Il cantautore di Enna che esporta la bellezza della nostra terra in tutto il mondo
Il cantautore di Enna che esporta la bellezza della nostra terra in tutto il mondo
Mario Incudine, la Sicilia che ci piace:
arte, cultura e passione civile
Una festa della donna particolare, sorprendente ed emozionante per tutti gli studenti della nostra scuola. A trasmetterci queste sensazioni un ospite d’eccezione, il cantautore e attore Mario Incudine, siciliano di Enna ma famoso in tutta Italia (soprattutto dopo il suo duetto con Biagio Antonacci), che in uno dei pochi giorni che la sua professione di artista gli ha lasciato libero, ha accettato l’invito della nostra dirigente Barbara Oteri di venire nella nostra scuola per farci riflettere sui valori della parità di genere, sull’orrore del femminicidio, e sulla nostra terra. Incudine è stato accolto da una vera ovazione al suo ingresso nell’Auditorium della Gioia e dalle note del suo «Canto di Mezzaluna» eseguito con gli ukuleli dal nostro gruppo «Consonanze in Torregrotta» diretto dalla prof. Rosita Lembo: «Sono felice di essere qui – ha affermato l’artista – Io mi sono innamorato del teatro in un giorno come questo, quando a scuola venne un attore a parlarci di Liolà. Se non ci fosse stato quell’incontro, non sarei l’artista di oggi. E la scuola dev’essere un incubatore culturale, in cui insegnare come si sta insieme, come si può diventare uomini del futuro che sanno distinguere il bene dal male». Poi ci ha esposto la sua idea sulla donna: «La donna va venerata, perché è l’altra metà della mela. Senza di lei, l’uomo non è niente».
«Non siate sciarriati ca’ cuntintizza, raccontate che esiste una Sicilia migliore»
E parte cantando la sua bellissima «Donnafugata», seguita da «Vuccuzza di ciuri». Gabriele Antonazzo ha recitato il testo della canzone di Incudine «Quanto si bedda misa a lu tilaru» e la poesia «Fimmina bedda», mentre Matilde Polimeni ha recitato «Sugnu fimmina». Poi, la grande lezione sul Siciliano e sui rapporti tra le persone: «È una lingua meravigliosa – afferma il cantautore – che ho usato fin da giovane, quando scrivevo le serenate. Poi ho studiato per riproporlo nelle mie canzoni e ora lo ascoltano in tutto il mondo. Anche voi, lasciate stare i social, scrivete una bella poesia alle ragazze, fate una serenata, riprendete i rapporti umani, perché la pandemia ci ha inaridito». Il discorso poi è andato sulla Sicilia: «Noi siamo una terra e un popolo eccezionale. Finiamola con il pessimismo, con l’essere «sciarriati ca cuntintizza. Perché non raccontiamo di una Sicilia che ha come punta di diamante un Peppino Impastato, perché non andiamo a strappare quelle magliette col le tre scimmiette «non vedo, non sento, non parlo» e le sostituiamo con immagini di una Sicilia che vede, sente e parla perché ci sono dei giovani che ci credono?». Mario Incudine chiude parlando del tema dei migranti, emozionandoci col suo «Trenu di lu suli».
Antonio Duca e Rachele Micale
Rivivi "A fimmina fatta d'acqua e di rosi" guardando il video integrale dell'evento con Mario Incudine
Mario Incudine inaugura l’aula musica «Franco Battiato»
«Questo sarà il luogo in cui
si potrà tornare a fare comunità»
Un applauso scrosciante ha accolto l’arrivo del cantautore Mario Incudine alla Scuola Secondaria «Dante Alighieri» di Torregrotta per inaugurare la nuova aula musica intitolata al maestro siciliano Franco Battiato, uno dei più grandi artisti della musica italiana che ci ha lasciato nel maggio del 2021.
In un clima di festa, mentre noi alunni intonavamo la canzone «Centro di gravità permanente», Incudine, insieme alla nostra Dirigente Barbara Oteri, con la benedizione di padre Francesco Cucinotta, ha tagliato il nastro rosso davanti alla porta dell’aula, sulla quale è raffigurato il maestro Battiato e una frase simbolo della sua canzone: «Cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente». Subito dopo, l’ingresso nell’aula musica che l’artista di Enna ha apprezzato, facendo i complimenti alla preside per la sua realizzazione e alla prof, Rosita Lembo per la preparazione musicale dei ragazzi.
Infine, l’artista siciliano Mario Incudine ha concluso la sua visita a Torregrotta lasciandoci un messaggio importante: «In Sicilia siamo pieni di luoghi comuni: non si fa niente, in questa terra non si può fare niente, non c’è speranza. Oggi invece, grazie all’impegno di tutti, stiamo vivendo un COMUNE LUOGO, che vi vedrà insieme nella cosa che unisce più di tutte: LA MUSICA. Quest’aula sarà il luogo in cui si potrà tornare a fare comunità. E io da musicista, da amico di FRANCO BATTIATO, da cittadino siciliano e italiano benedico questo momento. Quando si apre un teatro, una sala musica è una festa. È una gioia».
Pierangela Celi