Lontano dal trambusto della città, viveva solo in una grotta un uomo che cercava la propria vera identità. Ogni giorno esaminava la sua vita passata in mezzo alla gente e nella sua famiglia, cercando di capire il valore dello stare insieme a confronto dell'agiatezza mentale di chi si sente bene con il proprio vivere appartato e privo del conforto dei propri simili. Un giorno all'ingresso della grotta gli si presentò una civetta che gli disse: "Sei solo come un cane perché le persone ti fanno schifo". L'uomo rispose: "Al contrario, sono solo perché voglio imparare a stare bene con gli altri". Prima di volare via la civetta indispettita gli gridò: "Lascia perdere le persone, amano troppo il menefreghismo". L'uomo solo nella grotta incominciò a riflettere e decise di tornare nella città e di interessarsi al prossimo per dimostrare alla civetta che il menefreghismo è un modo di vivere utile solamente a chi ama farsi del male. Aiutò delle persone in difficoltà con il lavoro, consolò anziani ammalati e pregò insieme a loro, insegnò a leggere e scrivere a diversi fanciulli. Dopo quelle esperienze capì che le altre persone che si incontrano sul cammino sono la chiave per sentirsi felici e che senza la loro presenza ci smarriamo nell'insensatezza, poi imparò davvero a stare da solo senza avere paura del proprio mistero.