Riciclo

da www.fater.it

0% DISCARICA. 100% NUOVA VITA

Pampers, Centro Riciclo Vedelago e Comune di Ponte nelle Alpi intendono dar vita al primo sistema sperimentale italiano di raccolta e riciclo dei pannolini usati. Una partnership virtuosa che ha l'obiettivo di dimostrare come l'approccio responsabile alla gestione dei rifiuti possa generare molteplici vantaggi:

  • per l'ambiente: riduzione dei rifiuti in discarica e riduzione di gas serra; il processo di riciclo, inoltre, non ha emissioni pericolose perché utilizza solo vapore a pressione e non agenti chimici;

  • per le mamme: la libertà di scegliere il prodotto che meglio risponda alle esigenze di rispetto della pelle ed assorbenza con la nuova consapevolezza che il dopo uso diventerà un ulteriore vantaggio;

  • per l'igiene: il processo sterilizza completamente da qualsiasi patogeno, prima finivano in discarica con i prodotti usati;

  • per l'economia: in un Paese povero di materie prime, un contributo importante alla “green economy” nazionale attraverso la trasformazione di un prodotto usato in cellulosa e plastica di elevata qualità (da 1 tonnellata di prodotti usati: 350 kg. di materia organico-cellulosica e 150 kg. di plastica).

IL SISTEMA

Il nuovo sistema per il riciclo potrebbe essere operativo a Vedelago (TV) presso il Centro Riciclo Vedelago già da Settembre 2012 e potrà servire a regime circa 400.000 abitanti, principalmente dell'area fra le province di Treviso e Belluno.

Finalità del progetto è validare l'intera filiera, dalla raccolta differenziata specifica dei prodotti assorbenti per la persona, di tutte le marche, fino alla trasformazione in nuove materie prime da utilizzare in altri processi produttivi.

Oggi in Italia i prodotti assorbenti per la persona usati sono smaltiti in discarica (77% del volume di prodotto usato) o tramite incenerimento (23%). Il nuovo sistema di raccolta e riciclo è “carbon negative”, cioè un processo nel quale le emissioni di CO2 evitate dai processi di riciclo (sia dalla produzione di materie plastiche che dalla produzione di cartone) risultano superiori alle emissioni necessarie alla fase di raccolta differenziata e ai processi di separazione e trattamento.

Il processo pilota di riciclo

Il presupposto fondamentale al funzionamento del sistema è la raccolta differenziata specifica dei prodotti assorbenti per la persona usati. Il sistema che si intende implementare prevede che i prodotti usati (pannolini per bambini e pannoloni) vengano raccolti dal Comune di Ponte nelle Alpi e conferiti dallo stesso al Centro Riciclo Vedelago.

  • Il processo tecnologico, che dà nuova vita ai prodotti assorbenti per la persona trasformandoli in materia prima seconda, presenta un primo contenitore in cui vengono accumulati i prodotti (1);

  • il processo agisce tramite vapore a pressione (2);

  • in tutte le sue fasi non utilizza agenti chimici aggiunti ma solo vapore;

  • i pannolini usati vengono così sterilizzati e tutti i potenziali patogeni eliminati (es. e coli); sono eliminati anche i cattivi odori (2)

Nella parte successiva del processo le componenti dei pannolini vengono separate meccanicamente. Le nuove "materie prime seconde" così ottenute sono solo plastica e cellulosa. Si tratta di materie prime seconde di elevato valore perché o pannolini utilizzano plastiche e cellulosa di elevata qualità. La plastica, sottoposta a estrusione, assume la forma di piccoli pallini e può essere riutilizzata in molteplici cicli produttivi per realizzare oggetti e arredi urbani. La cellulosa potrà essere utilizzata presso le cartiere per realizzare cartoni o come fertilizzante.

Da La Repubblica, 3 luglio 2010

COMIECO

Con la crisi meno spazzatura

L'Italia impara l'arte del riciclo

Risultati record per la raccolta della carta, secondo l'ultimo rapporto nazionale sul recupero degli imballaggi. Sardegna e Campania le regioni più virtuose. Male la Sicilia, in fase di stallo Roma di MONICA RUBINO

Con la crisi meno spazzatura  L'Italia impara l'arte del riciclo

MENO consumi uguale calo della quantità di immondizia che buttiamo nel cestino. Un'equazione che fa bene all'ambiente. E allora, un po' per colpa della crisi, un po' grazie alla crescita della sensibilità ambientale, l'Italia ha imparato l'arte del riciclo, specie se si tratta di carta e cartone: nel 2009 ne sono state raccolte 3 milioni di tonnellate pari a 52 chilogrammi a testa, riportando a nuova vita oltre l'80% dei materiali in cellulosa. Tra le regioni più "riciclone" la Sardegna e la Campania. Maglia nera alla Sicilia, in fase di stallo Roma.

Questi, in sintesi, alcuni dei dati contenuti nel quindicesimo rapporto annuale di Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di carta. Sul fronte packaging, "a causa della crisi economica - spiega il direttore generale del consorzio Carlo Montalbetti - si registra una fortissima contrazione dei consumi che si traduce in un calo del 9% dell'immesso". In generale, nel 2009 la raccolta differenziata di carta e cartone è cresciuta del 5,2% (4 imballaggi su 5 vengono avviati al riciclo).

In 10 anni (dal 1999 al 2009) le nuove discariche evitate grazie alla raccolta differenziata sono state 196, con corrispondenti benefici per la collettività - in termini di mancati costi di smaltimento, nuovi posti di lavoro creati grazie al riciclo di carta e cartone - stimati in quasi 3 miliardi (300 milioni solo per il 2009).

Il prossimo obiettivo di Comieco sarà di "potenziare la quantità e aumentare la qualità della raccolta per evitare la presenza di troppe impurità". La differenziata interessa ormai tutto il Paese: il nord si conferma traino nazionale (più 4,3%), ma al sud si registra un incremento di 60 mila tonnellate (più 11,8%). Al centro, l'incremento è stato del 2,6%. Tra le regioni, vanno bene la Campania (raccolta di carta e cartone a più 20,3%, con un aumento quantitativo di 30.707 tonnellate), la Puglia (più 13%), il Molise (più 30,9%) e la Sardegna (più 28,5%). Segnano, invece, un cattivo andamento la Sicilia con "una flessione del 7,4%" e la Calabria. Mentre il Lazio si trova in 'empassè (+1,9%), in particolare per la situazione di stallo della capitale. Roma, infatti, dimezza il tasso di crescita (+1,9%) rispetto al 2008 con una resa pro-capite al di sotto della media nazionale. Tra le città più virtuose spicca la prestazione di Bari con 70 kg a testa raccolti.