A tu per tu con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dialogo «a cuore aperto» con i giovani cronisti di Scarabocchio
Stello Vadalà, una
vita per i giovani
Antonio Duca Dirigente Vadalà, le oggi è capo di tutte le scuole della provincia di Messina. Una lunga carriera che è iniziata come insegnante. Com’è nata la sua passione per la scuola?
Ho deciso di fare il professore a 12 anni, grossomodo la vostra età. A quei tempi era un po' più semplice trovare in posto di valoro e io ne ho rifiutati tanti perché volevo fare proprio il professore. Pensate che mio padre era avvocato e desiderava che anch’io facessi l’avvocato. Il cuore mi ha portato, dopo il diploma, a scegliere una facoltà che avesse come unico sbocco professionale quello dell’insegnamento.
Ho deciso di fare il professore da giovanissimo, con grande convinzione. Da li è cominciata la mia passione ulteriore per il mondo della scuola, tanti corsi di formazione e aggiornamento, sono passato a fare il vicepreside, poi ho fatto il preside per parecchio tempo e oggi sono provveditore. Secondo me è una normalissima carriera che ha portato avanti chi ancora crede nella scuola e che ritiene la formazione uno dei momenti principali della vita di un uomo.
Melania Pinizzotto Come è cambiata la scuola in questi 40 anni in cui lei ci opera, con ruoli diversi?
La scuola va di pari passo con la società, una scuola statica non è una scuola che resta al passo con i tempi. La scuola si è sempre più evoluta: nelle programmazioni, nella normativa, si è cercato il più possibile di elasticizzare il rapporto degli studenti con la scuola. La cosa più importante però è che gli studenti – sicuramente più al passo con la tecnologia – sono quelli di ieri. Io non trovo tanta differenza. Da vari decenni non entro più in aula, non sono più professore, però vi dico che nel mio rapporto con gli studenti che anche da provveditore cerco di mantenere, vedo che i ragazzi non sono cambiati, né nel modo di fare, né nel loro rapporto con la scuola. Certo, poi ci sono delle eccezioni, ed è proprio su quelle che la scuola deve lavorare.
Sogno da bambino
«Ho deciso di fare il professore a 12 anni»
Giorgio Cannistrà Da quasi due anni è passato dal ruolo di preside, a quello di dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Messina. Come ha vissuto questo passaggio?
Per me è stato un passaggio quasi naturale, perché credo che fossilizzarsi in un momento professionale sia un fatto assolutamente negativo. Cambiare per me è sempre stato utile e un’opportunità per un’ulteriore crescita. Per me è stato un passaggio quasi completamente indolore, perché conoscevo la prassi amministrativa e non nascondo che questa nuova esperienza mi rende particolarmente felice perché posso mettere la mia esperienza a disposizione anche degli altri colleghi.
Claudia Saglimbeni Quanto le manca il contatto quotidiano con gli alunni, la possibilità di incidere sul loro percorso di crescita?
Certo, è una cosa che mi manca, però da questo punto di osservazione ho una maggiore possibilità di incidenza, perché una cosa che caratterizza il mio lavoro è un quotidiano dialogo con i dirigenti scolastici e con i professori, quindi, anche se non sono direttamente in aula, dico con molta sincerità che seguo la vostra evoluzione e la vostra formazione.
Davide Pinizzotto Come sta la scuola di Messina? Quali sono i punti di forza e quelli, secondo lei, su cui si deve migliorare?
È da circa due anni che dico che la scuola di Messina sta veramente bene. Sapete perché? Perché abbiamo personale di grandissimo spessore, non a caso le nostre scuole riescono a sfornare ogni anno alunni che poi riescono a lasciare, in qualche maniera, la loro impronta. E questo è un fatto molto importante. Certo, non possiamo negare che esistano dei momenti di criticità, legati soprattutto all’edilizia scolastica. Io sognerei, per tutti i miei ragazzi, dei luoghi che loro possano frequentare il più possibile accoglienti. Non sempre è così, perché abbiamo delle strutture vecchie, che dovrebbero essere rinnovate e messe nelle condizioni di accogliere con serenità gli alunni. Devo dire però che le amministrazioni comunali, da quella di Messina, di Torregrotta e tanti altri comuni della provincia stanno cercando di fare il possibile. Dal mio punto di osservazione mi rendo conto che sono tantissime le scuole su cui si sta lavorando. Certo, non è un discorso semplice e di rapida soluzione, ma il lavoro che si sta facendo lo vedremo a lungo termine e certamente permetterà ai ragazzi di lavorare con molta serenità.
Sophia Giordano Nella sua vita lei ha fatto anche il giornalista. Ci vuole parlare di questa sua esperienza e, magari, dare qualche consiglio a noi che ci stiamo avvicinando al mondo dell’informazione?
Faccio il giornalista da 40 anni e non ti nascondo che non è semplice come professione, che in tanti anni si è molto rinnovata.
Oggi abbiamo giornalisti che non hanno più a che fare con la semplice carta stampata, ma la gran parte lavora online, e molti lavorano da remoto. Questo ha cambiato molto la professione.
Non voglio darvi dei consigli veri e propri perché penso di non essere la persona più adatta, però credo che il lavoro di giornalista si basi essenzialmente sulla verità e sulla capacità di restare completamente neutri in quello che si racconta agli altri, perché l’interpretazione dev’essere di chi legge, non certamente di chi scrive. Altrimenti diamo delle impostazioni che sono soltanto nostre, e questo non è giornalismo.
Ilaria Totaro Lei per tanti anni ha diretto un grande istituto superiore come il Majorana di Milazzo. Noi usciremo dalla scuola media a 13/14 anni. Secondo lei è un’età giusta, matura, per scegliere consapevolmente un nuovo percorso di studi?
In realtà la scelta che si fa a 13/14 anni, usciti dalla scuola media, non è mai una scelta definitiva. Mi spiace che questo non venga espressamente detto ai nostri ragazzi. Il biennio di tutte le scuole, tranne la disciplina propedeutica all’indirizzo di studi specifico, è equivalente. Quindi non è difficile il passaggio da un indirizzo a un altro, da una scuola a un’altra. Frequentare i primi due anni significa rendersi conto della scelta che è stata fatta ed eventualmente poterla cambiare. È necessario che le scuole abbiano la capacità di fare un buon orientamento, e ri-orientamento, perché chi si iscrive in una scuola non necessariamente deve concludere lì.
Sul Giornalismo
«Deve basarsi su verità e neutralità»
Quale superiore?
«La scelta non è mai definitiva. Nel biennio ci sarà tempo per capire l'indirizzo giusto»
Intelligenza Artificiale, Vadalà esprime un sì condizionato: «Bisogna saperla ben utilizzare e valutare. L’IA ha i suoi limiti».
La scuola del futuro?
«La disegnerete voi»
Pierangela Celi La sua posizione sull’Intelligenza artificiale? Io ho un caro collega Dirigente Scolastico che è un grande assertore dell’importanza dell’Intelligenza Artificiale, e non nascondo che anch’io, avendo diretto per tanti anni un istituto tecnico, ritengo che sia un momento di ulteriore sviluppo della tecnologia. Però bisogna saperla ben utilizzare e valutare: anche l’Intelligenza Artificiale ha i suoi limiti.
Giuseppe Cantarella Come vede la scuola del futuro?
La scuola del futuro sarà quella che riuscirete a disegnare voi. La scuola la fanno e la immaginano i ragazzi. Noi dirigenti, noi professori possiamo fare ben poco. Noi accompagniamo la vostra evoluzione. Sarebbe gravissimo se fossimo noi a impostare quello che dovrebbe essere il vostro futuro. Questo lo immaginate voi e la scuola sarà quello che riuscirete a immaginare e a costruire.
La scuola che abbiamo oggi l’abbiamo costruita noi: è buona? È bella? È sbagliata? Non lo so, però è quella che abbiamo costruito noi quando l’abbiamo frequentata.
Rachele Micale Dirigente Vadalà, ha un sogno nel cassetto?
Deciderò quando diventerò più grande. Scherzi a parte, il mio sogno nel cassetto è vedere e vivere una scuola, magari mentre sono ancora in servizio, come l’ho immaginata e sognata. Devo dire la verità: molte delle cose che avrei voluto fossero date alla scuola e che la scuola riuscisse a fare sono state concretizzate. Mi auguro che il futuro ci porti una scuola ancora migliore.