La poesia è l'argomento da cui partiremo quest'anno per affrontarne lo studio. Si tratta di una forma testuale specifica che consente agli scrittori di esprimere le proprie emozioni attraverso testi brevi, ma ricchissimi di significato. A differenza del testo narrativo, la poesia, infatti, grazie alla sua brevità e all'opportuna scelta delle parole utilizzate dall'artista, permette al poeta di esprimere in maniera immediata, chiara e netta le proprie emozioni. D'altronde, il significato della stessa parola "poesia" dice tutto riguardo alle sue enormi potenzialità. Il termine poesia, infatti, deriva dal verbo greco *poieo*, che significa "fare", "costruire", "produrre". Apparentemente non sembra avere molto a che vedere con la poesia, ma riflettendoci un attimo, la poesia non è altro che il dare forma alle emozioni: creare dal nulla qualcosa di molto efficace, capace di esprimere grandi e forti contenuti in modo immediato e conciso.
Ecco perché, in fin dei conti, il poeta nell'antichità era considerato quasi un mediatore tra la divinità e gli uomini. Il suo grande potere, cioè quello di esprimere sentimenti con pochissime parole, era considerato talmente alto, quasi magico, da essere vissuto come un'arte divina. In qualche modo, il poeta era equiparabile alla figura del sacerdote: mentre il sacerdote custodiva le cose sacre, il poeta dava forma a queste cose sacre, traducendole in poesia, quindi in qualcosa di comprensibile per tutti, e affidava questi contenuti alla memoria collettiva.
La trasmissione della poesia, fino a diversi secoli successivi alla sua nascita, avveniva in forma orale, non scritta. La forma scritta arriverà solo molti secoli dopo, e inizialmente era compito di chi riceveva la poesia ricordarla e favorirne la trasmissione orale, impedendone così la dimenticanza. Per questo motivo, in tutte le civiltà in cui la poesia si sviluppa, essa mantiene questa caratteristica di trasmissione orale. Per facilitarne la memorizzazione e la trasmissione, la poesia veniva composta in modo cadenzato e ritmico.
In Grecia, lo sviluppo della poesia orale fu favorito da figure specifiche come gli *aedi* e i *rhapsòdi*, da cui deriva il termine rapsodia. La poesia non veniva mai recitata senza l'accompagnamento musicale: lo strumento più usato dai poeti era la lira, una piccola cetra, uno strumento a corde pizzicate, spesso raffigurato nelle mani dei poeti antichi. Grazie alla lira, il cantore poteva cadenzare il ritmo della poesia, esattamente come avviene oggi con le canzoni. Proprio dal nome "lira" deriva il termine "lirica", sinonimo di poesia.
Quali erano i contenuti della poesia? Originariamente, essa trattava soprattutto del mito, quel vasto patrimonio di racconti che narravano le origini degli uomini, del mondo e degli dei. I poeti animavano le feste religiose, durante le quali la comunità si radunava per celebrare e ricordare eventi e divinità attraverso la poesia. A testimonianza dell'importanza dell'arte poetica, venivano anche organizzate gare tra poeti per misurarne la bravura.
La trasmissione della poesia orale iniziò a essere sostituita dalla scrittura solo intorno al IV secolo a.C., quando nacque l'esigenza di fissare i testi su carta per conservarli e tramandarli alle generazioni future. Col tempo, la tradizione orale venne quindi progressivamente abbandonata a favore della tradizione scritta. Un fenomeno importantissimo per la diffusione della poesia fu l'invenzione della stampa, avvenuta nel XV secolo. La stampa rese possibile fissare i testi in modo più permanente e facilitarne la diffusione. Nonostante all'inizio fosse un'opportunità riservata a pochi, la stampa contribuì alla democratizzazione della cultura, permettendo a un numero sempre maggiore di persone di accedere ai testi letterari, incluse le poesie.
Grazie alla stampa, cominciarono a nascere le biblioteche e i circoli letterari, luoghi in cui si diffondevano le conoscenze acquisite. Anche se la maggior parte della popolazione era ancora interessata alla propria sopravvivenza e lontana dal mondo della cultura, la scrittura poetica si evolse, abbracciando nuovi generi letterari.
Tutte le poesie, indipendentemente dal genere, utilizzano gli stessi strumenti formali. La poesia è strutturata in versi, spesso con rime, e anche se ha perso l'accompagnamento musicale diretto, mantiene una propria "musicalità" grazie al ritmo dato dall'uso degli accenti e dalla lunghezza delle sillabe.
Oggi la poesia si è contaminata con altri generi, anche musicali, come il rap, che non è altro che una forma di poesia ritmata e cadenzata. Il rap esprime emozioni, spesso legate a contesti sociali difficili, con lo stesso potere espressivo della poesia classica.
In conclusione, la poesia è un fenomeno artistico che, dall'antichità fino ai giorni nostri, non è mai invecchiata, perché si adatta ai tempi, seguendone le trasformazioni. Come sempre, quando parliamo di letteratura, parliamo dell'espressione della cultura di un popolo.
Il testo poetico che abbiamo studiato nei giorni scorsi va analizzato dal punto di vista tecnico, attraverso lo studio delle sue caratteristiche specifiche. Si tratta di un testo particolare, come abbiamo già visto, perché sia nella forma sia nel tipo di linguaggio utilizzato – ossia un linguaggio fatto di parole evocative – si distingue fortemente dalla narrativa. Il testo poetico lo abbiamo già classificato come un testo particolare, in quanto si misura attraverso i versi: il verso è l'unità di misura del testo poetico. Quando diciamo "Quanto è lunga questa poesia?", parliamo in termini di versi: 8 versi, 10 versi, 15 versi.
Il testo poetico contiene parole che hanno una caratteristica fondamentale, ovvero quella di essere evocative. Devono avere la capacità di tirare fuori dall'animo del lettore, o fruitore del testo poetico, sensazioni, emozioni e ricordi personali che ognuno di noi vive leggendo una determinata parola. Chiaramente, ognuno di noi avrà ricordi diversi dagli altri, poiché la nostra vita è diversa, ma il poeta avrà sicuramente delle ragioni specifiche per cui ha scelto quel tema o quelle parole per esprimere le proprie emozioni. Pertanto, per comprendere bene un testo poetico, dobbiamo conoscere l'autore, in particolare per avere una visione completa della sua opera.
Ogni poesia nasce da un vissuto, e quel vissuto non è specifico solo dell'autore, ma è anche influenzato dal periodo storico in cui egli vive. Ad esempio, vivere durante la deportazione della popolazione dall'Africa sarà stato molto diverso rispetto a vivere oggi da persona di colore in Africa, dove ora c'è una libertà che allora non esisteva. Lo stesso vale per la nostra storia: molti poeti della letteratura italiana hanno vissuto durante l'epoca della costruzione dell'unità d'Italia. Nei loro testi, come in quelli di Manzoni o alcune poesie di Leopardi, troviamo la spinta che il poeta dava al popolo italiano a lottare per la propria libertà.
Per questo motivo è importante conoscere non solo la vita dell'autore, ma anche il contesto storico in cui ha vissuto, perché lì ha maturato le sue emozioni e sensazioni. Anche quando il poeta parla di emozioni personali, come Foscolo, queste si intrecciano con lo stato d'animo dell'uomo del suo tempo, che, ad esempio, credeva negli ideali napoleonici e che fu deluso da Napoleone stesso.
La poesia è un mondo composito. Per comprenderla a fondo, dobbiamo conoscere l'autore, la sua vita personale e il contesto storico in cui è vissuto. La grandezza di un poeta sta nel trovare le parole giuste per esprimere sentimenti universali, che possano essere compresi anche oggi, anche se non viviamo più le stesse condizioni storiche.
Abbiamo già parlato molte volte del fatto che il poeta possieda una sorta di "cassetta degli attrezzi", cioè un insieme di strumenti che può utilizzare per fare poesia. In termini più tecnici, questa cassetta si chiama metrica. La metrica è l'insieme delle regole e delle consuetudini della poesia. Queste regole non sono completamente vincolanti: per esempio, se si vuole scrivere un sonetto, ci sono delle regole da seguire, come la lunghezza dei versi e delle strofe. Se invece si vuole scrivere un madrigale, ci saranno altre regole.
La rima, ad esempio, è una delle caratteristiche della poesia. Essa consiste nella costruzione di versi che terminano con lo stesso suono, dato dall'uso delle stesse vocali e consonanti alla fine delle parole. La rima contribuisce alla musicalità del testo, così come la disposizione degli accenti, che è fondamentale per dare ritmo alla poesia.
In Italia, la nostra metrica deriva da quella latina e greca, chiamata "quantitativa", che misurava le parole in base alla lunghezza delle sillabe (lunghe o brevi). La metrica italiana, invece, è definita "accentuativa", perché il verso si misura in base alle sillabe e agli accenti.
La poesia si forma attraverso i versi, che insieme costituiscono le strofe. Le sillabe utilizzate nella poesia non sono quelle grammaticali, ma le cosiddette "sillabe metriche". Questa differenza sta nella libertà del poeta di spostare gli accenti all'interno delle parole o di troncarle, per garantire una maggiore musicalità al verso. Questa libertà è chiamata licenza poetica.
Per concludere, possiamo dire che la poesia non è un luogo in cui il poeta può fare tutto ciò che vuole. La libertà del poeta, cioè la licenza poetica, nasce dalla difficoltà di riuscire a trovare, in poche parole, la sintesi delle emozioni che desidera esprimere. Questa libertà si traduce, ad esempio, nella possibilità di troncare parole o di costruire versi senza seguire rigidamente lo schema logico di soggetto, predicato e complemento, per far emergere meglio le emozioni.
Il testo poetico è molto diverso dagli altri tipi di testo. Una delle caratteristiche che salta immediatamente all'occhio è la sua forma, che è realmente differente rispetto, per esempio, a un testo narrativo, in cui viene occupato tutto lo spazio della pagina. Nel testo poetico, invece, possiamo trovare diversi tipi di poesia, ma fondamentalmente le caratteristiche grafiche saranno quelle di un testo ridotto rispetto allo spazio disponibile. Questo è il primo evidente elemento distintivo.
Ci sono però altri elementi importanti che emergono quando ci addentriamo nella lettura di una poesia. A differenza di un testo narrativo, per esempio, la poesia può avere un primo approccio complesso. In alcuni casi, la poesia è di immediata o semplice comprensione, in altri casi è più difficile capire cosa il poeta intendesse comunicare attraverso quei versi. Anche nella poesia dal significato semplice e immediato, come potrebbe essere una poesia di Ungaretti, ad esempio *"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"*, il significato delle parole può sembrare semplice, ma quale significato complessivo assumono insieme? Cosa vuol dire *"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"*? Chi sta? Che condizione sta raccontando? Quello che è comprensibile a livello linguistico racchiude in realtà un significato recondito, non immediatamente accessibile. Questo dipende da come la poesia è costruita e dalla libertà che il poeta ha di usare le parole in modo speciale. Anche quando il contenuto della comunicazione è semplice, lo strumento poetico non è sempre immediato o facile da comprendere.
La poesia si forma attraverso parole disposte secondo un ordine che il poeta stabilisce. Abbiamo già avuto esperienza, ad esempio, di poesie in cui mancano i segni di punteggiatura, come accade spesso in Ungaretti, o in cui mancano verbi o elementi della frase, come il soggetto. Nonostante la mancanza di questi elementi, leggendo la poesia riusciamo comunque a coglierne il significato.
Inoltre, molte parole nella nostra lingua possono avere più significati a seconda del contesto in cui vengono usate; sono le cosiddette parole polisemiche (dal greco *polys*, molto, e *semeion*, significato o segno). Ad esempio, *mi ha donato un fiore* ha un significato immediato e visivo, ma la parola *fiore* può avere anche significati metaforici. Quando diciamo *era nel fiore degli anni*, intendiamo che era nel momento di massima fioritura, mentre l'espressione *è un fior di mascalzone* ha un significato completamente diverso. Abbiamo quindi tre significati diversi della stessa parola a seconda del contesto.
Quando una parola ha più significati, possiamo dire che ha due valori: il primo è il valore denotativo, cioè il significato principale (come in *mi ha donato un fiore*), mentre il secondo è il valore connotativo, quando la parola viene usata in senso figurato o secondario (come in *era nel fiore degli anni* o *è un fior di mascalzone*). Molto spesso, il poeta utilizza sia il valore denotativo che quello connotativo delle parole, operando quelli che si chiamano "slittamenti semantici": la parola viene usata con un significato diverso da quello principale, creando immagini inusuali ma significative. Lo slittamento semantico è uno strumento molto usato dai poeti.
Il poeta può anche utilizzare più parole che riconducono a uno stesso concetto, creando quello che in termini poetici viene definito *campo semantico*: una serie di vocaboli che, pur avendo significati diversi, evocano una stessa idea. Se il poeta vuole comunicare un'idea di dolore o sofferenza, userà parole che, insieme, richiamano quel tema. Lo stesso accade con altri temi, come la tristezza o il piacere, dove le parole, pur diverse, rimandano allo stesso campo semantico.
Per comprendere pienamente il significato di una poesia, è spesso necessario individuare le cosiddette *parole chiave*, che, come una chiave, aprono la porta del significato. Sono parole cruciali, poiché sono quelle che ci permettono di entrare nel senso profondo del testo. In alcuni casi, il poeta stesso le mette in evidenza, ad esempio utilizzando l'enjambement, spostando a capo una parola che grammaticalmente dovrebbe stare nello stesso verso, o mettendo un elemento che normalmente andrebbe all'inizio della frase, come il soggetto, alla fine, per attirare l'attenzione su di esso.
Individuare le parole chiave non è poi così complicato: basta leggere attentamente la poesia. Queste parole ci aiutano a comprendere il tema della poesia, l'oggetto su cui il poeta si concentra per descrivere una sensazione, una situazione, un sentimento o un contesto. Molte poesie di Ungaretti e di altri autori si caratterizzano proprio per l'uso sapiente di queste tecniche, che fanno emergere lo stile specifico del poeta.