Sulla collina dove ardeva il fuoco fatuo abitava un vecchio saggio, nascosto in una grotta che conoscevano in pochi e forte dei suoi anni trascorsi a pensare ai problemi che affliggono la gente del mondo. Un giorno andarono a trovarlo un poeta, un soldato e un politico. Il poeta gli disse: "Io scrivo ma non mi legge nessuno". Il soldato disse: "Io uccido innocenti ma nessuno se ne preoccupa". E invece il politico disse: "Penso soltanto ad arricchirmi e delle sorti del mio popolo non mi interessa nulla". Il vecchio saggio rispose rispettivamente a ciascuno con tre frasi: "La poesia nasce dalla solitudine, la guerra dall'odio e la politica dall'inganno e dalla cupidigia, se volete fare qualcosa di giusto occorre un cambiamento nella vostra mentalità". Tutti e tre risposero: "Noi non cambiamo perché soltanto così siamo davvero noi stessi, fare a meno degli altri, usare violenza agli altri e manipolare gli altri". La follia di chi si sente a posto nonostante il male che domina la sua vita, e non presagirne le inevitabili conseguenze.