In un quartiere antico di una grande città si ergeva un manicomio in cui abitavano ciascuno nel proprio appartamentino degli psicognomi lunatici. Davanti alla loro residenza abitava un gigante buono dalle fattezze ridicole che ogni tanto diceva affacciandosi alla finestra queste parole: "Siete tutti sani di mente voi che state da mattina a sera davanti alla televisione, leggete i giornali e smanettate con il computer". Gli psicognomi dall'altra parte della strada ascoltavano arrabbiati e rispondevano puntuali: "Ad ogni minuto della nostra giornata assaporiamo la verità che al palato è dolce come lo zucchero". Il gigante esperto di contraffazione informatica mandava agli psicognomi messaggi criptati sui loro computer, convincendoli della veridicità dei contenuti mediatici che consumavano, della loro autenticità e questi vivevano perennemente estasiati come in un sogno che talvolta si tramutava in incubo. Un giorno uno psicognomo della casa dei matti si insospettì e volle vedere oltre le apparenze e si accorse che lo strampalato gigante era una bellissima principessa camuffata che curava la regia di tutto quello che appariva sugli schermi e si leggeva sulla carta: il dubbio lo fece risvegliare e gli mostrò com'era davvero la realtà nascosta alla moltitudine, finalmente imparò a pensare con la propria testa.