Data pubblicazione: 27-apr-2011 5.49.52
Solo il pensiero di posare le dita su di un flauto o tenere fra le braccia una chitarra, volando sulle note della musica, faceva sognare Oswald, giovane nobile il cui destino era già stato segnato in culla… Un’indovina aveva infatti predetto che quel bimbo mai avrebbe dovuto sfiorare uno strumento o intonare una melodia (neppure fischiettarla!), pena la perdita della felicità. La madre, preoccupatissima, lo portò sulla Gardenazza dove le Gannes gli stregarono le mani: se solo avesse tentato di produrre una nota pizzicando una corda o sfiorando uno strumento, questo si sarebbe rotto in mille pezzi.
A “Mano di ferro”non restò altro che darsi alla caccia e alla guerra, magari ascoltando musica con l’iPod, ma … vuoi mettere?
Finché un giorno incontrò sul Monte Molignon una silfide, meravigliosa creatura che intratteneva la natura con il dolce canto; Oswald rimase di stucco e … no, non era un barba-trucco! Si era semplicemente innamorato. E le aprì il suo cuore spiegando l’incantesimo che imprigionava quelle povere mani.
Lei (guai a pronunciarne il nome!) rivelò che solo un grande dolore gli avrebbe permesso di suonare; gli sarebbe tuttavia costato caro, tanto da rimpiangere il tempo in cui la musica esisteva solo nella sua anima …