Nelle pianure coltivate si estendevano per immensi spazi a perdita d'occhio i campi di grano con le loro spighe dorate pronte per la mietitura, anche in quell'anno comparirono strani disegni e figure geometriche che sembravano quasi simboli indecifrabili, disegni realizzati con il grano pressato ad arte nelle campagne; ogni anno apparivano nei campi di grano e nessuno capiva come si formassero e chi fosse l'autore. Qualcuno pensava agli extraterrestri o anche a entità soprannaturali che con quei segni cercavano di dirci qualcosa. La provenienza di quei cerchi concentrici rimaneva ignota, ma forse avevano a che fare con la creatività di qualche umano che si dilettava a crearli e a fotografarli e a farli fotografare. Un contadino intento ad arare con il trattore disse: "Non sono stato io, è stato il vento". Quando nasce una mitologia o una leggenda la sua radice psicologica risiede nel fascino di ciò che non conosciamo, nel mistero che cerca sempre delle risposte e non le trova mai. Se conoscessimo tutto la straordinaria bellezza della natura ci farebbe sognare forse un po' meno. E i disegni nel grano? forse davvero qualcuno vuole dirci qualcosa, potrebbe trattarsi di un artista, di un matematico o di un mistico che parla con gli angeli, forse angeli ben nascosti alla vista che si muovono nell'aria.