09 Le nozze di Merisana



( testo tratto da qui).

Nella Val Costeàna, che scende dal Falzarego verso Cortina, c’è una collina che un tempo si chiamava Col de la Merisana. Poco lontano vi scorre il Ru de ra Vèrgines, Torrente delle Vergini. I vecchi ampezzani raccontavano che avesse quel nome perché abitato dalle Ondine, abitatrici di acque e boschi, che sul mezzogiorno d’estate uscivano dal ruscello per passeggiare sul colle, vestite di chiari colori. La loro regina si chiamava Merisana e la sua sovranità si estendeva dal monte Cristallo fino alle montagne azzurre dei Duranni. Gli alberi si chinavano e le ubbidivano, le onde si abbassavano quando si avvicinava a riva, aveva un grande potere ma era infelice: il pensiero che vi fossero sulla terra infinite creature sofferenti e non poterle aiutare rattristavano il suo cuor pietoso.

Accadde che il Rej de Ràjes (il Re dei Raggi) del regno dietro l’Antelao si fermò un giorno presso il torrente e gli parve di sognar ad occhi aperti scorgendo, per un solo istante, il dolce viso di Merisana. Passò un intero anno col pensiero di quel “sogno”, finché non ne parlò col re dei Lastojères che gli disse che non era un sogno ma sarebbe bastato andar a mezzogiorno per vederla.

Così riuscì a conoscerla e parlarle e dopo solo sette giorni le chiese di sposarlo. Lei rispose ch’era ben felice di farlo, ma non poteva celebrar nozze finché ci fossero stati al mondo tanti infelici: prima avrebbe dovuto trovar modo di render tutti lieti. Nessun uomo avrebbe dovuto bestemmiare, né le donne lamentarsi, né i bimbi piangere, né gli animali soffrire. Il re, rattristato, giudicò irreale il proposito: si consultò coi suoi saggi ma anch'essi dissero che era impossibile.

Dovette tornar indietro a chieder di rinunciare o limitare il desiderio. Merisana allora chiese che valesse almeno per un giorno, ma il re le fece comprendere che nemmeno questo era realizzabile. Merisana si rassegnò a limitare ancora la richiesta: -il mezzogiorno è l’ora che più mi piace. A mezzogiorno ci sposeremo e almeno per un ora tutti saranno felici: uomini e animali, alberi e fiori!-

Il re non poteva chiedere di più, così mandò notizia a uomini, animali, alberi e fiori che il giorno dopo ci sarebbero state le nozze del Rèj de Ràjes con Merisana e ogni pena sarebbe stata alleviata. Tutti si rallegrarono e per gratitudine le piante fecero sbocciare i fiori più belli e uomini e animali li raccolsero per portarli a lei. Fiori e le fronde furono così tanti che non si sapeva più dove metterli, così due nani della montagna li raccolsero e fecero un albero, il làrice. L’albero non aveva però vigore vitale, così Merisana si tolse il velo da sposa e lo posò sopra l’albero che inverdì e fiorì. Fu così che nella collina erbosa di fronte alla Croda da Lago, all'ombra dolce e odorosa dei larici, piante fatate, si compirono le nozze di Merisana: nell'aria era festa, e le Dolomiti brillavano di gioia nella viva luce dell'estate.


Il larice è un albero strano. È una conifera ma i suoi aghi non sono sempre verdi e in autunno ingialliscono e cadono come le foglie dei latifogli. Questo accade perché è un albero formato da piante d’ogni specie. Quando in primavera il larice si desta dal sonno invernale è facile distinguere attorno ai suoi rami, rivestiti di teneri sottilissimi aghi, il tessuto lieve del velo da sposa di Merisana.


http://www.ilregnodeifanes.it/italiano/quadro1.htm

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pubblicato 11 mag 2012, 12:35 da laceprof   [ aggiornato in data 11 mag 2012, 12:38 ]


merisana, un altro cruciverba

pubblicato 11 mag 2012, 11:47 da laceprof   [ aggiornato in data 11 mag 2012, 12:30 ]

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merisana, analisi della leggenda

pubblicato 08 mag 2012, 22:18 da laceprof

Il velo da sposa del larice.

Ancora una volta, un mito che spiega un fenomeno naturale (anzi due: il “velo” ed il fatto che il larice, pur essendo una conifera, sia deciduo). Ora, da quando le spose portano il velo? Certamente già da tempi precristiani. Il significato simbolico del velo sembra essere in ogni modo associato ad uno stato di subordinazione della moglie rispetto al marito, dunque ad una società di tipo patriarcale, e questo induce a datare la seconda parte della leggenda ad un tempo distinto e posteriore rispetto alla prima, che deve essersi formata quando il regime sociale ovvio, “naturale”, era chiaramente il matriarcato. In base agli altri riscontri del ciclo dei Fanes, parrebbe che si possa parlare di età del Bronzo (o anteriore) per il mito di Merisana vero e proprio e di età del Ferro (o posteriore) per quello del larice. L’estensore di quest’ultimo deve aver semplicemente sfruttato la storia preesistente della “regina della natura” che “andava sposa” per inserirvi i dettagli che intendeva sviluppare ai suoi fini.

 

 

Culto del sole.

Merisana, il cui nome è molto indicativo (Merijana-Meridiana), si sposa a Mezzogiorno con il Re dei raggi, che potrebbe essere la personificazione del sole. Le nozze vengono celebrate a mezzogiorno in una collina erbosa di fronte alla Croda da Lago: potrebbero indicare il passaggio del sole a perpedicolo sulla montagna?

Da notare che a mezzogiorno, essendo il sole allo zenit, sono assenti le ombre, e quindi le imperfezioni, ... la tristezza.

Culto delle acque.

Merisana è anche una creatura delle acque (è la regina delle Ondine): forse il fenomeno veniva osservato riflesso nelle acque del lago (Ru de ras Vergines)? Le ninfe delle acque e dei laghetti, hanno un rapporto solitamente benevolo con gli uomini: forniscono consigli, predizioni e, specie nelle leggende più tarde, ospitalità nelle caverne; creano sorgenti o le fanno inaridire. Esse rientrano in quella visione del mondo divino estremamente arcaico e prevalentemente femminile che assegna uno spirito vitale a tutti gli elementi utili e temibili della natura che ci circonda.

Il loro nome può variare, così come alcune loro caratteristiche (vedi sotto). L'abbondanza di nomi e di presenze delle ninfe delle acque fa capire come le sorgenti e i piccoli corsi d'acqua fossero preziosi per la vita dei pastori e del bestiame, specie nelle zone degli alti pascoli che solo in pochi casi sono ricchi di sorgenti. Si spiega così l'origine del rispetto, trasformatosi in culto, per queste acque gentili che, a differenza dei torrenti, non mettono in pericolo la vita di uomini e animali.

 

·        Anguane (> lat. Aquanae) che si riduce in Gane o Gonnes nella Val Gardena medievale, ove assumono la funzione d'incantatrici che si muovono facilmente nei boschi venendo a contatto con gli esseri umani, talvolta contraendo matrimonio con essi per  poi, dopo un certo tempo, sparire per sempre.

·        Figure isolate sovrapponibili alle Anguane sono le Mjanines, esse abitano nel Lec de Lunèdes, lago delle apparizioni, attualmente lago Ghedina (interpellate da Ey de Net nel ciclo dei Fanes per chiedere consiglio). Significato del nome: forse da due radici greche = iniziatrici di misteri o misteriose. La loro comparsa in scena è limitata.

·        Pelne: ninfe delle acque trasformate in uccelli dal piacevolissimo canto che frequentano le rocce del Nuvolau.

·        Jarìnes: abitatrici del letto dei torrenti che fanno crescere i fiori sulle rive (>lat.jara=ghiaia).

·        In altri casi vengono chiamate Silfidi, Ninfe o Ondine, come nel caso del mito di Merisana.

·        Nel versante carnico si chiamano Agans o Sagans: sono legate alle fonti e alle grotte, ma con una funzione non più benefica. Spesso il loro aspetto si confonde con quello delle Salvaries, ed infine con la figura delle Streghe, pronte a rapire bambini per ingrassarli e mangiarli (favola germanica di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm): in questa visione negativa confluisce l'azione del Cristianesimo che trasforma le benevole divinità pagane in esseri ripugnanti. Es: Leggenda Val d'Arzino: un bambino rapito dalle streghe (Agane) viene portato nella grotta e ingrassato in una cassapanca, ma inganna le sue carceriere. Una di loro decide di bollirlo, manda il bambino a raccogliere legna e gli dice di controllare se l'acqua bolle. Il bambino dice di non riuscire a farlo vista l'altezza del calderone. La strega si affaccia sul bordo del calderone e il bambino la spinge dentro facendola morire e fugge. Le altre due Agane lo inseguono, ma inutilmente. Il loro pianto di rabbia farà nascere il torrente che ora scorre dinnanzi all'antica grotta. In un'altra versione le Aguane superstiti annegheranno nell'attraversare il corso d'acqua dell'Arzino e scompariranno per sempre.

 

Il larice.

·        Il larice è eliofilo: esso cioè ama (-filo) il sole, la luce (elio-)

·        Il larice è un pianta pioniera: è cioè una delle prime conifere a crescere sui prati. Col passare del tempo viene sostituito dagli abeti, i quali, facendo ombra, non consentono alle piccole pianticelle di larice di crescere.

·        I boschi di larice, col tempo, sono destinati a sparire, e a far posto a piante quali l'abete.

·        I pochi e bellissimi boschi di puro larice sopravvivono grazie al pascolo delle mucche, che mangiano i teneri germogli di abete, loro rivali. Nel pascolo di Larieto, nel comune di Cortina poco sotto il Passo Tre Croci, esiste per l’appunto uno dei più bei boschi di larice delle Dolomiti

·        I larici d'inverno vanno in letargo: infatti con la perdita degli aghi non hanno più bisogno di alimentarsi.

·        Larice deriva dal greco laros, che significa soave, come lo sono i suoi delicati profumi

·        Il legno di larice, anche grazie alle sue resine, è più adatto di altri ad affrontare le intemperie; viene quindi preferito per le scandole dei tetti o per la costruzione di recinzioni

·        Su wikipedia un approfondito articolo sul larice


merisana foto paesaggi

pubblicato 15 ago 2011, 05:18 da lace uno

merisana paesaggi


merisana, disegno finito

pubblicato 15 mag 2011, 05:49 da laceprof   [ aggiornato in data 01 mag 2012, 00:39 ]


La pittura è stata realizzata su tavola di legno ricoperta con una base di gesso bianco; sulla stessa è stato poi riportato il disegno antecedentemente preparato con carta carbone (spolvero).

I colori usati sono acrilici diluiti con acqua e la stesura del colore è stata fatta per velature cioè dal più chiaro al più scuro con varie sovrapposizioni di colore.

Come protettivo e anche per aumentare la luminosità del quadro è stato steso uno strato di resina acrilica.

merisana, ebook con didapages

pubblicato 15 mag 2011, 05:24 da laceprof

qui il link per scaricare il libro in formato pdf



una volta dezippato far partire il file index
per sfogliare il libro, si clicca sulle linguettine in alto

potrebbe essere interessante fare dei libri di questo tipo con i disegni /o le storie degli alunni

per i collaboratori:
è solo una prova, ma cosa ne pensate?

Merisana Analisi della leggenda by Irene

pubblicato 08 mag 2011, 12:56 da lace uno

Non a caso le nozze di Merisana vengono celebrate a mezzodì. Il mezzogiorno infatti corrisponde al momento in cui il sole si trova allo zenit; di conseguenza, sono totalmente assenti le ombre, le imperfezioni, ... la tristezza.

Proverbi e citazioni

pubblicato 06 mag 2011, 22:32 da Stefania Zardini Lacedelli

"Sul mio impero non tramonta mai il sole" (Carlo V Imperatore, figlio di Filippo il "Bello" e di Giovanna la pazza)


Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera (Salvatore Quasimodo)


Per chi ama il sole non tramonta mai, per chi soffre mai spunta (Proverbio)

Meriquiz

pubblicato 06 mag 2011, 22:17 da Stefania Zardini Lacedelli

Il Re dei Raggi sembra essere la personificazione del Sole. Conosci altre divinità associate agli astri, anche facendo riferimento ad altre culture?


Merisana è la regina delle Ondine, le ninfe delle acque. Proprio come l'acqua, che muta sempre nel suo scorrere, a seconda della zona queste creature cambiano nome e caratteristiche. Chi riesce a trovarne di più?


A Cortina c'è una cima che funge da meridiano solare: quando il sole vi passa a perpendicolo sappiamo che sono le ore dodici. Di che montagna si tratta? Forse il suo nome ti può aiutare...

Crucimaggio

pubblicato 06 mag 2011, 21:47 da Stefania Zardini Lacedelli   [ aggiornato in data 06 mag 2011, 22:01 ]

CRUCIMAGGIO


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ORIZZONTALI

1. Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite

4. Al larice cadono tutti

8. La faccia diventa così quando siamo imbarazzati

11. Ogni mattina Apollo guida nel cielo quello del sole

14. Merisana lo diventerà del Re dei Raggi

16. Grande rabbia

17. Suddite di Merisana, abitatrici delle acque e dei boschi

18. Come Merisana vorrebbe tutti nel giorno del suo matrimonio

19. Nella Val Costeana c'è quello...de la Merisana

20. Grande roccia

21. I raggi della leggenda

24. Articolo indeterminativo

25. Sedia senza vocali

26. Aladino...per gli amici

27. Dio greco del sole

29. To be alla terza persona singolare

31. Venezia in breve

33. I meridiani centrali che determinano il fuso orario

34. Vero ampezzano

37. Può provocarla troppo sole

38. Acronimo in rete...dopo il punto

39. Luna senza vocali

40. New York

41. Spesso accompagna...a quel paese

42. Quando sorge il sole

44. Sinonimo di anguane

46. Particella nobile

47. Secondo Aristotele quello immobile è Dio

49. In montagna è particolarmente pulita

50. Sole dantesco

51. Ultima lettera dell'alfabeto greco

52. Principio e fine di ogni cosa

53. Particella condizionale

54. Il nome di Buzzati e di un noto scrittore di Cortina


VERTICALI

1. La stagione preferita di Merisana

2. Osso dialettale

3. Un piccolo abitante delle Dolomiti

4. Sigla di Arezzo

5. Andare...in Inghilterra

6. Marchio di qualità

7. Temperatura solare

9. La principale via di trasmissione delle leggende

10. Molti toponimi di sassi...in dialetto

11. Con senza “O”

12. Dea greca dell'amore

13. Un programma come il Grande Fratello

14. Una valle dolomitica

15. Richiesta di soccorso

18. Iniziali del compositore Sollima

22. Iniziali della cantante Lopez

23. Dea dell'Aurora dalle dita di rosa

27. Confidente, compagna

28. Si muovono per giocare a scacchi

29. Segreto, interiore

30. Meridiane...da polso

32. Si stendono e si asciugano al sole

35. Divinità lunare greca figlia della Notte

36. E' indispensabile per fare funzionare le meridiane...

39. Essi

41. Merisana ha donato il suo al larice

43. Amare agli estremi

45. Lo usiamo per cucinare

46. Un rintocco delle campane

48. Quello dolomitico è spesso...pelos!

49. Preposizione articolata

50. Lo dicono gli sposi all'altare


SOLUZIONE

1 P



2 O

3 N

  U




4 A

5 G

  H

  I



6 D


7 C

8 R

9O

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  S

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  R

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  P

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  R

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  S

  O



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