Alessandra Carpinteri - relatore: Aurelio Limonta
Polo Didattico ASST Monza Ospedale San Gerardo
ABSTRACT
Il presente lavoro si propone come scopo quello di analizzare le modalità di gestione del disturbo depressivo maggiore nell'ambito della medicina generale Lombarda. Si tratta di uno studio descrittivo osservazionale in cui i dati ottenuti attraverso la somministrazione di un questionario a 40 medici di medicina generale, operanti prevalentemente nel territorio di Milano, sono stati confrontati con quelli presenti in letteratura e nelle principali linee guida internazionali al fine di individuare i punti di forza e le criticità. I punti di forza del medico di medicina generale nella gestione dell'iter diagnostico del disturbo depressivo maggiore sono sicuramente rappresentati dalla continuità della cura e quindi la responsabilità della presa in carico del paziente, il confronto quotidiano con l’interdipendenza di aspetti somatici, psichici e socio-ambientali, l’attenzione per gli aspetti preventivi del proprio ruolo enfatizzati dall'essere parte attiva della medicina pubblica. Le maggiori difficoltà riscontrate dagli intervistati invece molto spesso hanno riguardato la diagnosi di forme sotto soglia e di depressione mascherata da sintomi dell'area somatica come dolore e astenia. La diagnosi e il trattamento della patologia depressiva rappresentano sicuramente un processo complesso a causa dell’interazione tra comorbidità, fattori sociali, ambientali ma la conoscenza del paziente, la relazione nel tempo pongono sicuramente il medico di medicina generale come una figura chiave nella gestione di tale patologia.