Recensione del libro: "I fratelli Mezzaluna


Il libro “I fratelli Mezzaluna” è stato scritto da Chiara Gamberale, nata a Roma, autrice e conduttrice di programmi televisivi, radiofonici e del podcast “ Gli Slegati”. La storia è un breve romanzo d’avventura e parla di Amos e Irene che trovano una bambina su una pala di mulino che guardava la luna piena. La bambina viene chiamata Maddy ed era una ragazza che alcune volte spariva. Quando Maddy tornò la mamma fece due figli: i fratelli mezzaluna che non sapevano chi fosse il loro padre. I fratelli si arrabbiarono con la mamma quando scoprirono che non voleva rispondere. Per la rabbia salirono sul tetto del mulino e trovarono una fune che sembrava che scendesse dalla luna; loro si arrampicarono e finirono nel mondo Sottopelle. Nel mondo Sottopelle i gemelli scoprirono tante cose tra cui chi era loro padre e la verità su Galaville. Alla fine del racconto riuscirono a tornare a casa.

I fratelli mezzaluna sono un maschio e una femmina e si chiamano Alen e Lena. Lena faceva sempre tante domande ed era curiosa. Alen parlava poco, ma fissava tutto con i suoi occhi. Ad Alen di sua sorella piacevano soprattutto le domande che faceva, invece a Lena piaceva stare vicino ad Alen e pensava che non le sarebbe accaduto niente di brutto. Pian piano divennero più grandi e nel mondo Sottopelle scoprirono molte più emozioni, anche quelle negative.

La storia viene ambientata nella città di Galaville, nel mondo Sottopelle, nel fiume e altri luoghi verosimili. Le vicende durano tanti anni, da quando Amos e Irene videro sulla pala del mulino una bambina che guardava la luna piena fino a quando Alen, Lena e tutti quelli che avevano incontrato nel mondo Sottopelle ritornarono a Galaville e finirono tutti i piani di Dedalo. La storia è scritta in terza persona e sono frequenti i dialoghi.

Una frase che mi ha colpito particolarmente è: “La luna, senza la notte, non avrebbe senso. E l’armonia che c’è qui, se non esistono anche il simpaticone, la rabbia o la paura, pure non ha senso!” Questa frase significa che le cose belle non succedono senza le cose brutte e viceversa. Il libro quindi parla della crescita e dice che per crescere bene bisogna affrontare anche le cose brutte.

Cesare Macchione, 1F