Da una crisalide che pulsava di vita e di trasformazione nacque una farfalla dal colore giallo oro con macchie verdi che somigliavano agli occhi di un gatto, il primo volo nel librarsi del vento fu difficoltoso e le ali presero la loro forma lentamente ma ci riuscì. Si alzò in volo e si perse tra il cemento dei palazzi di una grande città di uomini, si posò su un cartello stradale e aspettò la notte che è quel tempo in cui le macchine non si muovono e non inquinano. Vide la luce di un lampione e pensò alla libertà e allora volò ancora e raggiunse la luminaria che incandescente gli consumò le ali nel fuoco. Cadde a terra e morì e in tutto quel cemento sterile si perse per sempre perché la bellezza le ingannò la mente e credette all'apparenza invece che alla ragione. Le false luci del mondo apportatrici di morte per la benignità dei semplici e la speranza dei molti. Le ali si consumano dove la falsità cede il passo alla seduzione e con essa a smarrire sé stessi.