Un uomo avaro e cinico viveva solo nella sua sontuosa dimora, era molto ricco e degli altri non gliene importava nulla. Quando passeggiava per le strade della grande città, passando vicino a un bambino mendicante gli offriva in elemosina un centesimo, dicendo con sarcasmo: "Buona giornata figliolo, questo Natale porterà bene per te e per me". Quella notte invernale dove la neve era scesa copiosa dappertutto ebbe un sogno con tre personaggi seriosi, il fantasma del Natale passato, il fantasma di quello presente e il fantasma di quello futuro. Il primo gli disse: "Negli anni ti sei sempre disinteressato al prossimo e la tua indifferenza è stata la causa di molte tragedie". Rispose che non gliene importava un granché, pensando al futuro che gli riservava molti guadagni e felicità. Il secondo gli disse: "Oggi hai preso in giro quel ragazzino che chiedeva l'elemosina". "Affari suoi", rispose e si girò nel letto. Il terzo gli disse: "Hai perso tutta la tua fortuna e sei caduto in miseria e tutti i tuoi parenti e amici ti hanno abbandonato". Ansioso si risvegliò in una stanza disadorna di un alberghetto malfamato e vestito di cenci, aveva la barba incolta. Quel Natale mendicò per potersi sfamare e pianse amaramente e disse: "Dovevo preoccuparmi anche degli altri in difficoltà o sofferenti, questo è il vero senso della vita". Si addormentò e si risvegliò nella sua ricca casa con il fuoco del camino che scoppiettava. Con le sue lacrime pensò: "Questo Natale sarà un Natale vissuto per il prossimo, farò beneficienza e cenerò assieme ai poveri". In quel Natale il cuore di un uomo cambiò e l'amore prevalse sull'egoismo.