TIBET 2007
Dall’Italia facciamo un primo scalo a Kathmandu in Nepal, dove c’ero già stato nel lontano 1991 e partiamo subito alla volta di Lhasa, via terra.
La traversata sarà una vera impresa perché un improvviso temporale trasforma la strada sterrata di collegamento in un pantano indescrivibile. Attendiamo i permessi e solo alle 24 ci consentono di partire. Il fuoristrada sale a fatica e la pioggia non smette.
Finalmente alle 2.30 raggiungiamo Nyalam, 38 km in 2 ore!.
L’emozione di essere in Tibet si materializza quando in lontananza vediamo l’Everest. Solo quando a piedi raggiungiamo il primo Campo Base a 5.220 m.s.l.m neanche l’immaginario può rendere l’idea dei suoi 8.844 m.s.l.m. di altitudine, impressionante!, l’emozione e la rarefazione dell’aria ci lasciano senza fiato, indimenticabile!
Il viaggio prosegue tra incantevoli vallate e magnifici monasteri sino a raggiungere la mitica Lhasa (3.650 m.s.l.m).
Ogni angolo, via e quartiere è motivo di curiosità ed interesse, non è la solita capitale è un museo a cielo aperto. Icona di questo fantastico Paese è il Palazzo del Potala (P. UNESCO) quale passata residenza del Dalaila Lama ora in esilio in India. Unica stonatura la massiccia presenza di cinesi che dove presenti, “inquinano” gli usi e costumi locali. L’acclimatamento è buono, così decidiamo di partire per il grande Trek che in 4 giorni ci condurrà da Ganden a Samye.
Il sentiero unisce due tra i più importanti monasteri del Tibet: Ganden (a m 4.240), fondato da Lama Tzongkhapa nel 1409, è un grande complesso monastico, distrutto dalla Rivoluzione Culturale nel 1966, ma ora in faticosa ricostruzione; Samye è il primo grande monastero buddista in Tibet, fondato nel 775 nel regno di Thrisong Detsen. È un percorso di grande fascino per la natura, la gente (i pastori che si incontrano sul cammino) ed i paesaggi spettacolari. Le difficoltà consistono nel dover rimanere gran parte del tempo attorno a 4.900 m, con le massime altitudini del Shuga La (5.240 m) e del Chi Tu La (5.090 m) e del conseguente rischio di mal di montagna. Ganden è la partenza del nostro trek, ma è anche un buon punto per acclimatarsi. Con lo stesso intento dei pellegrini, compiamo i rituali giri tra le montagne attorno alla città monastica. Non ce ne andremo di qui senza aver reso omaggio al Ser Dung, la tomba d’oro di Tsong Kapa. Il sentiero da Ganden per Samye si snoda attraverso le montagne di Angker Ri lungo un paesaggio d’alta quota privo di alberi e coperto solo da un sottile strato di bassa vegetazione. Hebu è l’ultimo villaggio che si incontra sulla strada, un buon luogo per accamparsi. Incontreremo accampamenti di pastori nomadi tra pascoli di marmotte e meravigliosi rododendri che, mano a mano che si sale, si fanno minuscoli per lasciare il campo alla vegetazione e ai fiori d’alta quota. Shuga-La (5.240 m), il passo, è il punto più alto del trek: lo si riconosce per l’ampio culmine dove sventolano le bandiere delle preghiere. Una remota valle attorno ai 4.940 m ci attende al di sotto con altri accampamenti di nomadi. Il tintinnio delle campanelle degli yak rallegra il sonno del nostro accampamento. Lo scenario del Chitu La (5.090 m) è sorprendente: poco prima del passo troviamo un piccolo lago glaciale e, poco oltre, ci vengono incontro altri due laghi più grandi. A meno di un’ora più in basso, incontriamo un importante attendamento di nomadi dove facciamo conoscenza anche del famoso molosso tibetano, una sorta di mastino dal quale tenersi ben alla larga. Poco più sotto ancora siamo in vista del primo villaggio della Yamalung Valley, sovrastante il monastero di Samye (3.600 m). Non manchiamo di rendere omaggio al più antico monastero del Tibet, Samye appunto, come ai luoghi sacri dei dintorni. Che esperienza indimenticabile!.
Dopo tanti giorni di isolato peregrinare raggiungiamo le nostre auto che con nostalgia ci condurranno a Lhasa e da qui a Kathmandu.
Qui ci attende una sorpresa perché la compagnia aerea nepalese è fallita così, trascorriamo ancora quattro giorni imprevisti a Kathmandu; per me un gradito ritorno per Emily un bel modo di terminare un Viaggio già di suo indimenticabile!.
Relazione Dettagliata
CONSIDERAZIONI GENERALI
Viaggio entusiasmante e ricco di emozioni sostanzialmente diviso in due momenti, il Tibet con i suoi monasteri ed i magnifici paesaggi ed il Nepal con i suoi templi e la sua caleidoscopica cultura. L’influenza culturale cinese sta sicuramente condizionando il Tibet in negativo e le ferite sono già molto evidenti. Unica attenuante è che dopo le distruzioni e le atrocità apportate, oggi la Cina si è accorta che i templi ed i villaggi distrutti possono essere fonte di guadagno e pertanto è in atto un processo di ricostruzione e di ristrutturazione che in qualche modo rimargina un po’ le cicatrici.
L’itinerario è difficilmente variabile in quanto costretto dai rigidi controlli governativi. Il consiglio è comunque quello di ridurre i tempi di visita dei grandi centri abitati per concentrarsi sui villaggi e/o al limite sui quartieri in quanto ultimo esempio di una cultura in fase di cancellazione. Il viaggio in Tibet deve essere attentamente calibrato alternando i momenti di sola natura e trekking con altri più culturali con la visita dei vari Monasteri in quanto questi ultimi sono numerosi ed alla fine potrebbero divenire monotoni.
CAMBIO
1€ = 1,60 US$
NEPAL: Rupia Nepalese N.R.
Non si cambia più nei negozi di tappeti, ma nei baracchini di cambio, come in India, od in albergo.
1 € = 82,5 (inizio viaggio) / 83,5 (fine viaggio) N.R.
1 US$ = 68,75 (inizio viaggio) / 69,58 (fine viaggio) N.R.
CINA – TIBET : Yuan cinese Y.
Si cambia in banca nelle grandi città, solo la “Bank of China” cambia valuta straniera, o si cambia dai cambiavalute del confine.
1 € = 10,1 Y. dai cambiavalute
La carta di credito è utilizzabile solo a KTM e a Lhasa, nel resto dei due Paesi è poco diffusa. Anche per il prelievo di liquidi non è di uso comune. Indispensabile portare contanti in € o $.
GUIDE E CARTE, LETTURE CONSIGLIATE
Lonely Planet è sempre una buona guida per l’organizzazione logistica di tutto l’itinerario in Tibet ed in Nepal. Essenziale nelle descrizioni nei luoghi e dei monumenti.
Tibet. Ai confini con il cielo tra natura e spiritualità edit. La Polaris è un ottimo compendio perché meticolosa nelle descrizioni dei luoghi e della storia.
Eventuali cartografie non sono necessarie se non puro scopo orientativo.
CLIMA E FUSO
Clima umido e caldo , 22°/26°, con piogge monsoniche in Nepal. Cieli nuvolosi o bianchi.
Clima secco fresco , 8°/ 24°, (in quota freddo di sera) con qualche pioggia in Tibet. Ad Agosto il monsone passa anche in Tibet generando tempo perturbato; noi però abbiamo avuto tempo generalmente buono.
Fuso + 3.45 h. in Nepal rispetto all’Italia, +6 h. in Tibet dove c’è l’ora di Pechino.
TELEFONO ED INTERNET, FOTO, ELETTRICITA’
Numerosissimi ed economici i posti telefonici in Nepal; ogni paese ha il suo posto telefonico anche in Tibet. Non economico telefonare dagli alberghi in Tibet.
I cellulari hanno una buona copertura sia in Tibet che in Nepal
Internet diffusissimo ed a buon prezzo in Nepal, poco diffuso e lento, praticamente solo in alcuni alberghi e nella capitale, in Tibet.
Non si trova materiale fotografico durante il viaggio. Unici punti di approvvigionamento possibili sono a KTM e Lhasa. Scaricare memorie è facile a KTM, non così facile in Tibet.
Corrente 220 volts, portare tripla senza terra perché i punti presa sono sempre pochi e molte le apparecchiature che necessitano di ricarica.
I/U , TASSE DI IMBARCO
NEPAL
Per entrare bisogna riempire due pre-stampati, allegare una foto e, se si sta più di 72 h (3 gg.) pagare 30 $/pax per il visto. Per permanenze di meno di 3 gg. Il visto è gratis. Noi abbiamo usufruito sempre del visto gratuito. Non ci sono più visti multi - ingresso e quindi se si entra due volte per più di 72 h si pagano 30 + 30 $.
In uscita si compila un altro pre-stampato.
La tassa di imbarco per voli internazionali (Italia e Cina) è di 1695 N.R./pax.
CINA – TIBET
Per entrare bisogna avere un visto ed essere ricevuti alla frontiera da una guida. Il visto costa 50 USD a testa (da pagare rigorosamente in $) e viene pagato dal coordinatore a KTM con parte della C.V. Il visto è in due copie ed una viene ritirata all’ingresso in Cina. Del visto cinese è bene fare un certo numero di fotocopie che verranno consegnate ad ogni albergo.
In uscita nessuna formalità, non timbrano neppure il passaporto.
Nessuna tassa di imbarco in uscita dal Tibet.
VOLI E RICONFERMA
Andata e ritorno su Dubai con volo Alitalia. Da Dubai andata e ritorno su KTM con Royal Nepal. Nel nostro caso però c’è stato un grosso disguido in quanto per un presunto fallimento della Royal Nepal siamo rimasti a terra 3 gg in più del previsto con tutte le aggravanti per coloro che dovevano rientrare per motivi di lavoro e/o altro.
Cassa Comune (C.C.) e Cassa Viaggi (C.V.)
C.V. previtsa 300 $/pax.
Speso 377 per Visto Tibet (50 $/pax) e volo Lhasa > KTM (327 $/pax).
C.C. prevista 150 €/pax
Speso intera cifra.
Il TLF è quasi sempre riconosciuto in tutti i ristoranti delle città maggiori.
FORNITORI DI SERVIZI
NEPAL
Amar, agenzia MAB di KTM. Amar da circa 30 anni è il corrispondente ufficiale per i viaggi normali ed è una persona di tutta fiducia che fa buoni prezzi e concede sempre la gratuità al coordinatore, lo troverete ad attendervi all’aeroporto. Può fornire qualsiasi servizio e prenota l’albergo a KTM. A/R all’aeroporto è sempre gratuito, riconferma voli gratuita, pulmino da/a Kodari 100 $, guida e pulmino privato a 30 $ al giorno.
Amar Tuladhar presso albergo Lai Lai Chhetrapati
Tel 00977 1 4257654 / 4254419 / 4255339
Fax 00977 1 4255338
e-mail : lailai@col.com.np , mab@wlink.com.np
Guida
Chiedete di Amresh (9851031908)
E’ un ragazzo giovane che perla un italiano perfetto. Guida preparatissima e sempre attenta ad offrire il meglio del suo Paese.
Altro contatto è Gas (fratello di Amar)
Parla italiano. Gentile, premuroso anche se non molto preciso.
CINA - TIBET
Corrispondente cinese KTM e agenzia centrale del T.I.S.T. (ufficio cinese del turismo) a Lhasa.
Campo Base Everest
Attenzione! Prima di partire dovete concordare con il Gruppo se andare al campo Base dell’Everest o meno perché se decide di si [imperdibile] prima di partire affinché comprenda nel pacchetto con la TIST la necessaria deviazione.
Diversamente se lo deciderete sul posto vi costerà circa 90 US$ in più a testa ed una deviazione di 100+100 Km. Nel pacchetto con i cinesi sono compresi gli alberghi con servizio di B&B, le auto, il carburante, gli autisti, tutti gli ingressi ai monasteri per il tragitto in macchina; pensione completa (pranzo al sacco a mezzodì), tende, materassini ed anche sacchi a pelo se volete (tutti noi abbiamo portato i nostri), yak per il trasporto dei materiali per il tragitto a piedi. Sono esclusi dal pacchetto gli yak o i cavalli da sella di soccorso ed i relativi conduttori. (N.B. Gli yak di soccorso non possono essere mai montati in discesa o su sentiero stretto od impervio.)
Le nostre tende erano tutte nuove e di ottima qualità (testate con grandine e acqua) forse siamo stati fortunati ma è altrettanto vero che portare la tenda per 4 notti dall’Italia è un bell’ingombro. Non abbiamo portato con noi tutti i bagagli, ma ne abbiamo lasciato una buona parte sulle jeep.
Non abbiamo pagato alcun extra
Ovviamente a guida, autisti , yakmen, cuochi ed aiuti abbiamo dato le meritate mance.
Metto qui di seguito i riferimenti dei cinesi
T.I.S.T. KTM office Miss Dekey
Tel. 00977 1 4426915 cell. 00977 9851020838
T.I.S.T. Lhasa office Mr Jigdrel
Tel 0086 891 6334082/6331421/6339151
Fax 0086 891 6334855/6339152
e-mail: tist@public.Is.xz.cn
Guida [consigliata, molto preparata]
Miss. Peldon
Indirizzo: n. 6 East Lingkor Road Lhasa Tibet
Tel: 86 861 6334082 6328719
Fax: 86 891 6334855
Cell: 86 13908988686
e-mail: peldon@tist.cn pella_1@hotmail.com
MANCE
Siamo stati contenti di tutte le persone che hanno lavorato con noi ed abbiamo dato le seguenti mance:
- 200 Y. globali ai 4 conduttori di yak (2 per quelli da carico e 2 per quelli da sella)
- 400 Y. globali al cuoco ed ai 2 aiuti
- 30 € ciascuno ai tre autisti delle toyota che si sono fatti veramente il culo
- 600 Y. + 10 € alla guida Lobsang Tshering che è stato 18 gg con noi
- 200 N.R. all’autista del bus da KTM in andata
- 300 N.R. all’autista del bus per KTM al ritorno poiché ci ha accompagnato a Changu N.
Abbiamo sempre dato offerte nei Monasteri procedendo come fanno i tibetani e cioè cambiando 2 o 5 Y in spiccioli e dando l’offerta ad ogni altare. Ci sono in ogni monastero i cambiavalute appositi per avere questi spiccioli in Yao.
Abbiamo sempre dato piccole elemosine ai poveri od ai monaci incontrati.
CHE COSA PORTARE
Obbligatorio portare 4 foto necessarie per i visti e la fotocopia del passaporto.
Come equipaggiamento servono tutte quelle cose per fare vita di campeggio per 4 giorni al freddo. Giacca a vento pesante (meglio giacca di piuma), pantaloni in Terinda o microfibra, giacca in pile pesante, magliette termiche anti-sudore, calza a maglia sopra-sotto, completo goretex sopra-sotto, berretto pesante e leggero, guanti, mantella, scarponcini da trek veramente impermeabili, sandali, calze leggere e pesanti, sacco a pelo pesante (anche questo può essere fornito), tuta riposo-notte, torcia, consiglio il thermos più che una borraccia, un saccone impermeabile per rivestire il bagaglio da mettere sugli Yak (si può comperare a KTM) se volete materassino (ma viene fornito) occhiali da sole e creme protettive varie, protettivo labbra . Utili i bastoncini telescopici.
Biancheria, necessario toeletta, asciugacapelli, asciugamano, vestiti leggeri per KTM od il viaggio in auto, pile leggero, scarpe leggere. Utile a KTM un ombrello.
Naturalmente ci vuole uno zainetto (20/25 lt) comodo da tenere in spalla nel trek per tutto quello che è necessario durante la giornata e tutte le cose per coprirsi e ripararsi dalla pioggia ma utile anche come bagaglio a mano. I bagagli dati agli yak non sono accessibili per tutto il giorno.
Ovviamente niente pantaloni corti per le donne, ma neanche per gli uomini : in tutto l’Oriente le gambe fanno scandalo! Anche magliette molto scollate sono di pessimo gusto ed offendono la sensibilità dei locali.
Se volete portare qualche indumento vecchio, ma ancora in buono stato, da dare a cuochi o yakmen, fatelo: saranno certamente ben accetti.
Non è necessario portare alcun alimento perché l’alimentazione è sempre ricca ed abbondante, anche durante il trek, al limite può essere utile qualche busta di the liofilizzato per “tagliare” l’acqua e qualche bustina di tisana/camomilla per la sera. Dolci e stuzzichini si possono comprare sul posto.
IL TREK
Il percorso si snoda dal Monastero di Ganden 4100 m a quello di Samye 3900 m ed è di circa 80 Km da fare in 4 / 5 gg. La Lonely lo classifica difficile, ma io lo definirei molto facile se non per l’alta quota. Il sentiero è sempre buono, la direzione è costante da Nord a Sud. Agosto non è il momento migliore per fare questo trek in quanto in Agosto il tempo è un po’ perturbato. Non sottovalutate l’alta quota, salite con calma non fate follie. Un ragazzo del gruppo, classico sportivo tutto fisico e calcio ha pagato pesantemente le sue performance con malditesta, nausea e capogiri.
1° TAPPA circa 8 Km
Si parte direttamente dal monastero di Ganden salendo al colle con bandiere guardando il Gompa sulla sinistra in alto dello stesso, si procede un po’ in cresta e poi si scende in diagonale sulla valle raggiungendo il paesetto di Hepu.
- 1° campo. – quota circa 4000 m. (da noi raggiunto non a piedi, ma in auto)
2° TAPPA circa 12 Km
Ci si innalza per prati voltando nella valle a destra rispetto alla direzione di marcia puntando al colle che, dopo alcune ore di marcia, si intravede. Solitamente si incontrano tende di nomadi.
- 2° campo a 200/300 m di dislivello prima del colle.- quota circa 5000 m.
3° TAPPA circa 15 Km
Si prosegue verso il Passo segnato da bandiere, 5250 m il punto più alto del viaggio, e poi ci si abbassa su un sentiero in diagonale fino ad un fiume a 4900 m che è necessario guadare. Si sale nuovamente dolcemente per circa 200 m di dislivello .
- 3° campo.- quota circa 5000 m
4° TAPPA circa 20 Km
Dolce salita fino all’evidente passo a 5185 m poi è necessario scendere di circa 100/150 m con un impervio gradino roccioso fino a due laghetti che si attraversano. Il sentiero scende poi vertiginosamente in una forra stretta e dirupata con ruscello per allargarsi in una vallata più amena e con tende di nomadi.
Passaggio di ruscelli su ponti precari mentre la vegetazione incomincia ad essere presente e poi, alla confluenza a T di due valli, finalmente si incontra un ponte degno di questo nome, prendere a destra
- 4° campo in uno degli spiazzi a lato del fiume liberi da arbusti.- quota 4500/4200 m -
5° TAPPA circa 9 Km
La valle diventa aperta, pianeggiante ed alberata, si passano alcune tende di nomadi, si vede a destra in alto sulla montagna un Gompa isolato e finalmente si arriva al paese di Nyangpo dove si scaricano gli yak.
Si prosegue con mezzi di fortuna (trattorini) per un ventina di chilometri fino a Samye.
- 5° campo nel cortile del monastero o nella guest house del monastero. – quota 3900 m.
VACCINAZIONI, PROFILASSI, MEDICINE
Non è necessario fare alcuna vaccinazione.
In Tibet si beve sempre birra od acqua bollita o purificata, a KTM il livello della pulizia dei ristoranti ha raggiunto livelli accettabili e l’acqua purificata si trova ovunque. Nessuna profilassi malarica poiché a KTM non c’è mai stata malaria. Unico problema di salute può essere l’incontro ravvicinato con i mastini tibetani ed il conseguente pericolo di rabbia.
Per i problemi legati alla quota bisogna portare un diuretico (Lasix o Diamox che è più leggero e può essere usato come prevenzione). Utile in casi gravi con pericolo di edema un cocktail di diuretico e cortisonico, da farsi consigliare dal proprio medico. In Tibet il freddo e la quota portano spesso infreddature, tosse, bronchiti perciò è meglio portare tutto l’occorrente per curarsi. Meglio avere un anti-nausea ed un anti-mal di testa, mali molto frequenti con grandi sbalzi di altezza, utile anche un sonnifero per quando la quota non vi lascia dormire ed i cerotti ed il mercurocromo per le bolle nei piedi. Potrebbe essere necessario qualche lassativo o qualche prodotto per la diarrea o qualche digestivo. Un pronto soccorso da tenere sempre nello zaino sarà più pratico.
Non conviene bere l’acqua dei torrenti, è meglio sempre l’acqua bollita (the, tisane) fornita dal cuoco. L’acqua dei fiumi potrebbe essere amebica ed il micropur non fa nulla contro l’ameba, l’unica è avere un filtro (tipo Katadyn, carissimo) o usare l’Amuchina che però fa venire la diarrea perché distrugge la flora intestinale.
RAPPORTI CON I LOCALI, SICUREZZA, ACQUISTI
Gente pacifica e gentile, sia in Nepal che in Tibet. Questi ultimi tempi il problema dei Maoisti in Nepal ha scatenato preoccupazioni ed esagerati controlli al di fuori di KTM. Nessun problema in città. Anche i furti sono poco frequenti, soprattutto in Tibet.
Per gli acquisti è veramente un paradiso. Citerò solo l’ottima attrezzatura da montagna , tutta taroccata ma di buona qualità, che si trova in Nepal, ma più ancora a Lhasa. Per tutto il resto ricordatevi di contrattare anche ferocemente e, quando acquistate, sappiate che vi avranno sempre venduto a prezzi esorbitanti anche se a voi parrà di aver ottenuto un buon prezzo.
Incredibilmente a Lhasa si contratta anche nei supermercati.
ALBERGHI
Per tutto il viaggio in Tibet gli alberghi fanno parte del pacchetto e sono forniti dal TIST.
I prezzi variavano da 20 € a camera per quelli tipo 5 stelle a 3 €/pax per le tende al Campo Base.
Gli alberghi in Nepal sono pagati con la C.C., sono quelli consigliati da Amar ed hanno lo stesso prezzo da circa 10 anni, tutti TLF. La sistemazione, a parte il C.B. dove abbiamo dormito tutti in una grande tenda, è stata sempre in camera doppia.
RISTORANTI
I ristoranti quando non al campo sono sempre stati pagati con C.C.
Il prezzo di una cena media a KTM è di circa 250/350 N.R. pari a 3 o 5 €, quello di una cena media in Tibet è di circa 40/50 Y. pari a 4,5 o 5,5 €. Ho chiesto la gratuità tutte le volte che mi trovavo in posti turistici. Nei prezzi che troverete sono sempre comprese le bevande : the al gelsomino (gratuito), birra, acqua o coca.
Spesso si trova il menù in inglese, se c’è quello solo in cinese o tibetano è molto più divertente in quanto si ordina a caso e poi c’è la sorpresa di che cosa arriva in tavola.
CRONOLOGIA
Partenza in orario per Dubai all’arrivo decidiamo di prendere i bagagli, facendo cosi perdiamo il volo per Ktm se non lo avessimo fatto avremmo perso i bagagli. Lasciamo i bagagli presso l’ufficio dell’Alitalia (per gentil concessione) ed usciamo per fare due passi in città. Con i taxi tentiamo di andare a vedere il grattacielo a vela, ma alla richiesta di 40 $ rinunciamo. Andiamo nei pressi del centro storico [da evitare] ma non vi è più nulla di originale, tutto è stato ricostruito, se pur fedelmente (ndr) non offre alcuna emozione. Il caldo è atroce, vi saranno almeno 40° con un tasso di umidità tale che ci obbliga a rifugiarci in un centro commerciale per cercare un po’ di refrigerio e fare cena (9€/pax). Calata la sera la temperatura si è fatta più sopportabile così ci dirigiamo in aeroporto a piedi. Notte all’addiaccio in aeroporto nel corridoio degli uffici delle Compagnie Aeree.
Nota: decisione difficile, ma i troppi episodi di perdita bagagli su questa tratta ne consigliavano il tentativo. Purtroppo i tempi erano troppo stretti o meglio sarebbe bastato un segno di buona volontà da parte degli operatori dell’aeroporto in quanto il gate aveva appena chiuso ed il volo era ancor ben lontano dal partire…….
Alle 18,10 ora locale atterriamo a Ktm, ritirati i bagagli troviamo il nostro corrispondente che ci porta all’hotel Lai Lai, sotto un diluvio d’acqua, mentre il gruppo si sistema nelle camere pago in contanti i biglietti aerei Lhasa > Ktm e concordo il tour.
Albergo
KATHMANDU
Ristorante
KATHMANDU
LAI LAI
Chhetrapati, kathmandu Nepal
tel 4257654, 4228488, 4263416
fax 00977-1-4700315
e-mail. lailai@wlimk.com.np
Everest Steak Hause Reasturant
Discreto
5 $/pax TLF
Buono
5 $/pax TLF
Partenza alle 7.20 dopo colazione, con un bus alle 12.30 siamo a Kodari (Ponte dell’Amicizia) al confine tra Nepal e Tibet. Dobbiamo attraversare la frontiera a piedi per raggiungere il nostro Corrispondente cinese così contratto con alcuni portatori (15$) per trasportare il bagaglio delle donne. Fate attenzione perché 2/3 km prima del ponte un gruppo di giovani aveva bloccato il bus dicendo che non si poteva proseguire a causa di una frana e che loro erano disposti ad aiutarci a portare i bagagli sino al confine per 20$/bagaglio, dopo alcuni momenti di tensione ed un po’ di insistenza, visto che i nostri autisti sembravano sin troppo imparziali, siamo ripartiti constatando che non era vero nulla. Dopo aver compilato i vari documenti passiamo il ponte dove c’è il controllo cinese, dall’altro lato troviamo ad attenderci le nostre jeep, caricati i bagagli li dobbiamo scaricare 10’ dopo x un altro controllo. La guida ci dice che la strada è percorribile a senso alternato a causa dei lavori per diverse frane e che possiamo solo partire all’1 di notte, non ci tocca che aspettare, un albergo ci mette a disposizione la sua hall. Facciamo un giro del paese, molto brutto, alle 19,30 cena sotto un altro diluvio, alle 24 finalmente ci mettiamo in marcia*.
Non scattate foto sul ponte, i cinesi non gradiscono pena cancellazione delle foto da parte della polizia.
*Nota: spero che quando leggerete questa relazione, la viabilità sia migliorata, se così non fosse avviatevi prima dell’1 perché non sono così precisi e del resto c’è un traffico micidiale così, forse, potrete avvantaggiarvi un po’.
Albergo
Nyalam
Nyalam Hotel
Possiamo definirla una Guest House.
Scadente, da evitare.
No riscaldamento, no docce, una latrina per tutti.
La strada effettivamente è in cattivo stato con molti cantieri aperti, arriviamo a Nyalam alle 2,30 la guest house è in pessime condizioni, fa molto freddo e non c’è riscaldamento e non ci sono i bagni ma solo una latrina. Siamo comunque sfiniti dalla stanchezza così con i nostri sacchi a pelo bivacchiamo sotto un mucchio di coperte. Sveglia alle 7,30 colazione di fronte alla guest house (discreta). Caricati i bagagli alle 9,30 partiamo la strada non è asfaltata ma è comunque scorrevole. Superiamo i passi di Tong La e La Lung ed arriviamo a Tingri alle 15,30. In albergo non si capisce come mai non hanno la nostra prenotazione e non ci sono camere, torniamo in dietro sino a Tsamda e ci fermiamo all’Hot Spring Guesthouse dove ci danno 3 camere nella parte nuova della struttura (i letti sono grandi si riesce a dormire in 2) per le docce hanno una vasca con acqua sulfurea e in più ci mettono a disposizione una camera con vasca anche lei con acqua sulfurea, il resto del pomeriggio la passiamo riposando e avvistando l’Everest con il binocolo che c’è sulla terrazza, cena sul posto (ottima).
Albergo
Tsamda
Hot Spring Guest House
Discreta. Essenziale ma pulita e con sorgenti sulfuree.
Dopo colazione alle 10 partiamo x Rougbuk superato Tingri prendiamo una strada sterrata a tratti molto sconnessa, per fortuna non piove se no sarebbe impraticabile, riusciamo per pochi minuti a vedere l’Everest spettacolo bellissimo. Superiamo Rougbuk e poco fuori dal villaggio raggiungiamo il campo di tende (ore 14), c’è il sole ma c’è molto vento. L’altitudine si fa sentire su qualche partecipante con fiato corto, mal di testa e debolezza, prima di salire al 1° Everest Base Camp (EBC) mangiamo qualcThe snack. Per arrivare al campo si percorrono circa 4km (1h30) su strada bianca in leggera salita (carreggiabile); purtroppo non riusciamo a vedere nulla a causa delle nuvole. Tornati alle tende ci riposiamo e dopo cena alle 20,30 siamo nei nostri sacchi a pelo, le tende sono riscaldate da delle stufe ma appena si spengono la temperatura cala sensibilmente ma fortunatamente ci sono molte coperte.
Pernotto
Rougbuk
Tendone fisso locali
Ottima sistemazione.
Pulita, accogliente e con riscaldamento a stufa.
Servizi igienici sotto le stelle.
Dopo colazione decidiamo di risalire al campo base ma preferiamo usare i carretti trainati dai cavalli 15y/pax a/r alle 10,40 siamo al campo e finalmente vediamo l’Everest in tutto il suo splendore [imperdibile]. Ricordarsi di portare il passaporto x vari controlli da parte cinese. Tornati alle tende carichiamo i bagagli e ripercorriamo la strada fino a Tingri ci fermiamo a visitare il monastero di Rongbuk [interessante]. Alle 15,30 riprendiamo la strada asfaltata per dirigerci a pranzo a Tingri, continuiamo x Schegar a pochi km dal paese checkpoint scendiamo passaporto alla mano il tutto si svolge molto velocemente. Alle 17 siamo a Lahtse e ci dirigiamo in albergo perché non vi è nulla di interessante da visitare. Cena in albergo discreto.
Partenza alle 9,30 la strada è tutta asfaltata superati 2 passi proseguiamo x Sakya dove arriviamo alle 12. Visitiamo il monastero [molto bello]. Alle 13,30 pranziamo al ristorante dell’albergo principale discreto. Alle 15,30 ripartiamo ed alle 17,45 siamo all’albergo di Shigatse (ottimo con cena a buffet). Dopo cena facciamo una camminata fino al palazzo.
Albergo
Shigatse
Shigatse hotel
Tel: 86-0892-8800336-8822525
12 Shanghai Middle Road
Ottimo
cena a buffet
Dopo un ottima colazione partiamo x Tashilhunpo dove visitiamo il monastero; la visita dura fino alle 12.10 [molto bello]. Conclusa la visita ci facciamo lasciare nella parte “vecchia” del villaggio zona di negozi e bancarelle dove troviamo anche una panetteria. Ripartiamo alle 13,40 x Kumbum sulla strada ci fermiamo a visitare un mulino x macinare la farina, finalmente il tempo migliora, alle 16 siamo in albergo. Giusto il tempo per depositare i bagagli ed alle 16.20 andiamo a visitare il monastero1h40’ e da qui saliamo sino allo Dzong (20’) la vista che si gode è bellissima (30y/pax). Ridiscesi decidiamo di mangiare al ristorante allo Yak Restaurant and Bar (buono).
Partenza alle 8,30 x Lhasa dove arriviamo nel pomeriggio depositati i bagagli in albergo ci facciamo portare nella città vecchia per una breve passeggiata.
Albergo
Lhasa
Ristorante
Lhasa
The Himalaya Hotel
Tel. 6322293 – 6339174 – 6321111
Fax. (86 891) 6332675
New Mandala Restaurant
86-0891-6342235
Vicinanze Tempio di Jokhang
Buono
Buono
41 RMB/pax
Partenza alle 8,40 x il Potala [imperdibile ma…] purtroppo le visite non possono durare più di un’ora (controlli rigidi pena una multa alla guida cinese) quindi lo si visita si svolge molto di corsa ovvero si vede poco e di fretta. Alle 10,30 siamo fuori e visitiamo i giardini sottostanti. Risaliti sul pullman ci facciamo lasciare in centro x una visita alla città vecchia, appuntamento alle 14,30 per la visita del monastero di Drepong [imperdibile]. Proseguiamo a piedi per Nepang 20’ dove si può solo visitare la sala principale, alle 18 siamo in albergo cena nella parte vecchia della città.
Ristorante
Lhasa
House of Shambhala
86-891 632 6533
No.7 Jiri Erxiang 8
Vicinanze Tempio di Jokhang
Ottimo
Partiamo alle 9 x Pabonka che raggiungiamo in 10’ il monastero è molto bello alle 11,45 risaliamo sul bus x proseguire x Trascicili 20’ anche questo monastero è molto bello, dopo un pranzo veloce partiamo x la camminata dopo un tratto in salita arriviamo ad una casetta dove abita una monaca eremita, ridiscesi un tratto proseguiamo a mezza costa fino a scendere a Sera 3,30’ qui troviamo ad attenderci il bus x tornare in albergo. Cena al New Mandala [buono]. Per il trek decidiamo di comprare dei bidoni in plastica per il nostro bagaglio 40 RMB*.
* Nota: consiglio caldamente questa soluzione perché ermetici, pratici e molto robusti visto che vengono caricati a dorso di Yak e spesso raschino contro i rovi e/o le pareti di roccia. I bagagli anche se protetti da una sacca rischierebbero di essere rovinati e la pioggia potrebbe irrimediabilmente rovinare i cambi ed i sacchi a pelo.
Partenza alle 9,30 x il monastero di Gandeng 1,30’ la strada è asfaltata è l’ultimo tratto sale a tornanti con una bellissima vista sulla pianura e sul monastero. Lasciamo il grosso dei bagagli sul bus che ritroveremo alla fine del trek, mentre i bidoni con l’occorrente x il trek (biancheria, sacchi a pelo ed effetti personali) li troveremo al camp. Mentre visitiamo il monastero abbiamo la fortuna di assistere alle interrogazioni dei monaci. Pranzo vicino al monastero ed alle 14 iniziamo il trek x Tashi il sentiero sale dolcemente x poi scendere nel vallone di dx dall’alto avvistiamo il nostro campo con le nostre tende gialle già montate, alle 17,30 siamo al camp, 4160mt. Le tende sono tutte nuove e insieme troviamo i nostri bidoni. La temperatura è gradevole cena a base di verdure e riso.
Aspettiamo gli yak che sono un po’ in ritardo ma alle 10 partiamo. Oltre agli yak abbiamo affittato un cavallo come “ambulanza” [sconsigliatissimo]. Percorriamo il vallone sulla dx del fiume con salita impegnativa lungo il sentiero visitiamo anche un accampamento di nomadi dove lasciamo dei regalini e proseguiamo la salita che diventa sempre più impegnativa, nel mentre inizia anche a grandinare. Alle 14,30 arriviamo al camp e x fortuna esce anche un bel sole, montate le tende pranziamo, pomeriggio di riposo. Cena ottima.
Questa mattina troviamo le tende gelate dopo averle asciugate al sole e fatto colazione alle 9,30 partiamo, percorriamo 250mt di dislivello fino al passo Shukan La (5250 mt), proseguiamo a mezza costa in una pietraia fino a scendere a valle dove guadiamo il fiume chi a cavallo e chi a piedi (acqua gelida e pietre viscide). Dopo breve sosta nel mentre ci raggiungono gli yak, proseguiamo fino al lago dove ci fermiamo x pranzare, proseguiamo nella vallata di dx e in 40’ siamo al camp 5125 mt. Montate le tende pomeriggio di relax, cena a base di pasta, ottima. Nella notte pioggia e grandine.
Partenza alle 9,30 fa freddo, in 40’ siamo al passo Chitu La (5100 mt) sotto di noi vediamo il lago che costeggeremo x poi continuare a scendere. Il paesaggio cambia, da detritico iniziamo a vedere i primi alberi, facciamo pranzo in una tenda di nomadi perchè inizia a piovere. Attraversiamo 3 ponti di rami e tronchi dopo 5 ore di cammino arriviamo finalmente al camp dove montiamo le tende, sempre sotto la pioggia (4280 mt) Cena ottima, notte sotto la pioggia.
Prima di partire asciughiamo alla bene meglio le tende e dopo un paio di ore di cammino raggiungiamo il villaggio di Nyangpo dove abbiamo appuntamento con il trattore che ci condurrà a Samye. Con il gruppo decidiamo di caricare solo i bagagli e di proseguire a piedi, ormai il sentiero è diventato una strada bianca, arrivati a Samye montiamo le tende nei bellissimi prati appena fuori il monastero. Dopo pranzo e un po’ di riposo andiamo a visitare il monastero ed abbiamo la fortuna di visitare anche gli alloggi dei monaci in quanto uno di questi è il fratello della nostra guida. Ottima cena. 3900 mt.
Dopo colazione carichiamo i bagagli sulle jeep salutiamo i cuochi che ci hanno accompagnato in questo trek e partiamo per l’aeroporto, salutiamo Peldon e senza intoppi ci imbarchiamo arriviamo a Ktm in orario e ad attenderci troviamo un bus che ci porta in albergo sulla strada ci fermiamo agli uffici della compagnia aerea dove ci dicono che tutti i voli sono stati cancellati e che non sanno quando potremmo partire, a terra ci sono oltre 800 persone che aumentano di giorno in giorno. Da qui inizia la mia odissea trascorsa negli uffici della compagnia aerea mentre il gruppo sfrutta le giornate visitando la magnifica KTM.
Il 29 agosto riusciamo a partire!
Albergo
KTM
Buono.
Messo a disposizione gratuitamente dalla Royal Nepal