Natelina Bulku - relatore: Vito Pappalepore
Polo Didattico ASST Santi Paolo e Carlo, Milano
ABSTRACT
La Medicina Generale del nuovo millennio si appresta ad essere una medicina ancora più vicina al paziente, più professionalizzante per i medici stessi e più efficiente per il sistema sanitario. Il rimodellamento delle Cure Primarie prevede una organizzazione dell’assistenza sanitaria sempre più integrata e multi-professionale, in modo da realizzare una reale e completa presa in carico del paziente. Si stima che ogni medico di Medicina Generale abbia all'incirca un terzo di pazienti affetti da patologie croniche, questo fatto si traduce in un carico lavorativo sempre più impegnativo ed oneroso per il medico. Questo sembra aver contribuito alla scelta dell’aggregazione ed alla ricerca di collaboratori per lo studio di Medicina Generale, sia per le sostituzioni che per una migliore distribuzione dei compiti. Da alcuni studi si evince che i medici organizzati in “Medicina di Gruppo” hanno la possibilità di rispondere meglio alle esigenze dei pazienti.
Sulla base di queste premesse mi sono proposta di analizzare la percezione del paziente sull'operato del proprio medico di MG, in base al diverso modello organizzativo dello studio dove il professionista opera, se da “medico singolo” o in “medicina di gruppo”.
Per procedere in questa analisi ho provveduto alla stesura di un questionario di 21 domande sottoposto a 63 pazienti presentatisi al servizio di Continuità Assistenziale: nel porre determinate domande ho cercato di far emergere in questi pazienti delle riflessioni sugli aspetti principali della professione del MMG e sui diversi modelli organizzativi.
Dalle diverse risposte fornite durante la compilazione del questionario e dai risultati ottenuti dalla loro elaborazione, è stato possibile trarre utili considerazioni sulle esperienze positive e sulle criticità emerse sia nei confronti del medico singolo, sia del medico organizzato in “medicina di gruppo”.
Complessivamente possiamo dire che il paziente è soddisfatto del lavoro del proprio medico di Medicina Generale, apprezza e riconosce il lavoro e l’impegno del proprio medico.
Nonostante tutti i servizi che la città Metropolitana di Milano offre, il cittadino si rivolge al proprio Medico di Medicina Generale, sia quello organizzato da medico singolo che in “medicina di gruppo”, come riferimento prioritario per i problemi legati alla salute.
Il nostro studio ha confermato che il medico organizzato in “medicina di gruppo” assicura al paziente una migliore accessibilità allo studio e, inoltre, maggiore continuità e sistematicità (comprehensiveness) delle cure.
Il medico organizzato in “medicina di gruppo” assicura una rendicontazione del suo lavoro sia verso il paziente, in outcome salute, che verso i colleghi dello studio, rispettando i protocolli e le Linee Guida nei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA).
Dallo studio è emersa la necessità di migliorare l’empowerment, cioè il rendere il paziente consapevole e partecipe nella gestione della propria salute, promuovendone quest’ultima.
Il medico di MG più di chiunque altro tiene conto di quanto la salute di una persona dipenda da quanto essa ne sia informata, molto più che dai progressi della scienza.
Come futuro medico di Medicina Generale, sono sempre più convinta di cercare di lavorare in una “medicina di gruppo” per poter realizzare al meglio il mio lavoro.
Dall'esperienza maturata durante il tirocinio presso i due medici Tutor, ho appreso che un medico attento, responsabile e competente, disponibile e fidato, diventa un “tesoro” per i suoi pazienti e per la comunità.
Questo sarà l’obiettivo da raggiungere con il mio operato.