ha fatto la profilassi (Lariam). Per chi decide di non fare la profilassi la prudenza è comunque d’obbligo con l’uso di indumenti lunghi e con l’impiego di repellenti (Autan Estreme). Alcuni hanno accusato lievi disturbi di “soroche” (mal di montagna) risolvibili con l’uso del Diamox e di analgesici. Per quel che concerne i medicinali generici valgono i soliti consigli, ma se dimenticate qualcosa tenete conto che le farmacie sono diffuse e molto fornite: antibiotico a largo spettro, antidolorifici, antidiarroici e Bimixin, aspirina, antipiretici (tachipirina), collirio, burro cacao, crema solare alta protezione, pomata al cortisone per irritazioni e punture. Tappi per le orecchie.
Per chiamare l’Ecuador: 00 593 + prefisso senza zero + numero.
Per chiamare l’Italia: 00 39 + prefisso con lo zero + numero.
I nostri cellulari (anche GPRS) non funzionano, neanche per l’invio di SMS. In tutte le città Internet Point a profusione (da 0.95 a 1.50 USD/ora). Si può chiamare cellulari e fissi in Italia da Call Center o da telefoni pubblici a costi contenuti (da 10 a 20 cents/minuto). Diffuse anche le schede telefoniche vendute ovunque. Le cartoline si trovano ovunque ma i francobolli sembrano essere introvabili anche presso gli uffici postali. Comprateli subito alla prima occasione!.
Le Guide du Routard 2003: povera di dettagli.
Lingua ufficiale lo Spagnolo. L’Italiano è poco conosciuto ma se parlato lentamente ci si può comprendere. L’inglese non è molto diffuso.
Non abbiamo mai avuto problemi e/o la sensazione di pericolo ma naturalmente valgono le solite precauzioni.
Tipiche stoffe andine e tappeti a Otavalo. Statuine per presepi e addobbi per alberi natalizi di masapan a Calderòn. Artigianato del cuoio a Cotacachi. Quadretti e scatoline in legno con pitture naif (Tigua) a Saqsuisilì. Oggetti scolpiti nella noce di Tagua a Riobamba. Cappelli di panama a Cuenca e filigrana in argento a Chordeleg. Retablos, zucchine decorate e maglioni di provenienza da tutta l’area andina acquistabili in tutti i mercati. A Quito, Cuenca e Otavalo, offrono i negozi e le bancarelle di souvenir più assortiti. Magliette soprattutto quelle con animali endemici acquistabili un po’ovunque.
Domenica 8 agosto
Incontro con tutto il gruppo a Malpensa. Partiamo con ½ ora di ritardo per Amsterdam e solo per un soffio riusciamo ad imbarcarci per Quito
Lunedì 9 agosto
Alle 7.45 arriviamo finalmente a destinazione, con tutti i nostri bagagli. Troviamo ad aspettarci Edoardo che con il suo pulmino ci porta all’Alston Inn Hotel, da me prenotato dall’Italia. Con Edo rimaniamo d’accordo che verrà a prenderci domani alle 8. Posiamo i bagagli in camera, una rinfrescata ed alle 9 siamo già in cammino. Ci dirigiamo a piedi verso il centro città che raggiungiamo in ½ ora. Visitiamo il centro storico con le sue bellissime chiese, le piazze e le colorate abitazioni dall’architettura tipicamente coloniale. Il tempo è bello così decidiamo di salire subito con due taxi (3 usd/car) al bel vedere del Panecillo. Il panorama è molto bello e le foto non si contano. Nonostante gli avvertimenti della Lonely Planet, fortunatamente dimostratisi infondati, decidiamo di scendere a piedi attraverso la scalinata in cemento che discende la collina. Dopo una breve pausa pranzo presso uno dei tanti locali di Plaza dell’Indipendenza andiamo a visitare (2 usd/pax) la magnifica Basilica del Voto National [da non perdere] e poi di nuovo a zonzo. Decidiamo di fermarci in centro anche la sera perché domani è festa nazionale ed è previsto un concerto in piazza con fuochi d’artificio.
Martedì 10 agosto
Alle 8.15 partiamo con Edoardo per la prima grande sfida, il Cotopaxi. Il paesaggio lungo la strada è molto bello ed in un paio di ore raggiungiamo l’ingresso del Parco (10 usd/pax). Attenzione! per entrare nel Parco bisogna essere accompagnati da una guida turistica autorizzata. Edoardo non è una guida e per questo mi ero fatto fare una dichiarazione da Freddy nel quale si precisava che viaggiavamo con la sua Agenzia che invece è autorizzata. Alle 11.30 arriviamo al termine della strada carreggiabile ed iniziamo la salita per il Rifugio Josè Rivas (4.800 mt). Ci vuole circa un ora, la salita sarebbe anche breve ma il fondo sabbioso e un vento fortissimo rendono il tutto più difficile. La cima è coperta da fitte nuvole è soffia un vento gelido che abbassa notevolmente la temperatura (11°). Dal rifugio volendo in 20’ si raggiunge l’inizio del ghiacciaio, ma visto che il cielo non accenna ad aprirsi preferiamo consumare qualcosa di caldo ed il nostro pranzo al sacco. Presso il rifugio si possono comprare cartoline ed un piccolo adesivo ricordo da applicare sul passaporto. Iniziamo la discesa e finalmente le nuvole si aprono e possiamo ammirare il Cotopaxi in tutto il suo splendore. Breve sosta alla Laguna Limpiopungo [evitabile] che si trova sulla strada ma non vi è nulla di particolare, alle 16 lasciamo il Parco. Arriviamo a Latacunga dopo 30’.
Mercoledì 11 agosto
Partiamo alle 8.20 e dopo 20’ ci fermiamo al mercato di Pujli [interessante] che pur essendo piccolo si dimostra molto genuino. Alle 9.20 ripartiamo per la laguna Quilotoa [da non perdere] dove arriviamo alle 11. Il cratere, con lago sul fondo della caldera, offre uno spettacolo mozzafiato (entrata 1 usd/pax). Soffia un forte vento ed invece di discendere il cratere decidiamo di fare il trek proposto dalla Lonely Planet sino al villaggio di Chuchilan [molto bello]. Ci vogliono circa 4h1/2 per la sola andata ma è indispensabile assoldare una “guida” perché i sentieri sono diversi a non sono segnalati. Buona parte del percorso è in discesa con una sola e faticosa salita finale di circa 40’, ma il paesaggio merita sicuramente la fatica. Al paese di Chuchilan ci aspetta Edo per riportarci a Quilotoa su strada sterrata molto dissestata. Salutiamo la “guida” con 12 usd di mancia. Sulla strada del ritorno ci fermiamo a Tigua [evitabile] presso per vedere i dipinti su pelle di pecora che sono esposti presso un capannone sul lato sx della strada. Una bambina timidamente spara prezzi assurdi così usciamo senza acquistare nulla. Arrivo in albergo di Latacunga alle 19.
Giovedì 12 Agosto
Alle 8.30 partiamo per Saquisili dove arriviamo dopo 15’. Andiamo subito a vedere il mercato del bestiame [da non perdere] che si dimostrerà il più bello e genuino, poi ci immergiamo nel resto del mercato che si dimostra immenso e molto colorato. Alle 12 ripartiamo in direzione di Banos. Pochi Kilometri prima di arrivare a destinazione ci fermiamo presso il Parco Sangai per vedere una piccola cascata [evitabile] che si raggiunge in 5’ imboccando un comodo sentiero sulla dx dopo lo zoo. Ripartiamo ed alle 16 siamo a Banòs. Cittadina molto allegra e piena di gente, sembra di essere a Rimini. Dopo aver preso possesso delle stanze decidiamo di andare alle Terme [da evitare] ma rimaniamo delusi perché si tratta di una mini vasca brulicante di ragazzini pertanto desistiamo e facciamo due passi. Presso uno dei tanti “Bike Rent” prenoto le bici di domani (5 usd/pax).
Venerdì 13 Agosto
Oggi abbiamo in programma la gita (60 km) in bici da Banòs a Puyo [da non perdere]. Ci svegliamo sotto una pioggia insistente e nella speranza che migliori andiamo a fare colazione……. siamo fortunati ed il temporale smette. Prendiamo possesso dei “mezzi” e delle dotazioni del caso (kit foratura, pompa e lucchetto), dopo un attento controllo alle 9.30 partiamo per la grande avventura!. Il nostro furgone non è dotato di bagagliera sul tetto pertanto siamo obbligati a prenotare un pik- up che si è presentato spontaneamente al momento della partenza, per portare indietro le bici (20 usd). Il percorso si svolge tutto su di una strada asfaltata in falso piano (con brevi tratti sterrati) ma è comunque molto panoramica e spettacolare. Dopo circa un ora arriviamo a una bella cascata che si può ammirare dall’alto mediante un breve “volo” [da fare] su di una divertente funicolare (1usd/pax). Inforchiamo nuovamente le bici e dopo 2 ore (20 km) arriviamo alle Cascate del Diavolo [molto interessante]. Lasciamo le bici in custodia presso uno dei tanti bar della piazzola, con la promessa di “consumare” qualcosa al nostro ritorno, e ci incamminiamo lungo l’affollato sentiero che in 45’ conduce alla cascata. Ritorniamo sui nostri passi. Le nuvole si aprono per lasciare spazio ad un caldissimo sole e noi proseguiamo la nostra escursione ciclistica tra bellissimi paesaggi. Sosta presso un mini market per un gelato. Arriviamo a Puyo alle 15.30 dove trovo sia Edo che il pik-up davanti al terminal dei bus, carichiamo tutto e tutti e ritorniamo a Banòs. Alle 17 siamo in albergo.
Sabato 14 Agosto
Partenza alle 8.30, oggi conquisteremo il Chimborazo. Lasciamo presto l’asfalto ed entriamo nel Parco (10usd/pax) dove iniziamo ad inerpicarci lungo una sterrata dai fantastici paesaggi desertici che, complice l’altitudine, mette a dura prova il nostro furgoncino. Il cielo è limpido ed il Chimborazo si fa ammirare in tutto il suo splendore. Alle 12.00 iniziamo la salita lungo un agevole sentiero, ci vogliono circa 30’ per raggiungere il rifugio a quota 5.000 mt.. Dopo aver ripreso fiato alcuni di noi decidono di proseguire il cammino risalendo il sentiero che porta sino alla cresta dx del rifugio [da non perdere]. Da quassù la vista è di quelle mozzafiato anche perché siamo a 5.346 mt e l’aria rarefatta si fa sentire sulle gambe e sul cuore. Siamo a pochi metri dai muri di ghiaccio che come balconi si affacciano su pareti verticali rosso fuoco, a valle la vista sembra perdersi nell’infinto fra verdi vallate e lontane foschie, bellissimo!. Alle 14.40 discendiamo ed alle 15.10 riprendiamo il nostro pulmino. Lungo la strada un branco di vigogne saluta il nostro addio. Facciamo una deviazione alla laguna de Colta [da evitare] Ma niente di particolare, visitiamo la chiesa Balbanera [evitabile]. Arriviamo a Riobamba alle 17 e dopo aver trovato un albergo vado subito alla stazione dei treni per fare i biglietti del mitico Nariz de Diable. Allo sportello una lunga coda attende il suo turno, ma grazie alla complicità una ragazza riesco in pochi muniti a fare i biglietti per tutti ed affittare (indispensabili!) i cuscini per tutti (rilascio ricevuta). Attenzione! per fare i biglietti è necessario esibire il passaporto, nel caso di “gruppo” è stato sufficiente solo il mio. Serata breve perché domani bisognerà alzarsi presto!
Domenica 15 Agosto
Sveglia alle 4.30, colazione concordata con l’albergatore che ci trova un “baretto” disposto ad aprire ed alle 5.15 siamo in stazione. Siamo tra i primi a prendere posizione sul tetto del treno (rigorosamente a dx), ma tempo ½ ora ed il tetto è tutto pieno!. Per meglio godere del panorama è consigliabile prendere posto sul lato dx del tetto, evitate di salire presso le altre stazioni perché non troverete assolutamente posto. Partenza alle 7, è ancora notte ma non fa molto freddo. Alle 10 ci fermiamo 15’ minuti a Guamote dove scendiamo per sgranchirci le gambe. Per tutto il tragitto alcuni venditori di cibarie e bevande percorrono avanti indietro il tetto e certamente non si muore di fame!. Il paesaggio è molto bello anche se le ore di viaggio forse possono pesare. Alle 12 siamo ad Alausi e dopo una sosta di 10’ partiamo per il tratto finale del canyon di Nariz del Diablo. Il treno viaggia su strapiombi molto esposti con passaggi a scartamento per discendere sino sul fondo della valle. Dopo alcuni minuti di sosta risaliamo ed alle 13.40 siamo di nuovo ad Aluisi, dove lasciamo il treno e troviamo Edo ad aspettarci. Riprendiamo il pulmino e ci dirigiamo ad Ingapirca dove arriviamo alle 16,15 per visitare (6 usd/pax) l’area archeologica [interessante]. Il sito non è particolarmente esaltante ma la luce del tramonto riesce a creare un’atmosfera comunque magica. Percorriamo anche il breve (25’) sentiero de la “Care de Inca” [interessante] che partendo dalla dx del cancello di entrata del sito tocca alcune formazioni rocciose a cui sono attribuite figure Inca di particolare importanza cerimoniale. In fine visitiamo il museo [molto interessante]. Ripartiamo alle 17,40 per Cuenca dove arriviamo alle 19,30 con un po’ di ritardo causa interruzione stradale.
Lunedì 16 Agosto
Ci troviamo alle 8,30 dopo colazione per andare a Cordolè . Non è giorno di mercato, pertanto non c’è nulla di particolarmente interessante. Leggiamo sulla Loney che San Bartolomeo [da evitare] è conosciuta per la presenza di artigiani costruttori di liuti e chitarre, pertanto decidiamo di raggiungere il paese (30’). L’informazione risulta errata perché trattasi di un semplice passatempo di pochi e perlopiù si tratta di strumenti “poveri” usati da bambini e/o per feste paesane. Ritorniamo a Cuenca alle 13,30 e visitiamo la città con le sue magnifiche piazze, le chiese ed i diversi mercatini rionali.
Martedì 17 Agosto
Partiamo alle 8,30 la strada è continuamente interrotta causa lavori in corso, arriviamo al Parco Cajas [da non perdere] alle 10,30. I Guardia Parco ci consegnano (gratis) alcune cartine del posto con indicazione precisa dei sentieri e dei tempi di percorrenza. Non c’è che l’imbarazzo della scelta in fatto di sentieri e ci si potrebbe stare un giorno intero senza annoiarsi, noi abbiamo girato per 4 ore tra magnifici paesaggi. Ripartiamo alle 15 per Guayaquill dove arriviamo alle 18,30. Al nostro arrivo alla reception ci consigliano di percorrere solo il viale principale ed il Malecom causa la molta delinquenza. Dopo cena facciamo una lunga camminata sino al Malecom [da non perdere] che effettivamente si dimostra sicuro per la presenza di molta polizia.
Mercoledì 18 Agosto
Ritardiamo la partenza ed alle 8 ritorniamo di nuovo al Malecon per godercelo meglio visto che è molto piacevole fare due passi sino alla famosa zona del Las Penas [da non perdere]. Si tratta di un complesso residenziale che si sviluppa lungo il crinale di una collina alla cui sommità si trova un bel vedere con faro, le cui abitazioni sono state radicalmente ristrutturate e dipinte con vivaci colorazioni. Alle 10 partiamo per Puerto Lopez. Sosta pranzo con anguria lungo la strada, arriviamo a destinazione alle 14,30. L’albergo dista un paio di km dal centro, così facciamo due passi lungo la spiaggia sino al paese, qualche coraggioso fa anche il bagno (acqua freddina). Vado a prenotare la barca per l’indomani (30 usd/pax + 12 usd/pax ingresso parco). Qualche zanzara.
Giovedì 19 Agosto
Colazione in albergo ed alle 9 siamo sulla spiaggia in attesa di imbarcarci. La barca è nuova con due potenti fuoribordo e trasporta 18 persone circa. A tutti vengono consegnati i giubbotti salvagente e ad alcuni anche le pastiglie contro il mar di mare, che risulteranno molto utili. Partiamo alle 9.45 con mare mosso e qualcuno sta male, dopo pochi minuti di navigazione avvistiamo alcune balene che a non più di 70 m da noi ci ripagano con magnifici salti. Alle 12 approdiamo all’isola e dopo uno spuntino iniziamo la visita dell’isola con la nostra guida Hugo. Ci sono due percorsi, quello di dx si sviluppa su parte delle scogliere basse mentre quello di sx si inerpica sulla parte alta dell’isola, credo che le specie animali visibili siano simili e noi abbiamo scelto quello di sx. Ammiriamo diverse specie di uccelli dai vivaci colori che si lasciano avvicinare sino a pochi centimetri. Dalla scogliera si vedono anche alcune balene. Alle 16 siamo di ritorno, merenda con panini, frutta e coca cola. Ultime foto e ripartiamo per fare snorkling. L’attrezzatura è di buona qualità ed è fornita direttamente dall’organizzazione. L’acqua è piuttosto fredda e sono pochi gli impavidi che si tuffano. Alle 18 siamo a Porto Lopez.
Mercoledì 20 Agosto
Partenza alle 6, abbiamo deciso di spezzare in due il viaggio di ritorno e di fermarci a Zumbaua approfittando anche del fatto che è giorno mercato. Sulla strada ci fermiamo a fare colazione e a comprare della frutta per pranzo. Arriviamo alle 15,30 in paese e prendiamo possesso delle stanze che peraltro danno direttamente sulla piazza del mercato. Alle 16 torniamo al vulcano di Quilotoa che dista solo ½ ora Zumbaua. E’una giornata stupenda con cielo terso ed una luce magnifica, abbiamo ancora i biglietti non timbrati così Edo riesce a farci entrare senza pagare nuovamente. Scendiamo in 20 minuti fino al lago su di un sentiero dal fondo completamente sabbioso. Il lago è bellissimo e ci soffermiamo ad ammirarne i magnifici colori e l’irreale silenzio che ci circonda. Risaliamo faticosamente (40’) ma chi vuole può prendere il mulo (5 usd). Salutiamo Edo che ritorna a Quito, ma è un arrivederci perché ci ritroveremo con lui dopo l’esperienza dell’Amazzonia.
Giovedì 21 Agosto
Colazione in albergo, ci alziamo presto per andare a vedere il mercato degli animali, ma onestamente non merita la levataccia, mentre tutto il resto è decisamente molto bello e genuino [forse è il + bel mercato visitato]. Alle 11.15 partiamo per Quito dove arriviamo alle 15,40.., come da accordi all’Hotel Aston, trovo la lettera di Freddy con i biglietti del bus per il Lago Agrio. Questa mattina abbiamo preparato gli zaini per la selva che lasceremo in custodia con il grosso dei bagagli. Facciamo un giro della città, cena nella piazza centrale e tornati in albergo. Recuperiamo gli zaini ed essendo molto carichi prendiamo due taxi (2 usd/car) anche se la stazione dei bus (Esmeraldas) è vicina. Alle 22.00 si parte puntualmente, fortunatamente i posti sono numerati perché è pieno. Il bus è abbastanza confortevole con bagno ma molto rumoroso. Sul bus conosciamo la nostra guida Pepe. Alle 5,30 ad un posto di blocco dell’esercito ci fanno scendere dal bus per un controllo passaporti e dopo 20’ siamo a Lago Agrio.
Venerdì 22 Agosto
Pepe ci porta a far colazione, abbiamo appuntamento con il pulmino alle 9 così decidiamo di fare due passi in città [nulla di interessante]. Purtroppo non è possibile anticipare l’appuntamento perché lo staff che ci accompagnerà in Amazzonia deve attendere l’apertura del mercato per acquistare le scorte di viveri ed attrezzature per i prossimi giorni. Saliamo sul camion che funge da bus e conosciamo i nostri “compagni” di avventura che ci assisteranno al Camp. Finalmente alle 9.45 partiamo. Il paesaggio lungo la strada diventa sempre più interessante anche se il fondo stradale è molto dissestato e polveroso. Arriviamo al Rio alle 12 dove pago l’ingresso al Parco 20 usd/pax. Dalle provviste di Pepe esce fuori un ottimo pranzo con riso, pollo, banane e coca cola. Carichiamo i bagagli sulla canoa a motore e alle 12,45 partiamo. Per ognuno ci sono mantellina e giubbetto salvagente. Sin da subito la fortuna ci accompagna e riusciamo a vedere scimmie, martin pescatori, pappagalli e molti altre specie di uccelli e un anaconda con la pancia piena. Arrivo al Camp alle 16,30 appena in tempo prima che venga giù il diluvio. Come da aspettative il Camp è molto spartano ed è composto da tre palafitte leggermente rialzate da terra di cui una dedicata ai servizi (cucina, bagni e docce) e due a dormitorio con materassi a pavimento e zanzariere da 1/2 posti letto. Ottima cena con grande attenzione ai dettagli e ai piatti che saranno sempre diversi ed abbondanti. Dopo cena Pepe ci spiega il programma dei prossimi giorni. La temperatura di notte scende, abbastanza da dormire con un leggero plaid.
Sabato 23 Agosto
Colazione alle 7.30. Calziamo gli stivali di gomma messi a nostra disposizione e partiamo in canoa. Dopo 40’ di navigazione con innumerevoli avvistamenti di uccelli di tutti i colori, attracchiamo e iniziamo a camminare nella selva. Pepe si dimostra una guida a dir poco eccezionale, ci spiega i vari tipi di piante ed assaggiamo anche le formiche al gusto di limone. Dopo 3 ore di cammino arriviamo ad un piccolo villaggio (nulla di tipico) praticamente deserto con annessa scuola. Presso una casa vicina, lasciamo ad una mamma alcuni quaderni e biro che avevamo portato dall’Italia. A tale proposito non portare nulla di tutto questo perché non ne hanno alcun bisogno. Per accattivarsi le simpatie dei bimbi sono sempre ben accette le solite caramelle. Riprendiamo la canoa che ci riporta al Camp per il pranzo. Alle 15.30 andiamo a pescare i pirania che con grande voracità non si lasciano sicuramente attendere. Uno pesa ben 2 kg.! Ritorno al camp per cena.
Domenica 24 Agosto
Dopo colazione inforchiamo i nostri inseparabili stivali e partiamo direttamente dal Camp per una camminata di circa 3 ore. Vediamo altri tipi di piante e uccelli, l’ultimo tratto fino al camp lo percorriamo sotto una pioggia battente. Pranzo e sosta fino alle 16.30, esce il sole e riusciamo ad asciugare i vestiti, ripartiamo in canoa e vediamo come sempre uccelli, farfalle ed un bradipo! si, un bradipo che nuota ad un metro dalla nostra barca, le fotografie non si contano. La laguna è immensa ed è avvolta da un silenzio e da un’atmosfera quasi irreale. Attendiamo il calar del sole ed alcuni ne approfittano per un tuffo. Calato il sole andiamo a caccia di caimani, puntando le torce a pelo d’acqua iniziano a spuntare qua e la molti pallini rossi, sono gli occhi dei caimani. Pepe individua un “cucciolo” e con la canoa ci infiliamo tra i rami. Con destrezza lo afferra e lo possiamo ammirare da vicino [tutto questo sarebbe vietato…..]. Ritorniamo al camp per cena e come di rito Pepe presenta lo staff per i “saluti” di addio. Di comune accordo diamo le seguenti mancie: Pepe 30 usd, barcaiolo 15 usd, cuoco 10 usd, 2 ragazze 10 usd/pax e a 2 ragazzini 5 usd. Pioggia nella notte.
Mi sento di raccomandare caldamente l’Agenzia HOT SPOTS TOURS ECUADOR perché seri e molto ben organizzati. Inoltre affidatevi assolutamente a Pepe perché è una persona entusiasta del proprio lavoro e pertanto lo fa con molta passione oltre che preparazione.
Lunedì 25 Agosto
Partiamo alle 6,45 con la canoa ed alle 9,15 siamo al molo dove ci attende il camion per Lago Agrio dove arriviamo alle 12,20. Faccio i biglietti ed alle 13,30 partiamo con la compagnia Banos (più scadente dell’Esmeraldas), il paesaggio è bellissimo [per questo consiglio di fare almeno una delle tratte di giorno] dopo due controlli dei passaporti arriviamo a Quito alle 20,30. Prendiamo due taxi fino all’hotel (3,50 usd/car). Cena vicino all’albergo. La lunga notte non è ancora finita e prepariamo nuovamente un cambio di bagaglio per lasciare (gratis e sicuro) il grosso in albergo.
Martedì 26 Agosto
Puntuale come sempre, ritroviamo Edo ed alle 8,30 partiamo per la Mitad del Mundo. Orribile monumento che potrebbe essere evitato se non fosse per l’indispensabile foto di rito (1.50 usd/pax). Tappa alla Reserva Pululahua per una bella foto [paesaggio molto bello]. Da qui ci dirigiamo al sito archeologico di Cochasqui (3 usd/pax), che non sarebbe nulla di particolare se non fosse che abbiamo trovato una “guida” molto simpatica. Sfortunatamente quasi tutto il complesso è ancora interrato, pertanto molto è lasciato alla fantasia e per questo potrebbe essere deludente. Camminando tra le colline e molti lama al pascolo, sulle parole della guida abbiamo viaggiato con la fantasia tra mirabili e misteriose piramidi (mancia 5 usd alla guida). Ci fermiamo a Calderon per le figurine di pane e a Ibarra per la lavorazione della pelle. Arriviamo a Otavalo verso le 17 dove prendiamo possesso delle stanza nell’albergo più bello di tutto il viaggio. Alle 19,30 ci incamminiamo verso il centro per la cena e finiamo la serata tra balli e bevute in un locale con musica tipica dal vivo.
Mercoledì 27 Agosto
Dopo colazione andiamo alla laguna Mojanda [da non perdere], invece di fare il giro del lago decidiamo di salire (20’) sulla cima di sx (rispetto al parcheggio guardando il lago). Il sentiero è ben visibile e si inerpica per la tangente!, dalla sommità il panorama è favoloso. Il posto è veramente molto bello e si presta a diverse escursioni a piedi. Inoltre la carreggiabile prosegue su fondo sterrato verso quelli che potrebbero essere dei valichi dai panorami mozza fiato, ma il fondo è troppo sconnesso e non ci siamo fidati di proseguire. Alle 11.30 ripartiamo per vedere il mercato di Ibarra che si dimostra molto grande ma moderno e privo di colore, pertanto non ci fermiamo più del dovuto. Si riparte per la Laguna Cuicocha Peluche [molto bella] anche qui il paesaggio tipicamente montano è bellissimo e dopo un pranzo al sacco in riva al lago ci limitiamo a raggiungere il mirador raggiungibile in pochi minuti sulla dx. Essendo presto ci facciamo lasciare alla cascata che si trova a pochi km dalla città. Con sincera emozione salutiamo Edo (mancia di 100 usd), lui tornerà a Quito e noi proseguiamo a piedi. La cascata non è niente di particolare, ma ci consente di meditare sui giorni trascorsi e sulle emozioni vissute. Lentamente passo dopo passo torniamo in albergo seguendo la ferrovia in disuso.
Giovedì 28 Agosto
Sveglia libera, alcuni di noi si alzano molto presto per vedere il mercato degli animali situato ad un isolato dall’albergo [bello, ma non merita la levataccia], da qui andiamo in paese per vedere il resto del mercato che si dimostrerà immenso, colorato ma molto turistico (la parte più interessante è l’ortofrutticolo). Alle 11.30 ritorniamo in albergo, il proprietario gentilmente ci porta alla stazione dei bus in macchina, alle 12 partiamo per Quito (2 usd/pax). Alle 15 siamo a destinazione e prendiamo due taxi (3 usd/car). Pomeriggio libero per gli ultimi acquisti. Domani ci alziamo alle 4 così tutti a letto presto.
Venerdì 29 Agosto
Puntuale come sempre Edo ci porta in aeroporto, sono le 4.30 ma la coda al check in è spaventosamente lunga, pago la tassa d’imbarco (25 usd/pax), non ci resta che aspettare il decollo.
Arrivo ad Amsterdam alle 5 decidiamo di restare in aeroporto fino all’imbarco per Milano.
Buon Viaggio!