Rivolto l’ultimo saluto alla persona venuta a mancare in occasione del funerale, familiari e persone vicine al defunto sono chiamati ad occuparsi di una serie di pratiche relative alla conservazione dei resti della salma e al rinnovo delle concessioni cimiteriali.
La messa in suffragio è occasione per i defunti di ricevere l’espiazione dei peccati commessi in vita
Il colombario di un cimitero corrisponde ad una serie continua di loculi, affiancati e sovrapposti, adibiti alla conservazione dei resti del defunto in apposite cassette di zinco: i costi sono variabili e le modalità di rinnovo delle strutture molteplici
La pulizia delle lapidi di marmo è importante per preservare la brillantezza e la lucentezza della lastra funeraria che commemora e omaggia il defunto
La scelta della lapide funeraria è molto importante quando viene a mancare una persona cara: si tratta di un modo per commemorare il defunto. Conoscere i costi legati all’acquisto di una lapide aiuta a compiere una scelta ponderata
La cremazione è una delle strade percorribili quando viene a mancare qualcuno. La dispersione delle ceneri è regolamentata dalla legge ed è bene conoscere le disposizioni vigenti in materia per non commettere reato
Estumulazione straordinaria: quando è concessa e quali sono i limiti alla richiesta di autorizzazione per il recupero anticipato dei resti del defunto tumulato
L’estumulazione ordinaria è un’operazione che consente di recuperare i resti del feretro tumulato in un loculo o in una tomba di famiglia e di scegliere una nuova modalità di conservazione delle spoglie
L’estumulazione è una pratica cimiteriale molto comune. Si tratta di una procedura che consente di recuperare i resti della salma sepolta in un luogo in muratura o custodita in un loculo cimiteriale, allo scopo di garantire un adeguato ricircolo delle locazioni disponibili nel cimitero
Esumazione ed estumulazione: come avviene il recupero dei resti del defunto dopo l’inumazione o la tumulazione della salma
L’esumazione ordinaria è un’operazione cimiteriale regolamentata dalla legge che consente di riportare alla luce il feretro a cui è stata data sepoltura nel terreno
L'esumazione è un’operazione cimiteriale e rappresenta l’atto del disseppellimento e del recupero dei resti di un defunto. È possibile distinguere tra esumazione ordinaria e straordinaria, a seconda delle circostanze e del momento in cui viene svolta
Quando viene a mancare una persona cara, si ha il desiderio di commemorarla: dedicare al defunto una frase da incidere sulla lapide è il modo migliore per ricordarlo nel tempo
La lapide e il sepolcro sono due soluzioni utili per ricordare il defunto: conoscerne le differenze è importante per scegliere la modalità di conservazione più adatta ad omaggiare la persona venuta a mancare
La conservazione delle ceneri in casa è possibile, a condizione che vengano rispettate alcune specifiche indicazioni
Quando il dolore per un lutto diventa insostenibile e rischia di intaccare la propria quotidianità è consigliabile rivolgersi ad uno specialista
La perdita di una persona cara può generare un profondo senso di dolore: sapere come affrontarlo è necessario per elaborare il lutto in modo consapevole
Quando viene a mancare una persona cara ci si ritrova a dover affrontare un carico di emozioni contrastanti. La morte, infatti, lascia una profonda sensazione di vuoto e tristezza: imparare a superare il lutto consente di vivere questo doloroso momento con più serenità
La morte è un momento difficile e ricco di emozioni: imparare ad affrontarla aiuta a superare il dolore in maniera graduale
Le formule più note sono, ad esempio, “Ringrazia”, “Ringrazia per la partecipazione”, “Ringrazia per il vostro pensiero”, “Ringrazia per il caro gesto”, oppure un'espressione più personale e affettiva.
“Le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore. Con il mio più profondo cordoglio e sostegno incrollabile.” “Ti auguro pace, serenità, coraggio e tanto amore in questo momento di dolore.” “Ti sono vicino in questo momento difficile.
Cambiamenti fisici. Il lutto ha talvolta un impatto significativo sulla salute fisica, che risente in modo indiretto dello stress emotivo. È comune sperimentare disturbi del sonno, cambiamenti di peso, perdita di appetito, difficoltà di concentrazione e una sensazione generale di stanchezza cronica.
Qualcosa di dolce è presente in tutte le culture, da est a ovest e da sud a nord. Che sia un biscotto, una caramella o pane e miele, il dolce rappresenta la serenità e la calma dopo il dolore. Il pane è il secondo cibo rituale più servito in queste occasioni, che come abbiamo visto ha l'origine più antica.
Il banchetto funebre e i rituali legati al cibo dopo la dipartita di una persona si perdono nella notte dei tempi. Era usanza nell’antica Roma accompagnare l’ultimo viaggio del defunto con cibi e oggetti propiziatori, ma in realtà si può andare ancora più lontano lungo la linea temporale.
Storia e tradizione del banchetto funebre
È con il Medioevo che il rituale del banchetto funebre si evolve. Troviamo una forte simbologia nei piatti che venivano preparati, strettamente collegati all’usanza di nutrirsi dei propri cari, ma appunto diventano un simbolo, quindi un piatto di carne cucinato appositamente, un pane che veniva lasciato lievitare sul defunto, in modo che potesse trattenere in sé lo spirito e la bontà, e una volta cotto era servito ai partecipanti al funerale.
C’è una curiosità che mi ha colpito molto legata al cibo mangiato durante un funerale nel tardo medioevo in Inghilterra e Irlanda: il “mangiatore di peccati”. Veniva pagata una persona per mangiare il pane durante il funerale, in questo modo tutte le azioni cattive fatte dal defunto venivano assorbite dal mangiatore e il caro estinto poteva proseguire il suo viaggio senza peccati.
Verso la fine del XVIII secolo le tradizioni alimentari funerarie diventano più raffinate e nella cultura europea e statunitense nasce l’abitudine di offrire piccole torte a chi partecipava alle veglie per la sepoltura.
Anche in Italia le cose non sono molto differenti, in quasi tutte le regioni ci sono delle tradizioni legate al cibo e al rituale di offrirlo ai parenti e agli amici venuti in visita.
Come abbiamo letto nell’introduzione la nascita del banchetto funebre è da far risalire all’antica Roma e nei secoli questa tradizione non si è mai allontanata.
E’ usanza portare ai parenti del defunto del cibo perché si pensa che non abbiamo la forza per prepararsi qualcosa di buono e rigenerante, oppure perché troppo provati dalla morte del parente. La stessa cosa, ma in senso opposto, è l’offrire a chi viene in visita qualcosa per rifocillarsi dopo il lungo viaggio. Il cibo è quindi sempre un mezzo di conforto.
A conferma del fatto di dover portare del cibo ai parenti del defunto in Italia c’è anche la tradizione che vuole che per cinque giorni non si debba cucinare.
Perché si mangia dopo un funerale e cosa è consuetudine offrire
Il mangiare dopo un funerale è strettamente legato, come abbiamo visto, al rituale di scacciare dal defunto tutti gli spiriti maligni, i brutti ricordi e le brutte azioni. Questa è una cosa che accomuna tutte le culture ed è forte anche ai giorni nostri.
Ci sono ovviamente delle differenze da regione a regione, oltre che da nazione a nazione, ma tutte hanno come minimo comune denominatore l’offrire o preparare del cibo per i funerali.
Cosa si offre di solito ad un banchetto funebre? Dipende appunto da dove ci troviamo.
Ci sono dei cibi che nel tempo non si sono evoluti, sono nati secoli fa e ancora oggi vengono preparati e consumati in queste occasioni.
In particolare i piccoli dolci che si offrivano nei paesi anglosassoni, di cui vi ho parlato prima, furono chiamati funeral cookies, piccoli Lady Finghers avvolti in carta su cui venivano scritte poesie, frasi tratte dai testi sacri o frasi amate dal defunto, quindi erano sigillate con ceralacca nera.
Dall’altra parte dell’oceano i biscotti erano fatti di pasta frolla aromatizzata con melassa, zenzero e cumino e realizzati dentro stampi di legno intagliati a mano che recavano sopra il disegno di una croce, un cherubino, la testa di un morto o un cuore.
In epoca vittoriana, i biscotti funebri, insieme a tutte le altre usanze legate alla morte e al lutto, divennero più formalizzati e barocchi. Come le torte nuziali, i biscotti funebri erano un alimento base dell’attività di panetteria e la concorrenza per i clienti era vivace. Gli annunci sui giornali di alcuni fornai affrontavano la rapidità con cui la maggior parte delle persone doveva organizzare i dettagli del funerale e promettevano “biscotti funebri fatti su ordinazione con il più breve preavviso”.
Le confezioni di biscotti commerciali erano riccamente stampate con pubblicità di prodotti da forno e citazioni bibliche edificanti e poesie. Come i santini della chiesa, servivano come ricordo dell’evento stesso. La tecnologia di stampa in rapida evoluzione ha consentito ai fornai di offrire design sempre più dettagliati e messaggi personalizzati.
Qualcosa di dolce è presente in tutte le culture, da est a ovest e da sud a nord. Che sia un biscotto, una caramella o pane e miele, il dolce rappresenta la serenità e la calma dopo il dolore.
Il pane è il secondo cibo rituale più servito in queste occasioni, che come abbiamo visto ha l’origine più antica.
Cibo per consolare, comfort food
Il pranzo di consolazione dopo il funerale ha radici antiche: era un rito pagano, che prevedeva il banchetto addirittura al cimitero sulla tomba del defunto. Si chiamava refrigeria, ad indicare il sollievo morale che riceveva, grazie a questo momento conviviale, chi stava soffrendo per la perdita della persona cara. Con l’avvento dell’era cristiana si è mantenuta l’usanza del pranzo con l’obiettivo di favorire i legami familiari e sociali, la solidarietà e la concordia tra coloro che sono accomunati dall’affetto verso colui che ci ha lasciato. Ci sono anche motivi pratici, viaggiare non è sempre semplice né economico e chi abita lontano compie un sacrificio non da poco se decide di recarsi ad un funerale: da parte dei parenti del defunto si sente il dovere di accogliere quell’amico o quel parente con gratitudine, offrendogli un pranzo. Ci sono poi coloro che hanno vegliato pregando e digiunando presso la camera ardente e dopo la cerimonia funebre sciolgono quel digiuno.
Siamo abituati ai banchetti funebri d’oltreoceano, i funeral party, ma cosa si mangia per confortare e confortarsi in queste occasioni?
In Italia abbiamo visto che c’è l’usanza di portare qualcosa di dolce e del pane, mentre i nostri amici anglosassoni hanno l’abitudine di donare cibi più sostanziosi.
L’immagine che ho ben impressa nella mente è il vicino di casa del caro estinto che si presenta con una teglia calda di cibo. Sformati, pasta al forno, pasta al formaggio, panini al prosciutto passati al forno, già il forno va per la maggiore in queste circostanze, per ovvi motivi di comodità. Facili da riscaldare, questi cibi possono sostenere la famiglia in lutto per diversi giorni e possono essere riposti comodamente in frigorifero per essere consumati.
Aggiungiamo all’elenco i biscotti tipici e torte deliziose, per creare la giusta atmosfera per l’ultimo saluto.
Il mangiare dopo un funerale è strettamente legato, come abbiamo visto, al rituale di scacciare dal defunto tutti gli spiriti maligni, i brutti ricordi e le brutte azioni. Questa è una cosa che accomuna tutte le culture ed è forte anche ai giorni nostri.
Voglio dirti solo una piccola parola, per tutti i grandi gesti che hai fatto per me: Grazie! Spero di avere al più presto l'occasione per ringraziarti come meriti. Ti voglio bene. Ti ringrazio con tutto il cuore, sei stato davvero un angelo, non so come avrei fatto senza di te.
La ringraziamo vivamente per il Suo interessamento, indispensabile per la soluzione del nostro problema. Con l'augurio di una proficua carriera, La ringrazio, per la professionalità con cui ha agito. Che il Suo comportamento sia esempio di correttezza e di professionalità per tutti, La ringrazio.
E' quindi sufficiente sostituire il termine grazie con altre espressioni (Es. “grazie per il tempo che mi stai dedicando” / “…sono felice di condividere il tempo con te”, “grazie per avermi ricevuto / “… sono contento di poter collaborare con te”, etc.).
Cosa dire al posto di grazie?
Alternative e livelli di formalità
Grazie informale
Ti/La ringrazio medio/formale
Ti/La ringrazio molto/di cuore/infinitamente medio/formale
Ti/Le sono grato formale
Ti/Le sono molto/infinitamente grato formale
Ti ringrazio per la tua partecipazione, le tue parole mi sono state di conforto in questo momento triste. Ti ringrazio per il tuo pensiero e per il tuo affetto. – La famiglia…… vi ringrazia per esservi uniti al nostro dolore e per aver dato l'estremo saluto al caro……
Grazie per la stima e l'affetto ricevuto in questo tragico momento. Le vostre parole ci sono di grande conforto. Le tue parole gentili mi hanno toccato profondamente, così come i bellissimi fiori che hai inviato. Grazie di tutto.
Tra le composizioni più comuni per circostanze di dolore e lutto si trovano le classiche corone funebre di rose e i tradizionali cuscini con crisantemi e garofani rigorosamente bianchi.