Silvia Micucci - relatore: Roberto Stella
Polo Didattico ASST Valle Olona, Ospedale di Busto Arsizio
ABSTRACT
Il lavoro analizza le criticità riscontrate nel raggiungimento di un’adeguata copertura vaccinale, in riferimento all'epidemia influenzale della stagione 2017-2018, nei pazienti over 65. Ci si domanda: quali sono i principali fattori di resistenza alla vaccinazione?
Introduzione
L’influenza è una patologia respiratoria acuta, con sintomi sistemici di accompagnamento, il cui contagio avviene mediante le secrezioni respiratorie. Si manifesta con epidemie, caratterizzate da un elevato indice di morbilità e di letalità nella popolazione a rischio di complicanze (anziani, pazienti con malattie croniche, donne in gravidanza, bambini). I virus influenzali sono virus a RNA, appartenenti alla famiglia delle Orthomyxoviridae. Le più gravi epidemie influenzali sono determinate dalle variazioni degli antigeni di superficie: emoagglutinina e neuraminidasi.
Gli interventi per limitare la diffusione sono basati sulla riduzione dei contatti con persone infette e sulla riduzione della probabilità di trasmissione, attraverso norme igieniche. Il trattamento con antivirali va limitato a casi selezionati. Il vaccino antinfluenzale ha ridotto l’ospedalizzazione del 48-57%, la decisione sui ceppi da includere nel vaccino viene presa dall’OMS, scegliendo tra quelli isolati nella stagione precedente. Il periodo della campagna di vaccinazione va dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Sono disponibili vaccini inattivati trivalenti o quadrivalenti, split o subunità, adiuvati e un vaccino quadrivalente vivo attenuato in forma di spray intranasale. Il vaccino antinfluenzale è raccomandato dai 6 mesi di età, a coloro che non hanno controindicazioni (anafilassi dopo somministrazione, malattia acuta di media o grave entità, sindrome di Guillain-Barré insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una dose). La vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente alle categorie a rischio. Le reazioni avverse comuni sono malessere e febbre. In gravidanza la vaccinazione è raccomandata nel secondo e terzo trimestre. Negli ultimi anni sta emergendo con forza il ruolo dei media nell’influenzare l’opinione pubblica nei riguardi della vaccinazione. Ne è un esempio il caso Fluad, dove il ritiro cautelativo di alcuni lotti di vaccino provocò una riduzione della richiesta dell’80%.
Materiali e metodi
Lo studio è stato condotto su 80 pazienti con più 65 anni, non vaccinati, selezionati da un totale di 464 pazienti over 65, aventi diritto la vaccinazione gratuita. E’stato utilizzato un metodo anamnestico-osservazionale: i pazienti sono stati intervistati durante le visite ambulatoriali, selezionando i pazienti non vaccinati e approfondendo le motivazioni alla base del rifiuto della vaccinazione. Le risposte sono state classificate in quattro gruppi: a) pazienti contrari ai vaccini, b) pazienti che ritengono la vaccinazione antinfluenzale non efficace, c) pazienti che ritengono la vaccinazione antinfluenzale non necessaria d) pazienti con controindicazioni alla vaccinazione.
Risultati
Su 464 pazienti, 324 hanno effettuato la vaccinazione antinfluenzale, 80 hanno rifiutato il vaccino (copertura vaccinale dell’82,75 %.). Tra gli 80 pazienti non vaccinati: 25 (31,25%) hanno rifiutato il vaccino antinfluenzale in quanto contrari, 17 (21,25%) non lo ritenevano efficace, 24 (30%) non lo ritenevano necessario, 14 (17,5%) presentavano controindicazioni.
Conclusioni
La copertura vaccinale ottenuta è al di sopra di quella della popolazione lombarda over 65 (47%-48%), al di sopra dell’obiettivo minimo perseguibile del 75% indicato dal Ministero della Salute, al di sotto dell’obiettivo ottimale del 95%. Le maggiori criticità sono di tipo ideologico (31,25%) e di scarsa consapevolezza sulla necessità di vaccinarsi (30%). In uno scenario dove informazioni errate e allarmistiche si diffondono con facilità, dobbiamo riflettere sull'importanza di promuovere una corretta informazione nei riguardi della vaccinazione antinfluenzale e perseguire un rapporto medico-paziente basato sulla fiducia e la stima reciproca. E’ fondamentale che i medici di famiglia siano, per i propri pazienti, punti di riferimento e depositari del sapere medico.