Nel paese a nord della grande città abitava un giovane che si dilettava nello scrivere racconti, nelle sue storie parlava di amori traditi, avventure ed eroi che combattevano il male; quando scrisse di un soldato che si innamorò di una ragazza figlia di un ufficiale nemico, le persone di cui narrava diventarono reali e uscendo per le strade del paese cominciarono a svelare i segreti dei cittadini falsi e ipocriti, facendo capire alla gente credulona del posto di essere stata ingannata per anni da dei cialtroni che fecero credere di interessarsi a loro come benefattori del genere umano, ma che in realtà pensavano esclusivamente alla loro vita meschina e usavano gli altri per i loro scopi. Il giovane scrittore dovette difendersi dall'accusa di avere indotto i suoi personaggi a dire la verità e dovette farlo davanti ai giudici intransigenti che garantivano il radicarsi delle falsità e la pace sociale, il giovane si scusò così: "Questi personaggi fantastici sono le proiezioni dell'attitudine dei sinceri a dire sempre la verità, dovete domandare conto ai loro cuori puri e non a me". I giudici domandarono: "Chi sono i cuori puri affinché possiamo incriminarli di insurrezione popolare?", lo scrittore giovinetto ci pensò su un po' e infine disse: "Sono le vittime di una società fondata sull'inganno del prossimo e sulla manipolazione psicologica, sono i vostri figlioli e le vostre figliole a cui avete rubato i sogni". I giudici sentenziarono senza alcuna esitazione: "Condanniamo lo scrittore a dire sempre la verità, in modo tale che soltanto chi ascolta la verità venga creduto e stimato un libero pensatore che non scende a compromessi con l'ignominia dei bugiardi". Molto spesso quello che non si crede vero supera l'immaginazione, la realtà supera la fantasia così come la tana del bianconiglio è tanto profonda.