«Abbiamo ripristinato
il primato della politica»
Pietro Gonzalez Buongiorno signor Sindaco e bentornato nella nostra scuola. Come nostro costume, iniziamo la nostra intervista con una sua breve presentazione: chi è Nino Caselli?
È un uomo che ama visceralmente questo paese, che ha avuto la fortuna di svolgere la sua professione fra la gente e di fare quello che voleva fare: il medico di famiglia nel suo paese. La gente mi ha anche voluto come suo rappresentante, sono gratificato della loro fiducia e in virtù di questa, cercherò sempre di fare del mio meglio per onorarla.
Francesco Cantarella Cosa l’ha spinta ad avvicinarsi alla politica?
Mi ha spinto il fatto di essere a contatto con la gente. Io faccio una professione che mi mette di fronte a problematiche non solo di salute, ma anche con tanti tipi di difficoltà che attanagliano il vivere civile di una società. A volte si sta male anche per un fattore psicologico, per il trovarsi male nel proprio paese. Ovviamente nessuno ha la bacchetta magica per essere la panacea di tutti i mali, ma è pur vero che, nel momento in cui ci si rende conto che si può essere utili anche in un'altra maniera, assicurando una migliore vivibilità alle nuove generazioni, agli anziani, è ovvio che questo, insieme alla stima delle persone che, apprezzandoti già come professionista, si rivolgono a te come a dire: “veda lei, faccia lei qualcosa”, ti spinge a fare di più.
Da lì viene l’impegno della politica.
Rachele Micale Lei è sindaco dall’ottobre 2021, ma in passato aveva già svolto il ruolo di primo cittadino: dal 1997 al 2000, dal 2006 al 2016: come è cambiata Torregrotta nell’arco di questi trent’anni?
La società cambia anche con il cambiare delle generazioni, con nuovi approcci, per esempio, nel fare scuola. Ho visto le cose che fate e su questo abbiamo dato anche noi un contributo al cambiamento. Ovviamente, tutto deve avere dei periodi di giusta gestazione. Noi abbiamo fatti sì che in questi anni in cui abbiamo amministrato abbiamo delle novità da offrire a questa nostra società che cresce: la scuola a Scala, la Tensostruttura accanto alla scuola, un parco giochi a Scala, inaugurato da poco, che è un fiore all’occhiello. Il paese sta crescendo sempre più e anche questo è un problema, perché molta gente si riversa a Torregrotta che è un paese già fatto come strutture, ma fatto malamente, perché è cresciuto disordinatamente: non c’era programmazione, non c’era un Piano regolatore e soprattutto c’erano politici che si alternavano e non davano continuità all’azione amministrativa. Ad affermare il primato della politica è stata propria la mia amministrazione. Cosa intendo per primato della politica? La politica dev’essere rappresentata da quegli elementi che il popolo sceglie, ma all’epoca i sindaci non rimanevano in carica molto tempo. Questo favoriva la parte burocratica del comune (che non era eletta ndr), gli uffici, ed erano loro a comandare a discapito di chi veniva eletto dal popolo. Bisognava ripristinare a ogni costo questo primato della politica e far capire che, colui che viene eletto ha il diritto a governare. Poi sarà giudicato dai cittadini se avrà fatto bene o avrà fatto male: se farà male sarà mandato a casa, se farà bene sarà confermato. Ma è fondamentale che la volontà dell’elettorato non venga tradita. Questo non è successo per tanti anni e i danni fatti in quel periodo di disordine pesano sulle generazioni. Io ho cercato un po' di limitare i danni, cercando di allontanare quelle persone che avevano creato danni e ripristinare un nuovo corso. Non è stato facile, perché si doveva lottare con tante persone, anche con quelle che difendevano chi male aveva operato.
Melania Pinizzotto C’è qualcosa che avrebbe voluto realizzare per la comunità e non è ancora riuscito a fare?
Quello che abbiamo in programma lo stiamo attuando, altre cose è possibile che alla fine di un mandato non si riescano a fare. Però a me interessa registrare, alla fine, la stima dei miei cittadini, guardarli negli occhi e vedere che si sentono rappresentati da me e dai miei collaboratori nel miglior modo possibile. Sul nostro programma faremo i conti alla fine dei cinque anni, nel frattempo stiamo operando affinché possiamo dare le migliori risposte alle promesse che abbiamo fatto in campagna elettorale.
Giovani, il Comune ha il dovere di creare gli spazi di aggregazione
Sophia Giordano Lei nella vita è un brillante medico, apprezzato e stimato. Com’è nata questa passione?
Chi ha da fare con il prossimo deve, ovviamente, metterci il cuore. Io volevo fare il medico e mi ritengo un uomo fortunato, in quanto ho fatto nella vita quello che volevo fare. Quando ci riesci il lavoro non ti pesa, perché parti la mattina motivato. Il medico è un lavoro particolare, equivale a una missione, come l’insegnante. È un lavoro che devi amare perché ti porta ad avere un contatto quotidiano con la gente, che ami doppiamente, sia perché ti ha gratificato scegliendoti come medico, come primo tutore della salute della famiglia. Il medico di famiglia tratta le difficoltà dell’organismo ma anche i problemi personali (nella massima riservatezza del segreto professionale, perché prestiamo fede a un giuramento). I mestieri riescono bene quando si fanno passione. Siccome io volevo da sempre fare il medico e sono stato gratificato dalla mia gente che mi ha scelto e dato fiducia, è ovvio che non mi pesa assolutamente e credo, a giudicare dai risultati, di farlo bene.
Antonio Duca È più gratificante fare il medico o il sindaco?
Sono due cose che quasi i equivalgono soprattutto per quanto riguarda il contatto con la gente. Sono problematiche diverse che tratti alle quali deve sempre rispondere. Alla fine forse il medico, che ti ha gratificato per quello che hai saputo fare nella vita, per quello che hai dato alla tua famiglia. La politica è un di più che la vita ti porta ad avere come ruolo, perché sono stati, appunto, gli eventi e perché una volta che ci sei dentro, non ne puoi fare a meno.
Anche se stai sempre sulla corda, si lavora freneticamente, alla fine il contatto e l’affetto della gente ti ripaga sempre. Se questo ritmo frenetico finisse, mi mancherebbe.
Medico e Sindaco
«Devi sempre dare risposte ai problemi della comunità»
Daniele Oteri Parliamo quindi di ambiente: il comune di Torregrotta a che punto è rispetto agli obiettivi di Agenda 2030?
Stiamo lavorando seguendo le varie direttive nazionali ed europee per ottimizzare la vivibilità del nostro centro dal punto di vista ambientale. Un primo esempio è la scuola di Scala: lì sono state osservate tutte le norme per avere un basso impatto ambientale, con il riciclo dell’acqua piovana, l’alimentazione elettrica con i pannelli solari e rappresenta tutti i canoni della modernizzazione in tal senso.
Gabriel De Gaetano Quali sono le iniziative che il comune di Torregrotta intende prendere per i giovani?
Assicurandovi adeguati spazi dove poter andare a giocare, dove fare aggregazione, anche al chiuso. A breve consegneremo alla città una Tensostruttura che sarà a disposizione soprattutto di una larga fascia della cittadinanza, come società sportive e da altre realtà che favoriscono l’aggregazione dei giovani. Quello che intendiamo proporre è la realizzazione di strutture, a partire dalla tensostruttura che sta per essere data a voi. Che ha una fondamentale importanza. Capisco che è da molto che se ne parla, ma niente nasce da niente. Questa struttura, spesso al centro di critiche in questi anni, nasce da un finanziamento della Regione, cui si aggiunge una quota finanziata dal Comune che è poco rispetto al valore della struttura. C’è stato un sindaco che, se permettete, sono stato io, che ha portato i soldi per fare questa struttura e quindi tra poco ci sarà la possibilità di poterla usare. Ma tutte le iniziative che prevedono un coinvolgimento dei giovani, anche su proposta della scuola, noi le prendiamo in considerazione. Noi abbiamo il dovere di fornirvi i luoghi e attrezzare le aree aperte per assicurare il godimento di queste attività.
Il mio sogno? Continuare a lavorare
per il bene di Torregrotta
Davide Pinizzotto Sindaco, per l'anno prossimo ci fa la promessa che finirà il progetto della palla geodetica?
La palla geodetica doveva essere pronta all’inizio di settembre per inaugurarla con voi studenti. Ma sapete cosa è successo? Ho fatto un sopralluogo e sono rimasto deluso. Ho visto una struttura nuova che sembrava quasi vecchia. Perché il non uso porta, alle volte, al deterioramento delle cose. Se avessimo inaugurato allora saremmo giustamente stati accusati di aver consegnato una struttura vecchia e in cattive condizioni. E la faccia chi la mette? Il sindaco.
Allora ho dovuto stigmatizzare il comportamento dei miei uffici, della mia parte politica e ricominciare: trovare nuove risorse per sistemare ciò che era deteriorato, attendere i tempi della burocrazia. Io sono sindaco da ottobre 2021, ma per quattro mesi avevo un bilancio non approvato, non potevo spendere nulla. Non cerco alibi, ma ero impossibilitato.
Purtroppo per questa struttura e sul nostro impegno siamo stati derisi e denigrati abbastanza, alcune volte la politica diventa brutta e denigra chi ci mette il cuore. Io accetto il giudizio dei cittadini, ma quello che non accetto è il pregiudizio. Ora, nonostante tutte le difficoltà, siamo pronti inaugurare e lo faremo insieme a voi studenti prima che finisca quest’anno scolastico.
Pierangela Celi Sindaco, ha un sogno nel cassetto?
I sogni fanno parte della nostra vita e non si abbandonano mai, ma devono essere sempre coltivati per che ti danno la spinta a fare ancora meglio. Io mi ritengo fortunato per avere avuto la possibilità di realizzare tanti sogni, essere per tanti anni il punto di riferimento della propria comunità è una grande soddisfazione. Non nascondo che il mio sogno è di continuare, fin quando mi verrò data la possibilità, a lavorare per il bene della mia comunità.