Per determinare il MCD fra 2 numeri naturali, c'è anche un altro modo che ha numerosi "impieghi" nell'aritmetica: l'algoritmo di Euclide... sì, sempre quell'Euclide che già ben conosci!
L'algoritmo di Euclide è scandito nei seguenti passi:
si inizia con la divisione fra i 2 numeri di cui si intenda determinare il MCD, avendo l'accortezza di considerare come dividendo il maggiore dei 2 e divisore l'altro;
quindi si opera una nuova divisione fra i termini che in quella precedente erano rispettivamente il quoziente e il resto;
si itera il procedimento, fino a quando non si ottenga come resto 0;
si considera l'ultimo resto non nullo (cioè diverso da 0): questo è il MCD cercato.
Esempio:
calcolare il MCD(28;20) con l'algoritmo di Euclide.
Applichiamo l'algoritmo, come appena descritto:
Forteeeee! Ma perché funziona?
Il principio di base su cui si fonda sul fatto che MCD(a;b) = MCD(b; r = resto della divisione fra a e b). Infatti, ogni numero che divide sia a sia b deve dividere anche r. Di conseguenza, l'insieme dei divisori comuni di A e B è lo stesso di B e R, quindi il loro Massimo Comune Divisore (MCD) è identico.
Questo induce il passo succesivo dell'algoritmo, per il quale vale lo stesso principio.
Nell'esempio: MCD(28;20) = MCD(20;8) = MCD(8;4) = 4
Questo algoritmo permette di determinare il MCD fra 2 numeri senza ricorrere alla fattorizzazione che sappiamo bene essere tanto più impegnativa quanto più si considerino numeri grandi: questo è il suo vantaggio.
L'algoritmo di Euclide può essere utilizzato anche per ridurre ai minimi termini una frazione.
Ergo: con numeri a 2 o 3 cifre, utilizza il metodo della fattorizzazione o, se lo esegui a mente, delle tabelline, ok?
Ora che hai appreso le basi della divisibilità, scopri come i numeri primi siano i protagonisti dei codici segreti!