Chiara Abiuso - relatore: Roberto Stella
Polo Didattico ASST Valle Olona, Ospedale di Busto Arsizio
ABSTRACT
La malattia venosa cronica si riferisce ad un ampio spettro di anomalie morfologiche e / o funzionali di lunga durata; é molto frequente nella popolazione generale, e circa il 40% dei pazienti che ogni giorno si recano dal medico di medicina generale ne soffrono, anche se solo in parte ne sono consapevoli; pur avendo una bassa mortalità, rappresenta una patologia ad alto costo per perdita di giorni lavorativi oltre che un motivo di deterioramento nella qualità della vita del paziente.
Scopo dello studio e materiali e metodi: il lavoro è stato strutturato con l’obiettivo di raccogliere dati epidemiologici e valutare l’approccio del medico di medicina generale verso le flebopatie croniche, tramite un’indagine di tipo conoscitivo-epidemiologico presso il medico di medicina generale da cui ho svolto il mio tirocinio semestrale (gennaio-luglio 2018); tale indagine è stata condotta attraverso due questionari. Il primo, costituito di tre parti: dati anamnestici, esame obiettivo ed eventuale trattamento. Il secondo è un questionario validato relativo alla qualità della vita del paziente (SF-12). I pazienti sono stati intervistati indipendentemente dal motivo per cui si recavano in ambulatorio e, alla luce dei dati raccolti, ci si è poi chiesti quali potrebbero essere gli interventi applicabili per migliorare la gestione di questi pazienti.
Risultati: questionario anamnestico: analizzando i risultati secondo le tre categorie di BMI (normopeso, sovrappeso, obeso) le donne normopeso hanno presentato con maggior frequenza sintomi o segni di MVC rispetto ai maschi normopeso analizzati (57,2% femmine vs 41.4% maschi). Si è poi passati all’analisi di alcune delle caratteristiche dei soggetti rispetto all'età suddivise in tre grandi categorie (<45 anni, 45-65 anni e >65 anni): il 74,5% delle donne analizzate ha avuto almeno una gravidanza e le parità più elevate (> 3 figli) sono più frequenti in età più avanzata; la classe <45 anni è prevalentemente normopeso, mentre le percentuali più elevate di soprappeso ed obesi si trovano nelle classi 45-65 anni e >65 anni ; globalmente si nota che tutti i segni e sintomi sono più presenti nelle classi di età più elevate. Per quanto riguarda i trattamenti, sulle modifiche dello stile di vita sono più complicanti le classi di età più giovani (<45 anni e 45-64 anni) mentre la classe > 65 anni lo è sottoutilizzo di calze elastiche e flebotropi (67.3% utilizzano flebotropi a fronte di 61,2% della classe 45-64 e 55,6% della classe < 45 anni). Inoltre si evidenzia un uso scostante di calze elastiche e flebotropici. Globalmente, a fronte di alte percentuali di sintomi (>80%) solo il 45% dei pazienti riferisce modifiche dello stile di vita e ancora meno un uso di contenzione elastica (41%) e flebotropi (21,8%). Questionario SF-12 (qualità della vita): se valutati globalmente il 75% dei pazienti riferisce una qualità della vita mediamente buona, se invece confrontiamo i pazienti che presentano varici (C2) e quelli che non le hanno si notano delle differenze, non solo per quel che riguarda la salute fisica globale, ma anche l’attività fisica (salire le scale o spostare un tavolo) e lo stato emotivo, che sono maggiormente compromessi nei soggetti con varici, così come la percezione del dolore.
Discussione e conclusioni: i dati ottenuti sono in linea con quelli presenti in Letteratura e vanno a corroborare l’idea che la malattia venosa cronica impatti sul paziente molto più di quello che si tende a credere. Consapevole del fatto che attualmente non disponiamo di armi che ne permettano l’involuzione o il completo arresto, a maggior ragione il momento in cui si ha davvero la possibilità di fare la differenza nella storia naturale della malattia é proprio il suo inizio, tramite percorsi standardizzati che permettano una sorveglianza dei pazienti con fattori di rischio e un monitoraggio di quelli con patologia venosa cronica già in atto.