Stefano Rossi - relatore: Anna Carla Pozzi
Polo Didattico ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo
ABSTRACT
Lo scompenso cardiaco congestizio (SCC) rappresenta oggi uno dei maggiori problemi di salute pubblica nei paesi industrializzati, con un impatto epidemiologico in continuo aumento, specialmente nella popolazione anziana.
Il Medico di Medicina Generale (MMG) riveste un ruolo centrale nella gestione del paziente scompensato che, per le caratteristiche fisiopatologiche ed epidemiologiche della patologia, rappresenta un esempio paradigmatico di paziente cronico e pluripatologico.
L’assistenza da parte del Medico di Medicina Generale si basa su un attento monitoraggio clinico, laboratoristico e strumentale, finalizzato al mantenimento di un adeguato compenso emodinamico e al riconoscimento precoce degli episodi di riacutizzazione di malattia.
La conoscenza della storia anamnestica del paziente, l’assistenza prolungata nel tempo e la possibilità di effettuare valutazioni cliniche e strumentali in diverse fasi della patologia permettono al MMG di garantire un’assistenza diretta e completa, sia dal punto di vista diagnostico, sia dal punto di vista terapeutico.
Negli ultimi anni, la determinazione della concentrazione dei peptidi natriuretici cardiaci ha assunto un’importanza sempre maggiore all'interno del vasto gruppo di esami laboratoristici e strumentali che devono integrare la valutazione clinica del paziente affetto da scompenso cardiaco.
In questa tesi è stato approfondito il ruolo del monitoraggio periodico della concentrazione di Peptide Natriuretico di Tipo B (BNP) nella gestione cronica domiciliare del paziente con scompenso cardiaco da parte del Medico di Medicina Generale.
Analizzando 184 misurazioni di BNP e mettendole in relazione con il grado di compenso emodinamico del paziente è stato possibile stabilire se la variazione di questo parametro fornisse informazioni utili al riconoscimento precoce delle fasi di riacutizzazione di malattia e alla modulazione della terapia farmacologica.
I risultati ottenuti concordano con quanto riportato in letteratura e confermano che, anche nel setting della Medicina Generale, il monitoraggio della concentrazione di BNP permette di riconoscere in maniera più rapida e accurata le fasi di riacutizzazione di malattia e di mettere in atto tempestivi adeguamenti terapeutici.