Dal punto di vista culturale, il Medioevo fu un periodo ricchissimo di produzioni, sia in ambito letterario che nelle altre arti, come la pittura e la musica. Il fenomeno di cui stiamo parlando riguarda tutta Europa, in particolar modo i primi secoli, noti come l'età cortese, ovvero l'epoca in cui si svilupparono le attività all'interno delle corti reali. Dal punto di vista storico, ci riferiamo all'XI, XII e XIII secolo dopo Cristo.
Parliamo di età cortese, in cui la nascente cultura sviluppatasi in Francia già dalla fine dell'XI secolo viene chiamata "cortese" perché legata alla vita di corte. In quel contesto, la cavalleria ricopriva un ruolo fondamentale nella società sociale ed economica del regno. Chi possedeva un cavallo, infatti, aveva un'importanza riconosciuta anche dal punto di vista economico. I cavalieri appartenevano alla nobiltà, che contribuiva alla difesa del regno e alla salvaguardia della pace.
Questo stile di vita, fortemente sostenuto dalla corte francese, divenne un vero e proprio modello culturale. La cavalleria esprimeva valori importanti: il cavaliere era un punto di riferimento per il sovrano e doveva incarnare valori come la prodezza, l'onore e la lealtà. Ricordiamo l'investitura, una cerimonia in cui il sovrano concedeva la fiducia al cavaliere, sancendo il legame di fedeltà tra i due.
Dal punto di vista culturale, questi valori cavallereschi si rifletterono nella produzione letteraria del tempo. I primi testi letterari in lingua volgare erano di tipo cortese, rappresentando i valori della cavalleria. Il Medioevo fu anche l'epoca delle Crociate, eventi che videro protagonisti molti cavalieri impegnati nella riconquista del Santo Sepolcro, occupato dai musulmani. Le Crociate, organizzate dai papi, coinvolsero sovrani e cavalieri di tutta Europa e furono finanziate in gran parte dai mercanti, che vedevano in esse anche un'opportunità per aprire nuove vie commerciali verso l'Oriente.
I cavalieri, con i loro valori e imprese, diventarono simboli culturali, immortalati nei poemi epici come la "Canzone di Rolando" e nelle leggende arturiane. Queste storie, cantate da uomini di cultura, rappresentavano l'onore e la fedeltà proprie della corte.
I tre elementi fondamentali di questo ideale cortese erano le virtù militari, le virtù civili e il culto della donna, vista come ispiratrice del cavaliere. L'amore cortese, spesso inappagato, elevava lo spirito del cavaliere, che trovava nella sofferenza amorosa una forma di crescita morale e spirituale.
Dal punto di vista letterario, l'epica cavalleresca si sviluppò nella Francia del nord, con opere appartenenti al ciclo carolingio, che narravano le gesta dei paladini alla corte di Carlo Magno. Questi poemi venivano recitati nelle piazze e nei mercati, rivolgendosi al popolo. Parallelamente, si sviluppò il romanzo cortese, in cui temi di amore, avventura e magia erano centrali. Le storie del ciclo bretone, come quelle dei cavalieri della Tavola Rotonda e di Re Artù, rappresentavano il fulcro di questo genere.
Infine, la poesia lirica, musicata e cantata dai trovatori, si sviluppò nella Francia del sud. I temi principali erano l'amore cortese, la vita politica e l'attualità del tempo. Anche se esistevano generi poetici minori, le principali espressioni artistiche del periodo medievale ruotavano attorno a questi tre grandi filoni: l'epica, il romanzo e la lirica.
Con la morte di Carlo Magno assistiamo alla disfatta di tutto il territorio del Sacro Romano Impero, che Carlo aveva ricomposto. La sua morte determina uno spezzettamento di tutto l'impero in tre grandi nazioni: la Francia, la Germania e l'Italia, che vengono affidate a tre diversi sovrani. Vedremo che questo sarà un fatto importantissimo, perché per la prima volta questi tre sovrani di tre diverse nazioni giureranno reciproca fedeltà e sostegno attraverso il giuramento di Strasburgo, ognuno nella lingua volgare propria della nazione di cui diventerà sovrano. Quindi, per la prima volta dal punto di vista letterario, assistiamo all’uso del volgare delle diverse nazioni. Intorno al 1300, cosa succede in Italia? Succede che si sviluppano storie diverse, con velocità completamente differenti. Per esempio, nel sud della penisola italiana abbiamo la Sicilia e le Calabrie, fino ad arrivare quasi al Lazio, che appartengono al Regno di Napoli. Qui inizia a svilupparsi una storia che va verso direzioni diverse, grazie alla presenza dei Normanni, degli Svevi e poi degli Angioini. Nel Trecento, abbiamo la presenza degli Aragonesi in Sicilia. Si assiste quindi a un susseguirsi di diverse popolazioni che daranno al sud connotazioni particolari, importanti anche dopo l'Unità d'Italia. Nella parte centro-nord si sviluppano invece i comuni, nuove unità amministrative che in questo periodo medievale rappresentano uno sviluppo politico, culturale ed economico delle città. La parte centrale del paese è dominata dallo Stato Pontificio, che si espande sempre di più, tanto che il Papa inizia ad assumere quasi la fisionomia di un sovrano reale. Si avviano così i primi conflitti e le prime difficoltà nel trovare un equilibrio nella gestione del potere. Esistono poi le repubbliche, note come repubbliche marinare, tra cui Genova e Venezia. Amalfi, benché più piccola, fa parte di questa storia. Questa è la situazione politica dell'Italia intorno all'anno Mille. Sia il clero che i sovrani e le corti hanno un'egemonia culturale, mentre il popolo minuto, cioè coloro che lavoravano nelle botteghe per sopravvivere, è prevalentemente escluso dai diritti politici. Vi sono poi gli invisibili, i poveri, i mendicanti, che nel Medioevo erano davvero numerosi. La cultura medievale italiana è fondata su due grandi pilastri: l’Impero e la Chiesa.
Sappiamo che la Chiesa ha avuto un ruolo importante nella trasmissione del sapere, ma con la nascita dei comuni il sapere non apparterrà più esclusivamente alla Chiesa, ma inizierà a diffondersi tra i dotti. Ci sarà una ripresa economica notevole, che darà fiducia a nuove classi, come quella mercantile, composta da coloro che viaggiavano in Europa per vendere le proprie merci. Questo cambiamento fa sì che la visione della Chiesa diventi più residuale rispetto a ciò che i mercanti raccontano delle loro esperienze. Il mercante rappresenta un nuovo tipo di uomo, che utilizza la propria intelligenza per riconoscere le potenzialità e affermarsi nella società. Questo è un elemento fondamentale per comprendere la trasformazione dell'epoca. La Chiesa rimane un luogo importante di conservazione e produzione culturale, ma anche le corti, come quella di Federico II in Sicilia, diventano centri rilevanti. Qui nasce la Scuola Poetica Siciliana, una delle prime e più importanti del periodo.
Accanto alle scuole religiose, cominciano a nascere anche scuole laiche, in cui non si forma tutta la popolazione, ma solo coloro che hanno necessità di imparare per le loro professioni, come avvocati, notai e mercanti, per gestire la contabilità o stipulare contratti. Nascono anche le prime università: Bologna è la prima, con la sua facoltà di giurisprudenza, ma presto le università si svilupperanno anche in altre città, diventando fondamentali per l'evoluzione delle arti, del diritto e della teologia, oltre che della medicina. Si verifica un fenomeno interessante: uno scambio culturale, una sorta di Erasmus ante litteram, con studenti e docenti che si spostano da tutta Europa, soprattutto verso l’Italia, già considerata una culla culturale. Le scienze cominciano a svilupparsi, e con esse un sapere enciclopedico. La vita culturale cittadina si sviluppa nelle botteghe artigiane, dove il sapere si tramanda dai maestri agli apprendisti. Questo vale anche per l'arte, come la pittura, dove molti imparavano dai grandi maestri, lasciando tracce dello stile appreso. In Italia, i tre grandi rappresentanti della cultura volgare medievale sono Dante, Petrarca e Boccaccio, che con la loro influenza hanno oscurato altri autori minori. Al sud, abbiamo la Scuola Poetica Siciliana, mentre in Francia troviamo la lingua d’oïl nel nord e la lingua d’oc nel sud. Il latino diventa sempre più residuale, pur rimanendo la lingua dei dotti e continuando ad essere utilizzato nei documenti ufficiali e negli studi accademici. Le poesie religiose, come quelle di San Francesco e Jacopone da Todi, saranno oggetto di studio, così come il dolce stil novo, rappresentato da Dante. Esistono anche poesie di tipo parodico, come quelle di Cecco Angiolieri, che esprimono in modo satirico la corruzione del tempo. Infine, troviamo la poesia popolare giullaresca, con autori come Cielo d'Alcamo, e la prosa, che affronta anche temi scientifici e mercantili. Il "Milione" di Marco Polo è un esempio importante di cronache di viaggio, che testimoniano l’espansione del sapere e della cultura mercantile.