Il ruolo degli infermieri 100 anni dopo
All’inizio del 2020 ho iniziato una collaborazione con l’Associazione Nazionale Infermieri in Neuroscienze come illustratrice. L’associazione gestisce una rivista trimestrale di infermieristica per la quale dovrò produrre quattro illustrazioni nell’arco dell’anno. La figura sulla quale si sviluppano tutti gli argomenti di quest’anno è Florence Nightingale (Firenze, 1820 – Londra, 1910). Quando ho iniziato a documentarmi sul personaggio, ai primi di dicembre, non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte ad una figura così contemporanea per il periodo che stiamo vivendo.
Florence è considerata la fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna, in quanto fu la prima ad applicare il metodo scientifico attraverso l'utilizzo della statistica. Prima di lei la professione infermieristica era piuttosto mal considerata. L’importanza della professione di infermiere e medico era ignorata prima dell’emergenza covid-19 e riscoperta durante la pandemia. Sono state proposte diverse iniziative per ringraziare il personale sanitario di tutto il lavoro svolto. Dalle aste, alle donazioni agli ospedali. Improvvisamente il mondo si è reso conto dell’importanza della salute e del valore del personale sanitario.
Sotto la guida di Florence venne introdotta la raccolta di dati per ottenere delle statistiche sui tassi di mortalità e sulle cause dei decessi. Grazie ai suoi interventi ci si rese conto -ad esempio- che la maggior parte dei decessi al fronte non dipendeva dallo scontro diretto in battaglia, ma dalle condizioni igieniche-sanitarie degli ospedali. Il mio pensiero è corso quasi immediatamente all’ossessivo bisogno, in quarantena, di consultare continuamente le statistiche di contagiati, decessi e guariti, cercando in qualche modo una consolazione o una vaga speranza di miglioramento. Nonostante l’evidente importanza della statistica, dei numeri, per arginare contagi, fosse nota già cent’anni fa, ancora oggi facciamo fatica a produrre dei dati attendibili (es. l’impossibilità di fare tamponi) per correre ai ripari e arginare la situazione.
Una delle questioni che più mi ha toccata della vita di Florence era il prendersi cura dei malati anche in punto di morte. Venne definita la “signora con la lanterna” dato che di notte si avvicinava ai malati suggerendo parole di conforto o pregando con loro. Allo stesso tempo si prese cura di scrivere delle lettere ai famigliari dei defunti fingendosi loro e porgere gli ultimi saluti ai cari. Allo stesso modo oggi gli infermieri con l’aiuto di smartphone e tablet sono il tramite attraverso il quale le famiglie possono sentirsi più vicini ai propri cari nei momenti di difficoltà.