di Luca Russo IV C
“La criminalità e la guerra sono frutti malati di coscienze addomesticate e manipolate.
È tempo di riprenderci la nostra storia e trasformarla in storia di pace.”
Con queste parole, Don Luigi Ciotti si è rivolto a centinaia di giovani che hanno riempito piazza del plebiscito in occasione della “Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.
All'evento dello scorso 21 marzo, organizzato da Libera contro le mafie, l’Iti RenatoElia di Castellammare di Stabia c’era. Don Ciotti, riprendendo Papa Francesco, ha ammonito gli affiliati, soprattutto quelli più giovani, invitandoli al pentimento.
“Siete ancora in tempo di trasformare la sopravvivenza di una malavita in una vita vera e piena, bisogna però prendere coscienza dei vostri errori, delle vostre violenze e dare un segno tangibile della vostra conversione morale consegnandovi alla giustizia.”
Attraverso la partecipazione di studenti e manifestanti ha voluto gridare il suo “No” alla criminalità affinché il sacrificio di 1055 vittime innocenti non sia stato vano.
La rappresentanza dell’ Iti Renato Elia, coordinata da alcuni docenti, era presente con una delegazione di circa 80 ragazzi che, alle 10:15, insieme a tanti altri provenienti dalle scuole campane, hanno ascoltato l’elenco di chi ha dato la vita per liberare, specialmente il Sud Italia, dal suo più grave male: le mafie.
Don Luigi Ciotti, presidente di “Libera contro le mafie” ha poi ribadito l’invito a collaborare per far crescere un’associazione che, nel tempo, è diventata un baluardo della legalità.
Il Sacerdote ha, infine, manifestato la propria vicinanza al popolo ucraino ed ha ricordato che, nel mondo, vi sono anche altre 33 guerre non vanno dimenticate perché i conflitti, civili o internazionali, producono sempre e solo morti, devastazioni e cancellano il futuro di tanti, troppi innocenti. Proprio come le mafie.