Quando una persona cara viene a mancare, uno dei momenti più delicati da gestire è la scelta del cofano funebre: ne esistono differenti varianti, distinguibili sulla base della tipologia di sepoltura cui è destinata la salma del defunto
Il cofano funebre, chiamato anche cassa da morto, è un contenitore in legno atto alla conservazione del corpo del defunto. Creato su misura, ospita la salma destinata alla tumulazione, all’inumazione o alla cremazione. Nel momento in cui il corpo viene deposto all’interno del cofano, quest’ultimo prende il nome di feretro.
La disposizione del corpo all’interno del cofano funebre è un momento solenne durante il quale parenti e amici rivolgono l’ultimo saluto al defunto. Per questo motivo, è necessario dedicare particolare attenzione alla scelta del cofano più adeguato. Generalmente, il corpo del defunto viene posizionato all’interno del contenitore ed esposto nella camera ardente.
Successivamente, viene trasportato nel luogo adibito alla celebrazione funebre alla presenza delle persone care e condotto al cimitero per l’estremo saluto. Il carro funebre viene trasportato dai necrofori, i quali trasferiscono il feretro dal carro funebre al catafalco, per poi proseguire verso il luogo di sepoltura.
In occasione di cerimonie funebri solenni, il cofano funebre viene adornato con accessori e fiori che omaggiano la memoria della persona venuta a mancare. Ciò accade, ad esempio, durante i funerali di Stato per i caduti in guerra: viene posizionata la bandiera nazionale sul feretro del defunto in segno di onore e rispetto, a ricordo dell’origine natia del veterano.
Quando si è chiamati ad occuparsi della scelta del cofano funebre, occorre tenere conto di alcuni aspetti, come il materiale della cassa. La scelta può essere rimessa alla famiglia, oppure può seguire le indicazioni testamentarie del defunto. Generalmente, il cofano funebre viene realizzato con l’impiego del legno. Si sconsiglia di optare per altri materiali, perché non idonei alla conservazione del corpo del defunto per lunghi periodi.
Il legno, come stabilito dal DPR 285/1990, è considerato perfettamente adeguato alla realizzazione del cofano funebre. La fabbricazione del legno è regolamentata dallo stesso Decreto e attuata nel rispetto della norma vigente. I cicli produttivi ai quali il legno viene sottoposto prima di essere lavorato per la creazione del cofano funebre sono numerosi: taglio delle tavole di legno, sezionamento, pulizia e scarto.
È richiesta una grande abilità manuale per la regolarizzazione delle angolature e delle varie componenti. Queste ultime vengono assemblate attraverso appositi banchi che conferiscono stabilità e resistenza alla struttura e che garantiscono il rispetto dei parametri di umidità imposti dalla Legge. Letipologie di legno tra le quali è possibile scegliere sono:
abete;
pioppo;
larice.
Se al legno dolce si preferiscono legni più robusti, la scelta può ricadere su uno di questi materiali:
olmo;
rovere;
mogano;
noce.
La scelta del legno da utilizzare per la realizzazione del cofano funebre dipende soprattutto dalla destinazione del feretro. Se il corpo del defunto è destinato alla cremazione, infatti, è consigliabile optare per un legno più leggero e meno lavorato. Se l’intenzione è quella di aggiungere maniglie o altri dettagli decorativi, è preferibile far ricadere la propria scelta su un legno massiccio, così da garantire una maggiore stabilità alle componenti aggiuntive. Se si vuole risparmiare sul costo del cofano funebre, è possibile optare per un legno grezzo.
Il legno, dunque, è il materiale da prediligere per la realizzazione di questo oggetto. È necessario, infatti, che il contenitore della salma sia resistente agli spostamenti e ai carichi, che possa essere facilmente sigillato prima della veglia e che garantisca un’ottima conservazione al corpo del defunto.
La maggior parte delle volte, i cofani funebri vengono realizzati a mano da artigiani professionisti. Ciò consente ai committenti di intervenire sulla qualità estetica del contenitore in legno richiedendo l’aggiunta di decorazioni di vario genere. La personalizzazione del cofano funebre, con riferimento all’allestimento interno e all’allestimento esterno, è il modo migliore per omaggiare in modo intimo e personale il defunto e la sua famiglia.
Per quanto riguarda l’allestimento interno del cofano funebre, è possibile scegliere il tipo di imbottitura. Generalmente, viene realizzata in seta, raso o cotone e i colori più indicati sono il rosa, il beige e il bianco. Inoltre, si ha la possibilità di richiedere l’aggiunta di drappi decorativi. Questi ultimi possono essere lisci, ricamati o adornati con pizzo. L’allestimento esterno del cofano funebre consente di optare per l’apposizione di incisioni, simboli, frasi o decorazioni intarsiate. In più, è possibile chiedere l’aggiunta di corone di fiori, cuscini funebri o di altre composizioni floreali per onorare la memoria della persona defunta.
Distinguere una cassa da morto da una bara funebre è importante per soddisfare esigenze di conservazione della salma diversificate
Cos’è una bara funebre
Nella tradizione cattolica, la bara è un elemento funebre utilizzato come sistemazione ultima del defunto. La salma, adagiata al suo interno, viene conservata e accompagnata durante tutte le fasi del rito funebre che i familiari più vicini al defunto hanno scelto di celebrare in suo omaggio.
Il defunto viene posizionato all’interno della bara durante la veglia funebre. La veglia di preghiera è un’occasione per i familiari, gli amici e i parenti del defunto di porgergli un ultimo saluto. Al termine del periodo di permanenza nella camera ardente o nella casa funeraria, la bara viene chiusa e trasportata in chiesa o, in alternativa, direttamente al cimitero.
Se il credo professato lo prevede, il feretro viene trasportato in chiesa per la celebrazione delle esequie funebri in presenza dei fedeli più cari. Al contrario, la bara e la salma vengono posizionate sul carro funebre e trasportate al cimitero. Al cimitero, sulla base delle disposizioni lasciate dal defunto e dai suoi familiari, la bara viene sepolta o cremata.
Le bare funebri tra le quali è possibile scegliere sono numerose. Nel rispetto della normativa vigente in materia di sepoltura, è necessario che le bare siano composte da una cassa esterna in legno e da una cassa interna in metallo. Il legno conferisce resistenza e robustezza meccanica alla struttura, mentre il metallo consente di isolare la salma dall’ambiente esterno grazie all’ottima chiusura termica che è in grado di garantire.
Cos’è una cassa da morto
La cassa da morto, come la bara funebre, è una struttura pensata appositamente per conservare le salme dei defunti ed è realizzata in legno. Il legno è un materiale particolarmente resistente che si presta ad una molteplicità di lavorazioni. Ne esistono di differenti tipologie, ciascuna con le proprie caratteristiche estetiche, funzionali e meccaniche.
Il legno è una materia prima che trova largo impiego nella produzione delle casse da morto perché consente di conservare la salma del defunto nel lungo periodo e agevola il processo di decomposizione delle spoglie. Tra le tipologie di legno più comunemente utilizzate ci sono il pino e l’abete. Questi ultimi, oltre ad essere i legni più diffusi, sono anche i più economici. Tuttavia, non garantiscono elevate capacità di resistenza e robustezza.
In alternativa, chi è alla ricerca di una cassa da morto in grado di assolvere la propria funzione in maniera ottimale ha la possibilità di optare per una cassa in larice, tiglio, noce, mogano, rovere, faggio, ciliegio o castagno. Sono legni più pregiati del pino e dell’abete, capaci di garantire elevate prestazioni estetiche e funzionali, tra cui la perfetta impermeabilità della struttura portante.
Dalla scelta del legno dipendono non solo le caratteristiche meccaniche della cassa da morto, ma anche le caratteristiche estetiche della struttura all’interno della quale è adagiata la salma. A seconda del legno scelto per la realizzazione della cassa da morto, infatti, il colore del contenitore funebre cambia. Numerosi sono coloro che scelgono la tipologia di legno sulla base dei colori che, in vita, piacevano al defunto, così da rendergli omaggio.
Chi lo desidera, inoltre, ha la possibilità di personalizzare la cassa da morto intervenendo sia all’interno che all’esterno della struttura. All’interno, si può inserire un’imbottitura in seta o in raso e un lenzuolo per coprire la salma, allo scopo di rendere più agevole ed esteticamente gradevole il posizionamento del corpo del defunto all’interno della cassa. All’esterno, invece, è usanza consolidata decorare le superfici in legno con dipinti, intagli o elementi applicati. La maggior parte di questi interventi decorativi hanno come soggetto personaggi e situazioni legati alla religione.
Le differenze tra una bara funebre e una cassa da morto
Nell’immaginario collettivo si pensa alla bara funebre e alla cassa da morto come fossero la stessa cosa. In realtà, l’unico accostamento lecito è quello che muove dalla funzione che svolgono. Infatti, tanto la bara funebre quanto la cassa da morto sono utilizzate per la conservazione della salma destinata alla sepoltura o alla cremazione.
Considerando le caratteristiche distintive dell’una e dell’altra soluzione e osservando con attenzione le loro strutture portanti, notare la differenza tra bara e cassa da morto è un’operazione tutt’altro che complessa. Innanzitutto, la cassa da morto è più semplice rispetto alla bara funebre. Al contrario, la bara funebre è frutto di un processo di lavorazione del legno molto più evidente.
Un’altra differenza tra bara e cassa morto è che mentre la cassa da morto possiede una forma rettangolare, la bara funebre ha, generalmente, una forma ottagonale. Quest’ultima si stringe gradualmente verso il basso, in corrispondenza delle gambe del defunto posizionato all’interno della struttura. La bara funebre, inoltre, a seconda delle richieste del cliente, può essere prodotta in forme particolari, come quelle che prevedono la smussatura degli angoli o la presenza di angoli tondeggianti.
Bara funebre e cassa da morto: come orientarsi nella scelta
Quando si organizza il funerale per rendere l’ultimo saluto alla persona cara venuta a mancare, i familiari incaricati sono chiamati a scegliere tra una bara funebre e una cassa da morto. Entrambe le soluzioni sono realizzate in legno, materia prima particolarmente resistente in grado di assicurare la conservazione della salma nel lungo periodo.
Per quanto riguarda la componente materia prima legno, la differenza tra bara e cassa da morto è che la bara è prodotta attraverso la lavorazione articolata di legni pregiati. Al contrario, le casse da morto sono in legno grezzo. Da questo aspetto ne consegue che le bare funebri hanno un prezzo più alto. Chi opta per una cassa da morto, invece, va incontro ad una spesa molto più contenuta.
Oltre che dal costo, nella scelta tra bara funebre e cassa da morto è importante lasciarsi guidare dalla valutazione delle loro caratteristiche. Le casse da morto, infatti, essendo in legno grezzo e, quindi, più leggere ed economiche, non possiedono casse in metallo. Di conseguenza, rappresentano la soluzione da preferire nel caso in cui la salma del defunto fosse destinata alla cremazione. La bara funebre, al contrario della cassa da morto per cremazione, è più indicata per la sepoltura.
Domande frequenti
L’estumulazione ordinaria della salma è un’operazione organizzata ed eseguita dagli uffici del Comune preposti, allo scadere del contratto di concessione del loculo o della tomba di famiglia per la tumulazione del defunto. Il contratto ha una validità di 20 anni e al termine del periodo di concessione si procede con l’estumulazione salma.
No, l’estumulazione ordinaria del defunto su richiesta dei familiari prima della scadenza del contratto di concessione non è consentita. L’Ufficio Cimiteri e l’Ufficio Tecnico Comunale organizzano e pianificano l’estumulazione ordinaria del defunto allo scadere dei 20 anni dalla tumulazione della salma.
Quando i familiari del defunto non sono rintracciabili o mancano di presentare l’autorizzazione estumulazione salma entro i termini stabiliti, l’Ufficio Cimiteri e l’Ufficio Tecnico Comunale provvedono ad organizzare le operazioni di estumulazione ordinaria d’ufficio. I resti raccolti vengono conservati all’interno dell’ossario comune del cimitero e i familiari hanno tempo 1 anno per recuperarli e scegliere come conservarli.
Quando si organizza un funerale e si è chiamati alla scelta del cofano funebre da acquistare, è necessario rivolgersi ad un’agenzia di pompe funebri. Un personale esperto provvede ad indagare le necessità del cliente e mette a disposizione un catalogo contenente tutte le soluzioni disponibili, così da facilitarlo durante la scelta del cofano funebre più adeguato.
I piedini sono delle strutture di appoggio per il cofano funebre, solitamente realizzate in legno. Si tratta di elementi accessori che possono essere integrati nella struttura per agevolare la messa a terra del cofano su superfici piane. Possono essere realizzati con forme, dimensioni e materiali diversi, a seconda delle proprie necessità.
È preferibile posizionare il cofano funebre in prossimità dell’altare, se il funerale è con rito religioso. Nel caso, invece, di un funerale con rito laico, è possibile posizionarlo in uno spazio appositamente allestito per tale funzione. In ogni caso, il cofano funebre deve essere sempre posto in un luogo accessibile a tutti, così da permettere, a chi lo volesse, di raccogliersi intorno al defunto per un ultimo saluto.
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La bara è il contenitore in legno in cui viene deposta la salma quando si intende procedere con una sepoltura.