Bene, allora la lezione di oggi riguarda l'analisi grammaticale, o meglio ancora, quella parte della grammatica che è preliminare a tutto ciò che avviene dopo, come l'analisi logica e l'analisi del periodo. Noi comunemente la chiamiamo analisi grammaticale, ma in termini tecnici si chiama morfologia. La morfologia significa analizzare il nostro discorso, il nostro parlare, la nostra comunicazione, attraverso l'esame di ogni componente della frase, di ogni frase che scriviamo o diciamo, e che stiamo analizzando.
(00:56) Quando parliamo di analisi grammaticale, stiamo parlando dell'analisi di ogni elemento della frase. Ad esempio, dico: "La pasta è pronta". Per fare l'analisi grammaticale, selezionerò ogni componente di questa frase: "La pasta è pronta". Quindi, è un'analisi puntuale, e cercherò di dare un nome a ciascuno di questi componenti. Distinguiamo all'interno della grammatica e della morfologia due grandi categorie, dette anche parti del discorso: da una parte le parti variabili, dall'altra le parti invariabili. Ma cosa significa? Le parti variabili sono...
(01:52) Quelle che, nell'uso che ne facciamo, variano. In cosa variano? Nel genere (maschile o femminile) e nel numero (singolare o plurale). Quindi, quando le usiamo nel discorso, a seconda che stiamo parlando di un oggetto o di una persona di sesso maschile, diremo "il" (usando l'articolo determinativo maschile); se invece parliamo di una ragazza, diremo "la". Come vedete, una di queste parti variabili è l'articolo determinativo, che varia a seconda del nome a cui si riferisce e varia anche nel...
(02:45) Numero, tanto che diciamo "il cane" (singolare) oppure "i cani" (plurale). Le prime due grandi variazioni possibili per queste parti del discorso sono quindi il genere e il numero. Per questo, quando facciamo l'analisi grammaticale, dobbiamo sempre distinguere tra "il cane è arrabbiato" (articolo determinativo maschile singolare) e "i cani sono arrabbiati" (articolo determinativo maschile plurale). Se in un'analisi grammaticale dimentichi di specificare il genere o il numero, commetti un errore, perché non hai identificato correttamente quell'elemento del discorso.
(03:30) La stessa cosa possiamo dire per altre categorie che conoscete, come gli aggettivi o i nomi. Tutto il discorso ruota intorno al nome, che può essere, come sapete, comune o proprio. Prendiamo i nomi comuni, che sono la categoria più ampia. I nomi comuni hanno un genere e un numero. Se associamo a un nome comune, come "banco", un aggettivo come "bianco", l'aggettivo dovrà concordare con il nome nel genere e nel numero: "Il banco è bianco". Se i banchi fossero due, diremmo "i banchi sono bianchi". Ecco come, attorno al nome "banco", ruota la variabilità anche dell'articolo e dell'aggettivo. Altre parti variabili del discorso sono i pronomi...
(04:29) Che studieremo. Si chiamano così perché prendono il posto del nome. Ad esempio, se dico "Il banco è bianco" e qualcuno mi chiede "Quale banco?", rispondo "Questo". Quindi, "questo" sottintende "banco" e ha la funzione di pronome, che sostituisce il nome. L'altra grande categoria delle parti variabili del discorso sono chiaramente i predicati, ossia i verbi, che hanno le persone (prima persona singolare, prima persona plurale, ecc.) e una serie di altri elementi che studieremo sommariamente, come il tempo e il modo. Il verbo indica l'azione e, attraverso il suo uso, non solo diciamo che un'azione è compiuta, ma diamo anche informazioni su quando è stata compiuta o quando sarà compiuta.
(05:21) Ad esempio, con il verbo possiamo indicare se l'azione si svolge nel presente, nel passato o nel futuro. Il verbo è una parte variabile del discorso che cambia secondo la persona (prima persona, seconda persona, ecc.). Quando diciamo "Io mangio", per esempio, il verbo "mangio" cambia a seconda della persona che compie l'azione, ma non ha genere o numero come altre parti del discorso. Inoltre, il verbo varia nei modi (indicativo, congiuntivo, condizionale, gerundio, participio, infinito) e nei tempi all'interno di ciascun modo: l'indicativo, ad esempio, ha presente, passato prossimo, passato remoto, ecc.
(07:02) Il congiuntivo ha al suo interno tempi come il presente, l'imperfetto, il trapassato. Il condizionale ha soltanto il presente e il passato. Altri modi detti indefiniti sono l'infinito (presente e passato), il gerundio (presente e passato), e il participio (presente e passato). Studieremo tutti questi verbi, perché più conosciamo le parti variabili, più sapremo utilizzarle. Ricordate la nostra prima lezione sulla comunicazione e sull'importanza di comunicare in modo tale che chi ci ascolta riceva più informazioni possibili su ciò che vogliamo dire. Per questo è importante conoscere bene la...
(08:33) Morfologia. La lingua italiana è ricchissima, e grazie ad essa possiamo farci comprendere meglio, rispettando i pensieri che vogliamo esprimere. Abbiamo detto che distinguiamo due grandi categorie: studieremo più dettagliatamente, ad esempio, che il nome non ha solo genere e numero, ma può anche essere astratto o concreto. Abbiamo parlato degli articoli, degli aggettivi, dei pronomi, dei verbi, tutte parti variabili del discorso. Ora passiamo alle parti invariabili, che sono meno numerose: le preposizioni semplici, come "di", "a", "da", "in", "con", "su", "per", "tra", "fra", che non variano né nel genere né nel numero.
(10:02) Ad esempio, non esiste "di" al plurale. Queste preposizioni, però, possono fondersi con gli articoli, diventando preposizioni articolate (es. "del", "al"), che invece variano in genere e numero. Abbiamo poi le congiunzioni, un'altra grande categoria, che sono fondamentali nel nostro parlare. Se voglio dire che "Maria esce con Giovanni", dirò "Maria e Giovanni escono". La congiunzione "e" serve a collegare. Se invece dico "Mangio, ma non dovrei", il "ma" è una congiunzione avversativa, che introduce un concetto contrario a quello precedente.
(11:40) Abbiamo anche gli avverbi, un'altra parte invariabile del discorso, che indicano modo, tempo, luogo, ecc. Ad esempio, "ieri" è un avverbio di tempo e non varia in genere o numero. Infine, ci sono le interiezioni o esclamazioni, che esprimono sentimenti come gioia, dolore o sorpresa, e anche queste sono invariabili.
(13:17) In conclusione, studieremo queste parti del discorso, faremo esercitazioni di analisi grammaticale e, una volta superata questa prima fase, passeremo all'analisi logica, in cui analizzeremo i rapporti tra le varie parti della frase. Infine, affronteremo l'analisi del periodo, esaminando il discorso nelle sue proposizioni, che formano un senso compiuto all'interno di un testo. Per poterlo fare correttamente, è necessario padroneggiare l'analisi grammaticale e logica.
fuggì – ascolterebbero – vivendo – scritto – comperi – riposerete – costrinsero – avere – creduto – sparirà – prendesse – vincente – accudiva – tarderò – fornivate – nitrisce - sedeva – disperdono – amante – correvano – aspettaste – rovinato – gemendo – vanno – coprireste – incontrerò – cadendo – riconobbi – controllavi – accolto – definire – spedirono – soffiavano – fuggisti – aggiungeste - sembrasse – apparvi – discuteste – improvviserò – bevuto – vedente – aperto – salutava – ridono – spegni