Data pubblicazione: 5-dic-2011 12.23.05
Vi proponiamo l'intervista di NIcola Critico a Vincenzo Della Corte sanpietrino "doc" in cerca di successo nel mondo dello spettacolo. Con l'augurio che si possano realizzare tutti i suoi desideri.
Vincenzo Della Corte, un nome che fino a qualche anno fa era ricordato per le sue performances da campione sul ring, visto i titoli vinti, una rivista dedicata alle arti marziali lo definì addirittura “King of the Ring”, poi dopo l’ingresso nei professionisti è uscito da scena e rientrato qualche anno dopo sotto altre vesti.
Adesso, infatti, il suo nome è legato al mondo dello spettacolo e non più a quello agonistico-sportivo.
-Come mai il cambiamento e cosa le da questa sua nuova passione?
Ho lasciato le arti marziali ma non lo sport giacché mi alleno come pugile alla “Picardi Boxe” di Casoria. In effetti, già quando iniziai a praticare le arti marziali, lo feci con lo scopo e con il sogno di diventare il “Bruce Lee italiano”, perché sempre stato amante di cinema e tv (l’amore per il teatro è nato dopo N.d.R.). Ciò ha amplificato in me, se non valorizzato ulteriormente la voglia di esprimermi e trasmettere, il che spazia da un ruolo divertente o duro che sia, in un film a una semplice e intensa poesia fino ad arrivare a un impegnativo ruolo teatrale. Il tutto è traducibile in una sola parola: emozioni! Lo spettacolo e l’arte in genere mi regalano intense emozioni.
-So che a livello artistico sta sommando una serie di esperienze significative sia teatrali sia cinematografiche.
-Si, e questa è una cosa che mi gratifica perché mi dona ancora più sicurezza. Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare con gente nota e meno nota nel teatro come nella televisione e nel cinema che mi hanno insegnato tantissimo. Oggi mi ritrovo a collaborare con attori professionisti e di non sentirmi più uno gnomo a fianco di giganti, ciononostante sono consapevole e disposto a imparare ancora dai grandi maestri.
- In che lavori è impegnato nell’ultimo periodo?
- Ultimamente nella mia vita artistica il teatro ne fa da padrone; sarò, infatti, impegnato in “Dai vicoli al palcoscenico” di e con Vincenzo Merolla il 14 e 15 gennaio, “La sera della prima” di J. Cassavetes con la regia di Ferdinando Smaldone, l’11 e il 12 febbraio, entrambe gli spettacoli andranno in scena al teatro Rostocco di Acerra. Solo tre pose nel film di Fabio Ferrara: “Nuovo Ordine Mondiale” con Enzo Iacchetti, Andrea Roncato, Stefania Orlando e Alessandro Haber, in uscita a marzo 2012 nei cinema, a maggio poi torno in teatro (il San Carluccio di Napoli) in “Notturno di donna con ospiti” di Annibale Ruccello con la regia di Lucio Piezzo, a ottobre poi sarò in scena al teatro Totò di Napoli in “Il fiore nascosto e la lumaca sul cappotto” di e con Ottavio Buonomo. Dulcis in fundo ho messo su un duo di cabaret con Quintilio Illiano e ci chiamiamo “I NO NO IDEA”, per ora siamo in fase di scrittura ma ci stiamo già presentando a diversi provini e partecipando a diverse serate.
- Guardando alcune sue foto; scatti fatti di spettacoli di cabaret, teatro, back stage cinematografici... mi verrebbe da chiederle se le è mai piaciuta la tv giacché ha un viso molto particolare.
- Ho iniziato con la televisione nel 2005, anno che mi ha visto in due pose in “Un posto al sole” e qualcun’in più in “La Squadra” in onda su Rai Tre, nella prima ero un “fan maniaco” nella seconda “il meccanico della squadra di polizia”. Un paio di anni fa invece ero spesso sulle reti locali per promozionare un lavoro uscito al cinema nel quale fui registrato al ministero dei beni culturali come attore e casting director. In ogni caso mi piacerebbe fare televisione sia da attore in fiction sia come cabarettista in qualche varietà.
-Come sì vedrebbe in un reality? Nel senso come sì troverebbe nei panni di un giovane emergente alla ricerca di popolarità all’interno di una casa con tante persone e modi di vita diversi? Si troverebbe a disagio?
- Forse uno che vuole fare l’attore non dovrebbe puntare a certi programmi, rischierebbe di essere “ghettizzato” o “etichettato”, ma penso anche che se li sappia usare da scorciatoia possono essere ben utili, poi da perfetto narcisista direi che la cosa non mi dispiacerebbe. Una delle mie doti e compagne di vita sono la tenacia e la coerenza, sono una persona ricca di obiettivi e so anche riconoscere i miei limiti, però provare il nuovo mi alletta. In quanto alla convivenza, e a un eventuale disagio, considerando che nel mio percorso di vita c’è anche l’animazione nei villaggi e lì la convivenza con gente che non conosci è alla base, e quindi non mi recherebbe alcun disagio, la mia versatilità, quindi mi porterebbe a una buona convivenza con tutti e la mia solarità mi permetterebbe di arrivare al pubblico nel migliore dei modi. Se mi permette, poi, la competizione e la voglia di farcela sono elementi che mi trascino dallo sport... quindi non mi dispiacerebbe giocare fino in fondo!
-Ascoltando le Sue risposte, riesco a decifrare la voglia d’intraprendenza che esiste in lei...
-Non sì sbaglia! Amo questo mondo e difficilmente potrei rinunciarvi, adoro il teatro quanto il cinema, molto diversi tra loro ma forse anche l'uno propedeutico per l'altro. Un buon e bravo attore lo sì percepisce subito e dovunque... ed io agli applausi ci tengo (anche quelli ricevuti dal palco dei villaggi N.d.R.)... anche se detto tra noi il contatto diretto con il pubblico è molto più emozionante.
-Provi a immaginare Vincenzo Della Corte fuori dalle pareti artistiche... chi e cosa sarebbe?
-Facile! Sarebbe sicuramente un simpatico trentenne con la faccia da cattivo intento a inseguire un’altra delle sue passioni e vale a dire l’arte culinaria, quindi Vincenzo Della Corte sarebbe un grande chef.
- La passione x la cucina è di molti artisti sa?
La cucina è un’arte ecco perché molti artisti amano cucinare o forse dovrei dire Gli Artisti, ma rischierei di cadere nella presunzione, comunque, morale della favola: Vincenzo Della Corte non sa vedersi lontano dall’Arte.
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Vincenzo Della Corte nasce a Napoli il 06/06/1981. Le sue capacità atletiche e fisiche gli permettono di raggiungere alti livelli agonistici di kick boxing e di partecipare a diverse gare a livello nazionale e internazionale.Cintura nera di kick boxing, nel 1999 vincitore del titolo italiano alla “Fiera del Fitness” di Rimini, giunto secondo al titolo mondiale, vincitore del premio come miglior atleta campano e tra i migliori sei italiani dell’anno rappresentando la federazione FE.NA.SCO.Per questioni lavorative si trasferisce a Pavia e si avvicina al mondo dello spettacolo. A Milano segue il suo primo corso d’introduzione alla TV scoprendo la sua passione e talento.