Durante l'estate un fiore rosso spuntò nelle campagne appena fuori le mura della città infelice, ne spuntò un altro accanto a lui ed era bianco. Il fiore rosso disse: "Sono come il sangue dei martiri, mentre tu sei bianco come la veste dei battezzandi". Quello bianco perplesso replicò: "La mia veste non è pura come sembra, somiglio invece a un sepolcro imbiancato, fuori bello e dentro pieno di putridume". "Sai perché sono rosso?" domandò il fiore del sacrificio, "perché il mio colore è come l'amore che non deteriora, che non si estingue", quando il fiore bianco rifletté a riguardo i suoi occhi si riempirono di lacrime e queste furono le sue ultime parole: "Non conosco il rosso perché la falsità mi ha fatto martire di vanagloria, questo bianco è la veste dell'ipocrita!", poi i due fiori si abbracciarono e appassendo divennero la radice della conversione, della rinuncia e della verità nell'amore puro che si dona agli altri.