Irene Buffoli - relatore: Anna Carla Pozzi
Polo Didattico ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo
ABSTRACT
La prevalenza della demenza nei paesi industrializzati è di circa l’8% negli ultra sessantacinquenni e sale ad oltre il 20% dopo gli ottanta anni. La severità della malattia aumenta con l’età: la demenza severa coinvolge circa il 28% degli ultra ottantacinquenni. In quest’ottica, la presa in carico del paziente con demenza e un’attenta gestione delle terapie, sia farmacologiche che non, diventano realtà con cui il medico di medicina generale deve confrontarsi ogni giorno.
A differenza di altre patologie, tuttavia, la fase terminale della demenza può durare anche diverso tempo con una media di 1,3 anni. In tale fase, le cure vanno riviste continuamente, con l’obiettivo di mantenere un pattern di cura adeguato al fine di migliorare la qualità della vita del paziente. La complessità di tale gestione impone di avere dei punti di riferimento prognostici, indagando se vi sono e quali sono gli strumenti che il medico ha per definire la prognosi del paziente con demenza.
È stata effettuata una revisione sistematica della letteratura e sono stati raccolti dati dalla pratica clinica tramite interviste ai medici di medicina generale. Sono state studiate le scale prognostiche utilizzabili per il paziente con demenza, le scale per valutare il bisogno di cure palliative ed alcuni tra quelli che vengono definiti trattamenti critici di fine vita (con particolare attenzione alla nutrizione artificiale, all'idratazione artificiale e alla terapia antibiotica) nel paziente anziano affetto da demenza in fase terminale.
La scelta di tale tematica deriva dalla consapevolezza della difficoltà della gestione del paziente con demenza. La peculiarità di tale patologia la rende particolarmente complessa sia dal punto di vista delle scelte terapeutiche, che etiche. Una maggiore cultura a riguardo consente di migliorare la gestione dei pazienti con demenza nell'ambito della medicina generale, per evitare inutili ricoveri ospedalieri nelle fasi terminali della malattia e garantire una gestione ottimale delle terapie, accompagnando il paziente ed i parenti in questa patologia così delicata.