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COMUNICATO STAMPA

INCENDIO DITTA DI RIFIUTI EREDI BERTE'

 Mortara, 8 settembre 2017

 L'incendio alla ditta Eredi Berté è l'ultimo di una lunga serie di incendi che ha interessato non solo la Lomellina, dove purtroppo per assoluta mancanza di programmazione esiste una spropositata concentrazione di impianti, così come Futuro sostenibile in Lomellina aveva segnalato al ministero dell'Ambiente e a quello della Salute già nel gennaio 2012.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un grave problema anche a livello nazionale che naturalmente si riverbera su scala locale. Come sappiamo dai giornali sono state sequestrate molte discariche per infiltrazioni mafiose ma non si è pensato poi ad attuare una rigida politica di controllo di tutte quelle ditte che operano nel settore.

Chiediamo:

-        che a livello nazionale, il ministro dell'Ambiente in primis si faccia carico di un gravissimo problema su cui continua a tacere nonostante in due anni in Italia siano stati appiccati 250 incendi in tutte le regioni in ditte che trattano rifiuti;

-        che siano riviste tutte le autorizzazioni concesse, VIA e AIA a tutte le ditte di trattamento rifiuti presenti sul territorio;

-        sia concessa una moratoria di tutti gli impianti nei territori in cui si sono svolti gravissimi incendi come quello di Mortara alla ditta Eredi Berté, per non parlare dei ripetuti incendi all'impianto Eni di Sannazzaro, in media da 3 a 2 ogni anno, alla ditta Aboneco di Parona ecc. L'elenco è eccessivamente lungo per essere inserito in un comunicato stampa;

-        alla luce della rivisitazione di tutte le autorizzazioni concesse siano programmati ferrei controlli che non possono essere affidati ad Arpa soltanto, pur continuando a essere quest'ultima un'istituzione pubblica a cui necessariamente fare riferimento, ma che non ha il compito di tranquillizzare i cittadini bensì di dire loro la verità;

-        i controlli devono essere attuati capillarmente sul territorio anche dalle istituzioni comunali che devono formare il personale della polizia locale in modo che siano in grado di effettuarli. 

 Si provveda quanto prima alla fusione dei comuni per avere uffici sul territorio efficienti con strumenti di controllo che per ora nessun piccolo comune può permettersi. Per la tutela ambientale è importantissimo avere aree di controllo comunale più estesi. La parcellizzazione attuale del territorio danneggia l'ambiente. Si pensi seriamente alla realizzazione delle unioni di comuni.

 I sindaci si facciano carico della tutela della salute, attivino uffici tecnici competenti, trattino con le ditte che vogliono insediarsi sul territorio in tutte le varie fasi, dalla presentazione dei progetti alla loro realizzazione e alle verifiche sul campo. Istituiscano le consulte ambientali, come da noi chieste già nel 2010, allargate ai cittadini e alle associazioni ambientaliste, che pur avendo solo potere consultivo sono di fondamentale importanza.

 La magistratura e i carabinieri, soprattutto quelli in loco, dedichino più tempo alla salvaguardia dell'ambiente e della salute.

Si applichi con solerzia la legge sui reati ambientali.

Sia realmente operante l'osservatorio sulla legalità della provincia di Pavia, così come chiesto da noi e dalle oltre 32 associazioni ambientaliste pavesi.

 Siano resi noti i risultati delle indagini di tutti gli incendi che i cittadini hanno subito con gravi ripercussioni sulla loro salute. In questi giorni siamo stati avvelenati ma non abbiamo sentito una sola parola dell' Assessore regionale alla Salute.

 Se vogliamo che in Italia non si instauri una sorta di totale anarchia nello smaltimento dei rifiuti, come sta accadendo in molte zone e in Lomellina, e che chiunque accumuli rifiuti che poi bruciano a danno delle comunità, la politica se ne deve fare pienamente carico mettendo ordine nella decisiva questione dei rifiuti, dando la possibilità di attuare realmente quel ciclo virtuoso dei rifiuti che in altri paesi è realizzato con successo.

 Per Associazione Futuro sostenibile in Lomellina
Alda La Rosa (Presidente)





Per firmare la petizione dei cittadini europei per dire STOP GLIFOSATO.

https://stopglyphosate.org/it/
Vietare il glifosato e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici. Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l’introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell’UE per quanto riguarda l’uso dei pesticidi.


20-30 marzo
Settimana Mondiale di Azione contro i Pesticidi

Il 21 marzo inizia la primavera e, con essa, aumenta la diffusione dei pesticidi.
Per questo proprio la prima settimana di primavera viene scelta, ormai da 12 anni, come settimana d’azione contro i pesticidi.
Un evento che l’anno scorso ha visto svolgersi più di 1000 iniziative in più di 20 paesi in tutto il mondo, e che anche quest’anno spazierà da esposizioni di artisti a Bruxelles, a centinaia di iniziative in Francia, a tavole rotonde nell’università di Buenos Aires (http://www.pesticideactionweek.org/).
Una settimana per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle implicazioni sanitarie e ambientali legate ai pesticidi, e sulle alternative al loro utilizzo.
Quest’anno l’evento cade nel pieno dell’Iniziativa dei Cittadini Europei contro il Glifosato, un pesticida tossico di cui si è molto parlato e molto si continuerà a parlare.
Raggiungere un milione di firme per fermare il glifosato è un primo passo per costruire un futuro libero dai pesticidi, e la settimana di azione è la buona occasione per avvicinarsi al traguardo, spingendo anche le autorità italiane, nazionali e locali, nella direzione della salvaguardia della nostra salute.