La narrativa o la prosa è il contenuto che svilupperemo nel programma di quest'anno. Quando utilizziamo la parola "testo", ci viene immediatamente in mente qualcosa di scritto, ma la forma in cui il testo può manifestarsi è chiaramente differente. Se vi dico di pensare a una poesia e contemporaneamente vi chiedo di confrontarla con la pagina di un romanzo che state leggendo, noterete immediatamente una prima differenza: la grafica. Quello che vediamo è già diverso: una poesia ha un contenuto graficamente ridotto nello spazio, mentre un romanzo, quindi la narrativa, si sviluppa su tutta la pagina.
Uno stesso contenuto, però, può essere espresso in forma poetica o in forma narrativa. Cominciamo così a comprendere come la parola "testo" abbia un significato più ampio. Per comprendere bene il significato delle parole, la prima cosa da fare è andare all'origine stessa delle parole. "Testo" deriva dal latino textus, che significa "tessuto". Questa parola è interessante, perché se pensiamo al tessuto, come ad esempio quello di una maglia, ci viene in mente un insieme di fili intrecciati. Pensate a un maglione fatto ai ferri, a maglia larga: vediamo questo tessuto come il risultato di un intreccio tra fili, lavorati insieme per dare forma al maglione.
Questo parallelo tra il tessuto, inteso come intreccio di fili, e il testo è lo stesso. Utilizziamo la parola "testo" per riferirci a un racconto, dicendo che ha una "trama". Dunque, cos'è un testo? È un insieme di parole opportunamente scritte, dotate di significato, che presentano una coerenza interna, rendendole comprensibili a chi le legge.
Diamo quindi una definizione più chiara: il testo è la disposizione ordinata di elementi dotati di significato, connessi tra loro in modo da formare un'unità. Il testo non è formato soltanto da parole, ma per essere completo può contenere immagini, suoni e, oggi, persino video, vivendo in una realtà multimediale e digitale. Qualunque cosa può essere un testo, purché possieda coerenza, correttezza e unità.
Ma cosa vuol dire "coerenza"? Vuol dire che il contenuto del testo deve avere un significato che sia sensato. Se dico molte parole senza senso o parlo della natura mentre mostro un video di una partita di calcio, non c'è coerenza. La coerenza si ha quando tutto ciò che utilizzo per creare un testo ha un significato e tutto si connette in modo sensato.
Quando parliamo di testi in italiano, intendiamo tutto ciò che, in forma scritta, ha un suo significato. Pensiamo subito a poesie, testi teatrali o romanzi, ma non è sempre così. Anche una cartina geografica, ad esempio, può essere un testo. La piantina della nostra classe non è un testo narrativo, ma ci comunica qualcosa: i posti, i banchi e come devono essere collocati. Anche una cartina è un testo, pur non essendo un romanzo, perché ci sta dando delle informazioni.
Pensiamo ad esempio a una legge, un regolamento o al codice della strada. Anche questi non sono opere letterarie, ma comunicano informazioni precise, e in alcuni casi ci obbligano a rispettarle. Il codice della strada, ad esempio, ci indica come comportarci: se non rispetto il segnale rosso al semaforo, rischio un incidente o una multa. In questo caso, il testo non solo mi informa, ma mi obbliga a rispettare delle regole. Lo stesso vale per un regolamento scolastico.
Anche il giornale, che prima era cartaceo e ora è sempre più spesso online, è un testo. Sono parole scritte con un significato, che raccontano eventi accaduti ieri o in questo momento. I giornali sono testi che non ci obbligano a fare qualcosa, ma ci informano. Iniziamo così a vedere come i testi possano essere divisi in due grandi categorie: testi letterari e testi non letterari.
I testi letterari comprendono la poesia, la narrativa e il teatro, le tre forme attraverso cui si manifestano. Il loro obiettivo è comunicare qualcosa: la poesia esprime prevalentemente emozioni, la narrativa racconta una storia e il teatro rappresenta la storia attraverso la sua messa in scena. Riconosciamo facilmente un testo poetico, narrativo o teatrale grazie alle loro caratteristiche specifiche. Se vediamo un testo con attori sul palcoscenico, con le loro battute, sappiamo subito che si tratta di un testo teatrale.
D'altra parte, esistono anche i testi non letterari, detti anche "testi pragmatici", ovvero pratici, che utilizziamo nella vita quotidiana per uno scopo preciso. Tra questi ci sono i testi per informare, come i giornali o i resoconti di sperimentazioni, e testi per descrivere o narrare qualcosa. Alcuni testi sono espressivi ed emotivi, come una lettera o una canzone, che esprimono emozioni.
Anche una recensione può essere considerata un testo che interpreta o valuta qualcosa. Esistono poi testi che prescrivono comportamenti, come una ricetta medica, che devo seguire se voglio guarire. Una multa è un altro esempio di testo prescrittivo, così come una predica in chiesa o un discorso politico, che ha lo scopo di persuadere.
I testi argomentativi, come quelli di un avvocato che deve dimostrare l'innocenza del suo cliente, sono organizzati attraverso tesi e prove, per arrivare a una conclusione logica.
In sintesi, possiamo dividere i testi in due grandi categorie: testi letterari e testi non letterari, ciascuno con le proprie caratteristiche e scopi.