L’affascinante viaggio degli studenti della classi prime, tra le meraviglie del MuSaBa di Mammola e i boschi secolari della Sila
Calabria, una fantastica avventura tra arte e natura
di Katia Bernadette Tuminski
Lo scorso 14 maggio siamo partiti alle 7:00 da piazza Stazione per un viaggio che non scorderemo mai: la gita in Calabria. Dopo aver visto dai finestrini l’incantevole paesaggio calabrese, siamo arrivati alla prima tappa, il parco MuSaBa, decorato interamente dall’artista Nick Spatari, meravigliosi mosaici caratterizzati da un forte contrasto di colori tra lo sfondo e le immagini, quasi tutti con un significato spirituale. Altre opere, invece, erano esposte nella chiesa di Santa Barbara.
Una volta tornati sull’autobus ci siamo diretti in un piccolo parco per ricaricarci con il nostro pranzo al sacco. Successivamente, siamo partiti alla volta di Camigliatello, dove abbiamo sistemato i bagagli e visitato il paese. Una volta rientrati, ci siamo preparati per la cena e per l’ animazione serale, infine abbiamo pernottato nelle nostre camere.
Incantati dai Giganti della Sila e dai Bronzi di Riace
La sfida dei percorsi «sospesi» nel Parco Avventura di Lorica ha entusiasmato i ragazzi
La seconda giornata ha avuto come protagonisti l’avventura e la natura della Sila.
Dopo colazione, ci siamo infatti trasferiti al Parco Avventura di Lorica dove, messe le imbracature, tra paura e felicità ci siamo gettati in un esperienza indimenticabile, attraverso percorsi «sospesi» durante i quali ci siamo divertiti così tanto da volerci tornare.
Arrivati in hotel, affamati ma felici dell'avventura passata durante la mattina, abbiamo divorato il pranzo e ci siamo diretti ai Giganti della Sila, dove ci siamo immersi nella natura e, tra alberi e un paesaggio meraviglioso, abbiamo osservato la maestosità di pini larici di 400 anni. Nemmeno la pioggia è riuscita a fermarci nel nostro obiettivo.
L’ultimo giorno siamo partiti molto più presto per andare visitare il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove ci siamo meravigliati nel vedere la grandezza dei Bronzi di Riace.
Contenti, ma tristi che percorso stava per finire, siamo andati a pranzare in un ristorante dove il menù era delizioso. Infine, con l’autobus ci siamo diretti a Torregrotta dove abbiamo riabbracciato i nostri genitori e abbiamo iniziato raccontare quello che questa gita ci ha insegnato.