Caterina Fausti- relatore: Angelo Rossi
Polo Didattico ASST Spedali Civili di Brescia
ABSTRACT
L’idea di trattare delle Malattie Tropicali Neglette (MTN) nella popolazione immigrata è nata sia da un particolare interesse personale, derivante dalla mia esperienza di Infettivologa in Italia e nei Paesi tropicali, sia in seguito alla partecipazione ad uno studio epidemiologico multicentrico del Ministero della Salute, durante un periodo di collaborazione presso l’ambulatorio Migranti dell’ex-ASL di Brescia.
Le MTN, gruppo eterogeneo di malattie infettive croniche endemiche in Paesi a basso-medio reddito, stanno assumendo un ruolo sempre più importante anche nei Paesi non endemici, a causa dei fenomeni migratori e dei viaggi internazionali. Saranno oggetto di studio cinque MTN: strongiloidosi, toxocariasi, schistosomiasi, filariosi, malattia di Chagas.
Ha un senso per il medico di Medicina Generale conoscere le Malattie Tropicali Neglette?
L’obiettivo dello studio è valutare la prevalenza della popolazione immigrata in Italia e nel territorio in cui la sottoscritta opera, la prevalenza delle MTN oggetto di studio in Italia, le loro ricadute cliniche sul singolo paziente ed in termini di sanità pubblica, attraverso la raccolta e la revisione critica dei dati della letteratura scientifica, soprattutto dell’ultimo decennio.
La prevalenza della popolazione straniera residente in Italia è dell’8,5%, percentuale che, nelle città di Brescia e Gardone Val Trompia, raggiunge rispettivamente il 18,5% e il 14%. Il trend è in crescita. Lo studio epidemiologico del Ministero della Salute ha messo in evidenza che circa 1 immigrato su 10 in Italia ha una MTN.
Considerando che gli immigrati costituiscono una percentuale significativa della popolazione italiana e bresciana, che le MTN hanno una prevalenza non trascurabile, che tali patologie possono avere ricadute cliniche gravi sul singolo paziente (causando danni irreparabili se non trattate in fase latente o riattivandosi in caso di immunodepressione), ma anche rappresentare un problema di sanità pubblica (essere trasmesse attraverso donazione di sangue, organi e/o tessuti o per via verticale ) si giunge alla conclusione che il medico di Medicina Generale non può esimersi dal tenerle in considerazione nel proprio operato.