Dante Alighieri è uno dei rappresentanti più illustri della letteratura italiana, amato e apprezzato in tutto il mondo. Ancora oggi è oggetto di studio approfondito da parte di critici e studiosi. Le sue numerosissime opere, alcune maggiori e altre minori, sono ricche di contenuti e spunti di riflessione, soprattutto per la modernità del suo pensiero. La sua vita è stata profondamente segnata dall'incontro con Beatrice, figura rappresentata all'interno di molte sue opere.
Beatrice, in effetti, è probabilmente un personaggio realmente vissuto, sebbene molti critici non abbiano certezze assolute sulla sua esistenza. Alcuni ritengono che sia una figura idealizzata, creata da Dante stesso. In ogni caso, Beatrice rappresenta un prototipo di donna ispiratrice, musa e guida simbolica, rivestendo un ruolo di grande rilievo in tutta la produzione dantesca, in particolare nella Vita Nova.
Nella Divina Commedia, Beatrice è una delle tre guide che accompagnano Dante: sarà la seconda guida, fondamentale, conducendolo fino alle porte del Paradiso, dove lo lascerà nelle mani di San Bernardo. La vita di Dante fu segnata anche dall'impegno politico. Nato a Firenze nel 1265 da una famiglia guelfa, visse in un'epoca di grande fermento politico. Suo padre, cambiavalute, svolgeva un'attività non ben vista all'epoca, e ciò influì profondamente sulla vita di Dante, contribuendo in parte al suo futuro esilio.
Dante fu vittima delle tradizioni del tempo, tra cui quella dei matrimoni combinati. Ancora giovane, fu promesso a Gemma Donati, con cui ebbe almeno due figli, Pietro e Jacopo, e forse una terza figlia. Dal punto di vista formativo, Dante si distinse per la sua vasta cultura, spaziando dalla retorica alla letteratura francese e latina. Fu profondamente influenzato da Virgilio, che divenne la sua prima guida nell'Inferno, e da Brunetto Latini, maestro di retorica e figura di spicco della cultura fiorentina.
Durante il suo periodo giovanile, Dante frequentò i poeti stilnovisti, stringendo una profonda amicizia con Guido Cavalcanti. Questo fu anche il periodo in cui iniziò a scrivere le sue prime opere, tra cui le Rime petrose. Tuttavia, il vero fulcro della sua poetica si sviluppò poco dopo, con l'incontro, avvenuto a nove anni, con Beatrice Portinari, figlia del banchiere Folco Portinari. La morte prematura di Beatrice, a soli 24 anni, lasciò un segno indelebile nella vita e nell'opera di Dante, trasformandola nella sua musa ispiratrice.
Beatrice divenne il simbolo della donna angelicata, celebrata nel sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare. Questa figura, tipica dello stilnovismo, non viene mai descritta fisicamente, ma rappresenta una bellezza spirituale in grado di elevare l’animo umano verso l’amore divino.
Accanto agli studi letterari, Dante approfondì la filosofia, influenzato da autori come Agostino, Cicerone e San Tommaso. Le sue conoscenze teologiche e filosofiche emergono chiaramente nella Divina Commedia.
Dante fu anche un uomo politico integerrimo. Militò tra i guelfi bianchi, che sostenevano una posizione più moderata rispetto ai guelfi neri, vicini al Papa. Questa scelta politica lo portò allo scontro diretto con Bonifacio VIII. Nel 1301, il Papa inviò Carlo di Valois a Firenze per sedare i conflitti interni, ma il risultato fu l’esilio di Dante, accusato ingiustamente di corruzione.
Lontano da Firenze, Dante rifiutò di pagare la multa per la sua condanna, dimostrando una coerenza politica incrollabile. Durante l’esilio, visse presso diverse corti italiane, sviluppando opere fondamentali come il De vulgari eloquentia e il Convivio. La sua opera più importante, la Commedia, iniziata intorno al 1307, fu completata durante il suo soggiorno a Ravenna.
A Verona, presso la corte di Cangrande della Scala, Dante trovò un rifugio sicuro e una relativa serenità. Qui si riunì con i figli, che furono tra i suoi primi sostenitori. Tuttavia, le sue speranze di rientrare a Firenze svanirono con la morte dell’imperatore Arrigo VII, nel 1313.
Dante morì a Ravenna nel 1321. Le sue spoglie riposano ancora oggi in quella città, nonostante il mausoleo eretto in suo onore a Santa Croce, a Firenze, dove non è mai stato riportato.