Nel deserto rosso un cavaliere impavido che si era perduto mentre era alla ricerca del calice dell'immortalità, oramai stanco del viaggio si fermò presso un pozzo da cui trasse acqua da bere, bevvero lui e il suo cavallo e poi si riposarono all'ombra di alcuni alberi rigogliosi. Un demone si avvicinò camuffato da monaco anacoreta e gli disse: "Sia pace a te cavaliere di Cristo, l'acqua che hai bevuto è l'acqua amara del peccato". Egli rispose al demone: "Se fosse l'acqua del peccato mi avrebbe ucciso, invece sono vivo e ti riconosco demone superbo". Il demone lo guardò con disprezzo: "La ricerca dell'immortalità ti ha portato all'acqua del pozzo, ma l'immortalità è un subdolo desiderio per uomini empi". Il cavaliere replicò così: "L'immortalità è un pio desiderio per coloro che amano il datore della vita e il datore della vita è il Signore". Il demone era convinto di poterlo ingannare per distoglierlo dalla sua ricerca, ma il cavaliere era molto umile e amava sinceramente il Signore, poi continuò il suo viaggio e infine giunse alla vita; per tutto il tempo non si accorse che l'aveva già trovata, come per l'acqua del pozzo,
con la sua carità eroica.