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UN CONVEGNO DI ELEVATO LIVELLO SCIENTIFICO
 A MORTARA

 VENERDI' 11 MAGGIO 2018 ore 20,45
c/o Istituto Regina Pacis - via SS. Trinità,
entrata da via delle Mura 16
GPS Bastioni di Santa Chiara

RELATRICI

Debora Romoli e Emanuela Pace

Sezione Sostanze Pericolose di ISPRA


Patrizia Gentilini, medico oncologa di ISDE


Sostanze insospettabili, ovvero gli “Interferenti endocrini“

Sostanze più o meno subdole che possono interferire in modo così significativo sul sistema endocrino da minacciare la nostra salute e l’ ambiente in cui viviamo.

La pericolosità degli interferenti endocrini sta proprio nella loro diffusione

Molte sono le sostanze, presenti nelle nostre attività quotidiane, che rompono l’equilibrio e il buon funzionamento del sistema endocrino con un’entità del danno che varia da individuo a individuo.

Quando entriamo in contatto con una sostanza interferente si crea squilibrio

La comunità scientifica ha collegato molti problemi di salute all’esposizione dell’individuo agli interferenti endocrini, tra cui tumori, malattie cardiovascolari, infertilità, difficoltà di apprendimento, diabete, obesità ecc. Il sistema endocrino regola le attività dei tessuti e degli organi ed è quindi legato al sistema nervoso  e al sistema immunitario.

 

Conoscere e diffondere la conoscenza
Conoscere ci aiuta a individuare le sostanze che possono danneggiare il nostro organismo. In tal modo le nostre scelte saranno più consapevoli.

Diffondere la conoscenza ci permette anche di sollecitare le istituzioni a procedere in tempi rapidi

 all’ eliminazione dal mercato di tutto ciò che danneggia la salute e l’ambiente.

 

Qui sotto il link al decalogo pubblicato dal Ministero dell’Ambiente
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/decalogo_interf_endocr_13032014.pdf



Al signor Sindaco Facchinotti – MORTARA
                                                                                                                               p.c.      Ai signori Consiglieri comunali

                                                                                                                                                              Mortara, 16 marzo 2018

Oggetto: richiesta costituzione commissione/consulta ambientale cittadina

Egregio signor Sindaco,
           la responsabilità che ci deriva dal rappresentare un consistente numero di iscritti alla nostra associazione ed un numero ancora maggiore di cittadini che ci rinnovano anno dopo anno la loro fiducia, ci obbliga a rivolgerci, ancora una volta, a Lei pregandola di scusare la nostra insistenza.
La ragione del nostro presente intervento deriva dalla consapevolezza che le problematiche di tipo ambientale rappresentino sempre di più il campo di battaglia su cui gli amministratori pubblici, a tutti i livelli, possano e debbano dimostrare di essere consapevoli del ruolo fondamentale che a loro compete per ciò che riguarda la salute, il benessere psico-fisico dei propri amministrati di oggi e di domani e la salvaguardia dell’habitat in tutte le sue componenti.
Proprio questa consapevolezza del ruolo strategico che compete agli amministratori, in primis quelli a più diretto contatto con i cittadini, determina l’esigenza, anzi riteniamo l’obbligo di trovare le più ampie e funzionali forme di partecipazione al fine di recepire istanze, problematiche, richieste da parte dell’ampia platea degli amministrati ed anche suggerimenti, proposte e contributi al fine di rispondere al meglio a tali bisogni.
Per questo la nostra associazione dal 2011 intavolò con l’allora sindaco Robecchi un rapporto volto a favorire il sorgere di una consulta ambientale cittadina in cui prevedere l’apporto costruttivo di tutti coloro che ritengono fondamentale una costante attenzione alla salvaguardia del territorio e di chi ci vive.
Purtroppo, nonostante molteplici sollecitazioni proseguite negli anni, nulla di significativo è stato realizzato in questo senso e, a nostro parere, si sono persi anni di proficua collaborazione.
Anche con Lei, in passato abbiamo sollevato tale problema e non possiamo non ricordare come nell’ incontro pubblico sull’incendio Berté del 6 ottobre da noi organizzato, Lei abbia manifestato la volontà di costituire una commissione consiliare ambientale.
Ribadiamo che, a nostro parere, la risposta più corretta sarebbe la costituzione di una consulta in cui anche le forze sociali organizzate, ma non strutturate politicamente, possano validamente collaborare nella trattazione di problematiche così significative. La costituzione di una commissione può rappresentare solo un primo significativo passo verso una maggiore attenzione nei confronti delle tematiche ecologiche.

Per tale ragione ci rivolgiamo a Lei con la motivata speranza che agli impegni verbalmente presi possano seguire atti concreti. In caso di creazione di una consulta dichiariamo la nostra piena disponibilità a collaborare. Ci teniamo a sottolineare che la nostra disponibilità non è mossa in alcun modo da considerazioni di carattere utilitaristico o di immagine. L’attività condotta in questi dieci anni di battaglie testimonia come il nostro agire sia sempre stato mosso dalla difesa dei cittadini e dell’ambiente e dalla consapevolezza che i problemi vadano affrontati attraverso un’approfondita conoscenza delle tematiche connesse e, ci piace sottolinearlo, nel pieno rispetto del ruolo che democraticamente i cittadini hanno riconosciuto agli amministratori.
Questi principi che stanno alla base del nostro agire dovrebbero rappresentare il presupposto da cui partire per ogni futura, auspicata forma di collaborazione. Confidando vivamente nella Sua sensibilità, La ringraziamo dell’attenzione che vorrà prestare alla nostra richiesta e, in attesa di un Suo cortese riscontro, Le auguriamo buon lavoro e distintamente salutiamo.

                                                                            Alda La Rosa
 Presidente Associazione Futuro sostenibile in Lomellina




OSSERVATORIO PROVINCIALE PER LA LEGALITA'
COMUNICATO STAMPA RETE AMBIENTALE PAVESE

15 GENNAIO 2018

La Rete Ambientale Pavese ha inviato al Presidente di Area Vasta, Poma, le proposte di modifica al regolamento già esistente dell’Osservatorio provinciale sulla Legalità. Come concordato nell’incontro del 22 maggio 2017 con il Presidente Poma, la Rete ha elaborato le proposte di modifica in allegato per rendere più efficiente e operativo l’Osservatorio.  Ripercorrendo la richiesta fatta il 6 febbraio 2017 al Presidente da 32 Associazioni e Comitati ambientalisti, le proposte inviate evidenziano la necessità di un organismo aperto, partecipativo e responsabile che coinvolga oltre a tutti  i rappresentanti della pubblica amministrazione anche l’ Università di Pavia, le Associazioni di categoria imprenditoriali, le Organizzazioni sindacali, le Associazioni ambientaliste e le Associazioni dei Consumatori, tutti direttamente interessati ad uno sviluppo economico e di relazioni trasparente. L’ obiettivo che la Rete si prefigge con le proprie proposte è di affidare all’Osservatorio provinciale sulla Legalità, oltre al compito di vigilare sulle attività produttive di settori a rischio di opacità economica, anche quello di sostegno ad attività produttive tese a costruire una economia locale sana e competitiva, là dove la qualità, la giustizia sociale, il giusto salario pagato a chi lavora diventino le priorità del territorio.

La Rete ambientale pavese

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COMUNICATO STAMPA FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA
13 DICEMBRE 2017

PGT di Mortara (variante 3)

Futuro sostenibile in Lomellina ha presentato il 5 dicembre scorso le proprie proposte per la revisione del PGT di Mortara (variante 3). Abbiamo redatto i nostri suggerimenti tenendo presente l’obiettivo primario della prevenzione e del risanamento del territorio comunale sulla base dei principi fondamentali del diritto ambientale europeo recepiti dall’ordinamento nazionale tramite il dlgs 152/2006. Abbiamo così chiesto che vengano adottate misure anticipatorie volte a eliminare o a ridurre il rischio di danno all’ambiente e alle persone che potrebbe scaturire dall’esercizio di un’ attività e/o di più attività (effetto sommatorio).

Il ricorso ai principi di precauzione, di prevenzione e di correzione alla fonte  – l’art. 301, c. 1 del dlgs 152/2006 recita “In applicazione del principio di precauzione di cui all’articolo 174, paragrafo 2, del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione” -  può evitare che i danni all’ambiente e alle persone si amplifichino e si ingigantiscano.

Per questo motivo nello specifico ci siamo soffermati sui seguenti punti:

1. Redazione dei criteri preventivi che impediscano l'insediamento di attività insalubri, nocive e pericolose

2. Regolamentazione circa lo spandimento dei fanghi e dei liquami

3. Revisione del Piano di Emergenza Comunale per la valutazione del rischio industriale

4. Applicazione della direttiva regionale grandi rischi per le ditte presenti sul territorio comunale oltre a quelle RIR

5. Aggiornamento ERIR ditta IGM RESINS, ex BASF

E’ evidente che i responsabili politici e amministrativi sono chiamati ad operare un corretto equilibrio fra interessi molteplici che non sempre sono perfettamente convergenti: da un lato la libertà e i diritti degli imprenditori e dall’altro l’esigenza di ridurre i rischi per l’ambiente e per la salute degli esseri umani, degli animali e delle piante. Per questo motivo, pur nel rispetto della libera iniziativa economica, abbiamo chiesto l’introduzione nel PGT di norme più stringenti riguardo il rischio industriale e la gestione dell’emergenza convinti più che mai oggi, dopo l’incendio della ditta Eredi Berté, che la prevenzione debba essere arbitro degli interessi in gioco.

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COMUNICATO STAMPA

INCENDIO DITTA DI RIFIUTI EREDI BERTE'

 Mortara, 8 settembre 2017

 L'incendio alla ditta Eredi Berté è l'ultimo di una lunga serie di incendi che ha interessato non solo la Lomellina, dove purtroppo per assoluta mancanza di programmazione esiste una spropositata concentrazione di impianti, così come Futuro sostenibile in Lomellina aveva segnalato al ministero dell'Ambiente e a quello della Salute già nel gennaio 2012.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un grave problema anche a livello nazionale che naturalmente si riverbera su scala locale. Come sappiamo dai giornali sono state sequestrate molte discariche per infiltrazioni mafiose ma non si è pensato poi ad attuare una rigida politica di controllo di tutte quelle ditte che operano nel settore.

Chiediamo:

-        che a livello nazionale, il ministro dell'Ambiente in primis si faccia carico di un gravissimo problema su cui continua a tacere nonostante in due anni in Italia siano stati appiccati 250 incendi in tutte le regioni in ditte che trattano rifiuti;

-        che siano riviste tutte le autorizzazioni concesse, VIA e AIA a tutte le ditte di trattamento rifiuti presenti sul territorio;

-        sia concessa una moratoria di tutti gli impianti nei territori in cui si sono svolti gravissimi incendi come quello di Mortara alla ditta Eredi Berté, per non parlare dei ripetuti incendi all'impianto Eni di Sannazzaro, in media da 3 a 2 ogni anno, alla ditta Aboneco di Parona ecc. L'elenco è eccessivamente lungo per essere inserito in un comunicato stampa;

-        alla luce della rivisitazione di tutte le autorizzazioni concesse siano programmati ferrei controlli che non possono essere affidati ad Arpa soltanto, pur continuando a essere quest'ultima un'istituzione pubblica a cui necessariamente fare riferimento, ma che non ha il compito di tranquillizzare i cittadini bensì di dire loro la verità;

-        i controlli devono essere attuati capillarmente sul territorio anche dalle istituzioni comunali che devono formare il personale della polizia locale in modo che siano in grado di effettuarli. 

 Si provveda quanto prima alla fusione dei comuni per avere uffici sul territorio efficienti con strumenti di controllo che per ora nessun piccolo comune può permettersi. Per la tutela ambientale è importantissimo avere aree di controllo comunale più estesi. La parcellizzazione attuale del territorio danneggia l'ambiente. Si pensi seriamente alla realizzazione delle unioni di comuni.

 I sindaci si facciano carico della tutela della salute, attivino uffici tecnici competenti, trattino con le ditte che vogliono insediarsi sul territorio in tutte le varie fasi, dalla presentazione dei progetti alla loro realizzazione e alle verifiche sul campo. Istituiscano le consulte ambientali, come da noi chieste già nel 2010, allargate ai cittadini e alle associazioni ambientaliste, che pur avendo solo potere consultivo sono di fondamentale importanza.

 La magistratura e i carabinieri, soprattutto quelli in loco, dedichino più tempo alla salvaguardia dell'ambiente e della salute.

Si applichi con solerzia la legge sui reati ambientali.

Sia realmente operante l'osservatorio sulla legalità della provincia di Pavia, così come chiesto da noi e dalle oltre 32 associazioni ambientaliste pavesi.

 Siano resi noti i risultati delle indagini di tutti gli incendi che i cittadini hanno subito con gravi ripercussioni sulla loro salute. In questi giorni siamo stati avvelenati ma non abbiamo sentito una sola parola dell' Assessore regionale alla Salute.

 Se vogliamo che in Italia non si instauri una sorta di totale anarchia nello smaltimento dei rifiuti, come sta accadendo in molte zone e in Lomellina, e che chiunque accumuli rifiuti che poi bruciano a danno delle comunità, la politica se ne deve fare pienamente carico mettendo ordine nella decisiva questione dei rifiuti, dando la possibilità di attuare realmente quel ciclo virtuoso dei rifiuti che in altri paesi è realizzato con successo.

 Per Associazione Futuro sostenibile in Lomellina
Alda La Rosa (Presidente)





Per firmare la petizione dei cittadini europei per dire STOP GLIFOSATO.

https://stopglyphosate.org/it/
Vietare il glifosato e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici. Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l’introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell’UE per quanto riguarda l’uso dei pesticidi.


20-30 marzo
Settimana Mondiale di Azione contro i Pesticidi

Il 21 marzo inizia la primavera e, con essa, aumenta la diffusione dei pesticidi.
Per questo proprio la prima settimana di primavera viene scelta, ormai da 12 anni, come settimana d’azione contro i pesticidi.
Un evento che l’anno scorso ha visto svolgersi più di 1000 iniziative in più di 20 paesi in tutto il mondo, e che anche quest’anno spazierà da esposizioni di artisti a Bruxelles, a centinaia di iniziative in Francia, a tavole rotonde nell’università di Buenos Aires (http://www.pesticideactionweek.org/).
Una settimana per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle implicazioni sanitarie e ambientali legate ai pesticidi, e sulle alternative al loro utilizzo.
Quest’anno l’evento cade nel pieno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei contro il Glifosato, un pesticida tossico di cui si è molto parlato e molto si continuerà a parlare.
Raggiungere un milione di firme per fermare il glifosato è un primo passo per costruire un futuro libero dai pesticidi, e la settimana di azione è la buona occasione per avvicinarsi al traguardo, spingendo anche le autorità italiane, nazionali e locali, nella direzione della salvaguardia della nostra salute.