Gli studenti della 1^ Secondaria scoprono le meraviglie di Agrigento, scrigno di cultura, dalla Magna Grecia a Luigi Pirandello
Nel cuore della Sicilia, culla di civiltà: «Così è, se vi pare»
Il 20 e 21 aprile scorsi noi studenti delle classi prime della Secondaria siamo stati in viaggio d’istruzione in luoghi straordinari per storia, arte e cultura: Agrigento e Favara. Partiti presto da Torregrotta, siamo giunti a metà mattinata ad Agrigento e subito siamo entrati nella «storia» e nella «bellezza» della Magna Grecia, la culla della nostra civiltà.
Il parco archeologico, con la sua «Valle dei Templi», ci ha fatto toccare con mano quello che avevamo solo visto sui libri di storia: il meraviglioso Tempio della Corncordia, conservato in maniera perfetta, il Tempio di Giunone, quello di Ercole e dei Dioscuri, la statua di Icaro, le Necropoli Paleocristiana e Giambertoni.
È stato come entrare nella macchina del tempo e respirare l’aria degli dei dell’Olimpo. Un’esperienza che ci ha lasciato senza fiato e... tanta fame, che abbiamo saziato con un ottimo pranzo all’Hotel «Tre Torri».
Sophia Giordano
Antonio Duca
Rapiti dai «Turchi» e dall’incanto della Valle dei Templi
E poi... «Caos», con un’intensa visita nella casa-museo del grande scrittore di «Girgenti»
Nel pomeriggio del 20 aprile il nostro viaggio ha toccato altre due tappe importanti. La prima è stata la splendida «Scala dei Turchi», la caratteristica costa rocciosa di Realmonte con dolci pareti di colore bianco splendente, disegnate dalle onde del mare. Una vera meraviglia. Dopo questa escursione nelle bellezze naturali, il nostro itinerario ci ha portato dentro un’altra bellezza, stavolta culturale: la casa-museo dello scrittore e drammaturgo siciliano Luigi Pirandello, uno dei massimi rappresentanti della Letteratura Italiana, autore di capolavori come «Il fu Mattia Pascal», «Uno, nessuno e centomila», «Così è, se vi pare» e vincitore del premio Nobel nel 1934. La casa, in cui Pirandello è nato, si trova in una contrada chiamata «Caos», e al suo interno abbiamo potuto ammirare oggetti personali, fotografie, premi, recensioni, lettere, manoscritti e prime edizioni di libri con dediche autografe, locandine delle sue opere più famose e il vaso greco servito per portare le sue ceneri a Agrigento.
Pietro Gonzales
Melania Pinizzotto
Tappa a Favara, sede dell’innovativo progetto Farm Cultural Park e visita al Museo Archeologico Regionale «Pietro Griffo» di Agrigento
Un meraviglioso viaggio nella creatività, tra passato e futuro
La seconda meta del nostro viaggio d’istruzione è stata Favara, una cittadina che confina con la città di Agrigento, dove ha sede un centro culturale e artistico molto importante: il Farm Cultural Park, che sorge nel cuore del paese, nel Cortile Bentivegna.
Si tratta, ci hanno spiegato, di un’attività culturale e turistica fondata da un notaio e da sua moglie, appassionati d’arte, che vogliono portare avanti un progetto di riqualificazione delle aree brutte della città di Favara, delle case e degli edifici che sono abbandonati e trascurati, recuperandoli
attraverso la creazione di opere d’arte (come i murales che si vedono nelle foto a fianco), la realizzazione di progetti architettonici innovativi e l’allestimento di mostre pittoriche ed eventi culturali. Una guida ci ha accompagnato per tutto il quartiere, spiegandoci il significato delle varie opere d’arte e di recupero già fatte e quelle che si intendono fare, che l’obiettivo è quello di trasformare, con la bellezza dell’arte e della creatività, un paesino trascurato in una vera opera d’arte e diventare, così, anche l’esempio per altre esperienze simili. La chiamano «Rigenerazione urbana».
L’altra importante tappa è stata la visita al Museo Archeologico «Pietro Griffo» di Agrigento. Un enorme contenitore della nostra storia, che custodisce al suo interno più di cinquemila reperti, distribuiti in 18 sale, che parlano delle civiltà che si sono succedute sul territorio agrigentino e siciliano dalla preistoria, passando per i coloni della Magna Grecia che ci hanno lasciato opere incredibili fino ai Romani.
Particolarmente impressionante la statua gigante di Telamone, proveniente dal tempio di Zeus olimpico. Un’opera imponente che, dall’alto dei suoi quasi otto metri, domina tutta la sala 6 «Cavallari».
Infine, un salto al Castello di Chiaramonte, fatto costruire da Federico II di Svevia nel 1280 e che, nella sua lunga storia, è stato utilizzato per diversi scopi.
Adesso però è tardi, il bus ci aspetta: è ora di tornare a casa. Ma queste meraviglie ce le portiamo nel cuore.
Le classi Seconde esplorano Modica, Scicli e Ragusa, sulle orme del celebre Commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri
Benvenuti nella «Vigata» di Montalbano, esplosione di Barocco e Letteratura
Un viaggio fantastico, gustoso, divertente ed emozionante. Per noi studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria è stato scelto un itinerario entusiasmante, nei territori in cui viene girata la celebre fiction Rai «Il Commissario Montalbano», vale a dire: Modica, Scicli e Ragusa.
Dopo una notte di eccitazione e attesa impaziente, finalmente all’alba del 26 aprile ci siamo ritrovati in piazza Graziella Campagna a Scala e, fatto l’appello, siamo finalmente saliti sul pullman e partiti alla volta della prima meta: Modica! Una città bellissima e sfavillante, una bomboniera vista dal punto panoramico «Belvedere» ricca al suo interno di tante espressioni artistiche dello stile barocco.
A cominciare dal Duomo seicentesco, la Chiesa di San Giorgio, che si erge sulla caratteristica scalinata, piena di meravigliose opere d’arte, come il Polittico di Bernardino Nigro che si trova dietro l’altare centrale, fatto da dieci tavole in cui sono raffigurate scene della vita di Gesù. Una bellezza che abbiamo trovato non solo nella chiesa, ma in tutto il centro storico della città di Modica, con case che sono state conservate nella loro originale bellezza e ornate e decorate con quello stile caratteristico che, fino a quel momento, avevamo visto solo sui libri e nei video che ci aveva fatto vedere la nostra prof. di Arte Caterina Barbera.
Visita al Museo del Cioccolato di Modica, al Palazzo Beneventano di Scicli, alle meraviglie di Ragusa e alla casa natale dell’illustre poeta
L’incontro con Salvatore Quasimodo
Nella «Terra impareggiabile» del siciliano, premio Nobel nel 1959
Dall’Arte alla bontà del cioccolato Modicano, che abbiamo potuto apprezzare nella tappa successiva: il Museo del Cioccolato, dove abbiamo potuto vedere una mostra sulla storia del cioccolato, tante statue fatte con il cioccolato e anche una Italia in miniatura, fatta tutta di cioccolato.
Poi il nostro itinerario ci ha portato nella Casa in cui è nato il poeta Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura 1959, sotto la Torre dell'orologio. Una piccola casetta, in cui oltre allo studio con lo scrittorio, la libreria c’era anche una stanza particolare, nella quale si sentiva la voce del poeta che recitava alcune poesie.
Il secondo giorno, il 27 siamo arrivati a Scicli e qui la tappa più bella è stata la visita al Commissariato di Vigata, dentro il palazzo di città, dove abbiamo potuto vedere e toccare l’ufficio del commissario Montalbano. Un’emozione unica. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato al tempo libero, con una bella passeggiata sul lungomare e a buonissimo gelato.
L’ultimo giorno è stato dedicato a un’altra meraviglia: Ragusa Ibla. Anche qui lo stile barocco è dominante e fa splendere tante chiese, come la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Giorgio, il Portale di san Giorgio, ma anche i palazzi (il Palazzo La Rocca,) le case, con i loro caratteristici balconi ornati come opere d’arte.
Molto bella ed emozionante, poi, è stata la scoperta del Castello di Donnafugata, un edificio enorme con le sue 120 stanze e saloni ricchi di stemmi, stucchi, dipinti, armature, specchi, mobili antichi. Sembrava dio essere entrati in un’altra epoca. Anche qui vengono girate delle scene de «Il Commissario Montalbano». Insomma, questo viaggio è stato un film bellissimo.
Le classi Terze della Secondaria vanno in trasferta per quattro giorni nella Sicilia occidentale, tra le province di Trapani e Palermo
«E quindi uscimmo a riveder le stelle»
Prima tappa il Parco Astronomico Gal Hassin di Isnello, nel cuore delle Madonie
Arrivo a Cefalù, passeggiata per il centro storico e visita del Duomo. Nel pomeriggio, tra la bellezza e lo splendore delle Madonie, raggiungiamo Isnello per visitare il parco astronomico “Gal Hassin”. Dopo una breve introduzione alle galassie e al sistema solare ci apprestiamo a osservare il sole con i telescopi. Nel cortile, oltre a respirare aria pulita, è possibile ammirare l’orologio astronomico, i punti cardinali. Infine, all’interno del museo, ci immergiamo nel planetario tridimensionale dove assistiamo ad uno spettacolo notturno costituito da stelle che scendono come tanti fiocchi di neve, da galassie e dalle costellazioni e ad un documentario di cui ricordo una frase molto bella: “La vita è come le stelle, come il firmamento, cogliamo ogni attimo e tutto ciò che la natura ci regala”. Arrivo a Trapani, dopo una breve introduzione da parte della guida sulle origini della città, visitiamo il centro storico e al Duomo dove sono custodite le varette che sfilano in processione il venerdì santo, dalle raffigurazioni molto suggestive e nella navata sinistra è posta la Madonna, un’opera realizzata dal Gagini che è molto simile alla Madonna della Neve che troviamo a Santa Lucia del Mela (Messina). Continuiamo il percorso fino ad arrivare al lungo mare. Visitiamo Marsala nel pomeriggio e passiamo attraverso Porta Garibaldi detta Porta di Mare (11 maggio 1860) che ricorda uno dei momenti iniziali della spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi. Una frase tipica di coloro che passavano per questa porta era: “Dio custodisca la nostra entrata e la nostra uscita”. Un altro luogo suggestivo è il Duomo normanno che è dedicato a Tommaso Becket che si affaccia su piazza della Repubblica e l’adiacente via Giuseppe Garibaldi. Visita al parco Archeologico Regionale Lilibeo-Marsala dove troviamo il relitto della nave affondata durante la prima guerra punica che è stata ricostruita utilizzando gran parte del legno ritrovato e unito con una lavorazione particolare a base di cera. Ancora ritroviamo i resti della città antica con dipinti, statue e piccoli arnesi. Erice Un viaggio straordinario, tra lo splendore della natura dove da una parte i nostri occhi possono vedere il mare con vista spettacolare di Trapani e le isole Egadi e volgendo lo sguardo all’infinito è possibile vedere Favignana, Levanzo e Marettimo. Ci immettiamo da porta Erice per goderci i paesaggi mozzafiato, i dolci, le ceramiche tipiche ed il Centro di ricerca scientifica “Ettore Maiorana”. Saline di Marsala Luogo incantevole dove è possibile vedere le saline dove viene prodotto il sale, mucchi bianchi ovunque e mulini. Visitiamo il mulino Infersa, apprezziamo la bellezza del mare e da lontano vediamo l’isola di Mozia.
Dalla Cattedrale alla Cappella Palatina, passando per i Quattro Canti e Palazzo dei Normanni, con un salto allo storico mercato di Ballarò
Affascinati da Palermo, capitale della cultura e museo a cielo aperto
PALERMO Come veri turisti, con auricolari e radiolina raggiungiamo Porta Nuova che per molti secoli fu il più importante accesso a Palermo. Da qui si estende il Corso Vittorio Emanuele detto Cassaro. Arriviamo alla Cappella Palatina, una basilica in stile siculo-normanno consacrata nel 1140 da Re Ruggero II di Sicilia e sita all’interno di Palazzo dei Normanni. Apprezziamo i mosaici e uscendo non possiamo che notare una carrozza che è stata utilizzata per il film il Gattopardo.
Ed eccoci in Cattedrale, che rappresenta il più importante luogo di culto del palermitano. La Santa Patrona di Palermo è Santa Rosalia, detta “A Santuzza”, che salvò i palermitani dalla peste. All’interno della cattedrale si trova un’urna argentea che custodisce il corpo di Santa Rosalia.
Inoltre visitiamo la tomba di Don Pino Puglisi, un sacerdote che si è dedicato in particolare ai ragazzi del quartiere Brancaccio e ucciso dalla mafia da Cosa Nostra. Ci immettiamo su Corso Vittorio Emanuele dove godiamo della sicilianità tra dolci tipici e carretti pieni di frutta e arriviamo ai Quattro Canti, che costituiscono lo snodo principale del centro storico di Palermo dove sono collocate le sculture di quattro sante: Santa Ninfa, Sant’Agata, Santa Cristina e Santa Oliva.
Infine raggiungiamo Piazza Pretoria, di fronte al Municipio della città di Palermo, detta anche “Piazza della Vergogna” perché intorno sono presenti statue nude.
Questo è un luogo molto visitato e affollato. Il nostro viaggio si conclude con un tour per la città di Palermo dove è stato possibile vedere: Monte Pellegrino, Corso Calatafimi, i giardini inglesi, il palazzo della prefettura, la via Notarbartolo dove è piantato l’albero di Falcone, il teatro Massimo, piazza Politeama, il vecchio porto dove è posto un monumento dedicato ai caduti un po' corroso dagli agenti atmosferici, proprio a simboleggiare quanto la mafia corrode. E non potevano mancare i mercati del Capo e di Ballarò ogni giorno pieni di bancarelle che oltre a vendere il cibo tipico quale panino con panelle e crochette e il caratteristico pane con la milza, sono ricchi di frutta, verdura e pesce. Quattro giorni stupendi, che ci hanno fatto scoprire quante bellezze custodisce la nostra Sicilia e da quanta storia sia stata attraversata. E poi, come abbiamo mangiato bene! Non li dimenticheremo mai.