Il Carbone è un combustibile fossile estratto da miniere a cielo aperto o a pozzo (in sotterraneo).
La sua formazione risale a circa 345 milioni di anni fa, quando un clima caldo e umido e una elevata concentrazione di CO2 favorirono la crescita di antiche foreste.
Queste foreste, a causa di grandi sconvolgimenti ambientali, vennero sommerse dalle acque formando un ampio strato di legname coperto da altri strati di sedimenti (dovuti alla disgregazione delle rocce e trascinati dalle acque) che lo sottoponevano ad elevate pressioni in assenza di ossigeno (trovandosi nel sottosuolo).
Tale processo ha portato alla formazione dei carboni fossili.
L'uso del carbone, nelle centrali termoelettriche, per la produzione di energia elettrica è globalmente una delle principali cause del surriscaldamento globale e dell'effetto serra per le enormi emissioni di CO2 (anidride carbonica) nell'atmosfera terrestre.
La combustione del carbone (così come di tutti i combustibili) produce anche monossido di carbonio, responsabile di molte malattie cardiovascolari, e metalli pesanti, come cadmio, cromo, arsenico, nichel, vanadio e piombo.
Le miniere a cielo aperto hanno un enorme impatto ambientale: si tratta di enormi scavi che lasciano il terreno sterile.
Le miniere a pozzo si inoltrano in profondità, a più di 200 metri, in gallerie polverose e con temperature di circa 30° C; questo comporta dei gravi rischi per la salute dei minatori ed elevati tassi di mortalità a causa di malattie respiratorie o per il verificarsi di incidenti (crolli e incendi dovuti ai gas prodotti dal carbone).